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title: Eurocaos
author:
  name: Mario Seminerio
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date: '2011-07-06T19:42:36+02:00'
modified: '2011-07-06T19:42:36+02:00'
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categories:
  - Archivio
  - 'Economia &#038; Mercato'
  - Unione Europea
tags:
  - Grecia
  - Portogallo
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# Eurocaos

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                   Ancora una volta, le agenzie di rating sono sul banco degli imputati. L’ultimo ceffone, in ordine di tempo, è quello di **Moody’s** sul **Portogallo**, privato di quattro *notch* (livelli), in territorio *junk* (la “spazzatura” che tanto piace alla stampa italiana, senza ovviamente avere neppure la più remota idea di che cosa significhi un rating di quel tipo), e mantenuto in *negative outlook*, il che equivale a nuovi declassamenti a breve-medio termine.

**Certo, può apparire irritante che il giudizio sia avvenuto nella giornata di ieri**, proprio quando Lisbona ha deciso di abbandonare la *golden share* sulle aziende pubbliche, soprattutto su **Portugal Telecom**. Ma la situazione del paese resta fortemente problematica. Un deficit di bilancio che non si schioda dall’8 per cento, malgrado ricorrenti psicodrammi politici nazionali sempre più sinistramente simili a quelli che hanno fin qui punteggiato la discesa agli inferi della Grecia; una competitività inesistente che mantiene un deficit delle partite correnti al 9 per cento del Pil (a proposito, di quanto dovrebbero crollare prezzi e salari portoghesi per riequilibrare la barca?); ma soprattutto un dato molto italiano, la crescita media reale del paese nell’ultimo decennio: lo 0,5 per cento annuo. Dato questo disastro, e un livello di rischio sovrano espresso dai *credit default swaps* che incorporava già un declassamento di parecchi *notch*, di che dovremmo indignarci? Eppure, ancora oggi in molti [ci sono riusciti](http://news.businessweek.com/article.asp?documentKey=1376-LNWTPR6TTDS301-2DQOFQ81A0V5JAPKGT62L1N974), da **Barroso** alla solita **Merkel** polifonica, passando per **Michel Barnier** e **Wolfgang Schaeuble**.

**Ma la maggiore ipocrisia di questa caccia alle agenzie di rating viene dalla Banca centrale europea**. Saremmo grati se qualcuno (magari la stessa Merkel) chiedesse all’ingegner **Trichet** per quale motivo insiste a considerare la stanziabilità in garanzia di carta sovrana in base al giudizio delle agenzie di rating, salvo poi dover continuamente correggere la soglia minima per evitare un *meltdown* apocalittico in casa propria.

**Quindi, piaccia o meno, *don’t shoot the messenger*, e lasciate da parte il cospirazionismo**. Le agenzie di rating sono “dietro la curva”, cioè in ritardo sulla realtà, anche per motivi di equilibri politici. **E sono stati finora i politici tedeschi, con le loro dichiarazioni, ad aver mosso più pesantemente i mercati, al limite della turbativa, non le agenzie di rating**. E, soprattutto, smettiamo di prenderci in giro: **anche il Portogallo, dopo la Grecia, è fallito**. Chi legge questo sito lo sa da [sempre](http://phastidio.net/tag/portogallo).

**Altra euro-criticità è quella delle garanzie reali richieste da alcuni paesi per erogare nuovi crediti alla Grecia** (e non solo ad essa, tra non molto). Dopo i tedeschi, è ora il turno dei [finlandesi](http://newsroom.finland.fi/public/default.aspx?app=803&newsid=30328): ci sono molte isole e proprietà immobiliari, basta metterle in un fondo comune posto a garanzia dei nuovi finanziamenti. Ma la domanda sorge spontanea: **come si arriverebbe ad escutere la garanzia?** Con un atto di guerra, invadendo la Grecia? E anche ipotizzando che Atene consegni la garanzia ai creditori, chi può essere certo che il governo ed il parlamento greco non votino, a stretto giro, la ri-nazionalizzazione delle proprietà cedute agli stranieri?

In Europa, la politica è sempre più l’arte dell’impossibile.

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