---
url: 'https://phastidio.net/2011/09/07/tedeschi-scettici-deuropa/'
title: 'Tedeschi scettici d&#8217;Europa'
author:
  name: Mario Seminerio
  url: 'https://phastidio.net/author/phastidio/'
date: '2011-09-07T09:45:06+02:00'
modified: '2011-09-07T09:45:06+02:00'
type: post
categories:
  - Archivio
  - Articoli
  - Discussioni
  - 'Economia &#038; Mercato'
  - Italia
  - Unione Europea
published: true
---

# Tedeschi scettici d&#8217;Europa

[
Facebook](https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2011%2F09%2F07%2Ftedeschi-scettici-deuropa%2F)[X](https://x.com/intent/tweet?text=Tedeschi%20scettici%20d%27Europa&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2011%2F09%2F07%2Ftedeschi-scettici-deuropa%2F&via=Phastidio)[LinkedIn](https://www.linkedin.com/shareArticle?title=Tedeschi%20scettici%20d%27Europa&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2011%2F09%2F07%2Ftedeschi-scettici-deuropa%2F&mini=true)[Claude](https://claude.ai/new?q=Summarize%20the%20content%20of%20this%20URL:%20https://phastidio.net/2011/09/07/tedeschi-scettici-deuropa/)[Subscribe](https://phastidio.net/resta-aggiornato)[Email](mailto:?subject=Tedeschi%20scettici%20d%27Europa&body=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2011%2F09%2F07%2Ftedeschi-scettici-deuropa%2F)[Print](#)[Share](#)
                    **📁 Contenuto archiviato:** Questo è un contenuto obsoleto, conservato per consultazione. Per informazioni più recenti, visita la nostra [homepage](https://phastidio.net).
                   **di Mario Seminerio –* [Il Tempo](http://www.iltempo.it)***

I mercati finanziari stanno vivendo una delle settimane più difficili dall’inizio di questa crisi epocale, finora drammaticamente fraintesa dai politici e dai banchieri. La pressione sul nostro paese aumenta in parallelo alla riduzione delle speranze che la **Grecia** eviti il default, dopo l’ennesima ammissione di un ulteriore sforamento dei conti di Atene, nel circolo vizioso di austerità che causa depressione che a sua volta causa austerità. Ma il nostro paese ne mette anche del suo, con una manovra surreale ed in continuo divenire, che ha ormai fatto perdere la pazienza a mercati, cancellerie e Banca centrale europea.

**Non c’è nulla di più vendicativo della realtà, di solito, per la politica ed i suoi stralunati teoremi, ed anche questa situazione tragica ma farsesca non farà eccezione**. Questa settimana sono in scadenza quasi 15 miliardi di titoli di stato italiani, 63 miliardi nel mese di settembre, massimo storico di tutti i tempi per il nostro paese. Nella giornata di giovedì la Bce farà il punto, nel proprio meeting periodico, sullo stato degli acquisti di titoli dei PIIGS, segnatamente italiani e spagnoli. Anche in questo caso, la traiettoria era sinistramente prevedibile, visti i precedenti di paesi ben più piccoli e gestibili, quali **Grecia**, **Irlanda** e **Portogallo**. Comprare titoli di stato italiani senza una missione definita è un rischio potenzialmente esiziale. Occorre tenere fermo il rendimento su livelli di sostenibilità? Se così fosse, la Bce dovrebbe comprare “a piè di lista”, e ciò è del tutto irrealistico. I mercati, ben consci di queste irrisolte contraddizioni della Bce e della Ue in generale, hanno rapidamente puntato la preda, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

**Ma questa settimana avremo anche il pronunciamento della corte costituzionale tedesca sugli euro-salvataggi**. La percezione è che questa volta gli otto supremi giudici tedeschi si “limiteranno” a chiedere più voce in capitolo per il Bundestag, senza far deragliare rovinosamente l’euro-treno, ma le certezze non sono di questa epoca e lo stato d’animo tedesco è inquieto e frustrato, come dimostrano anche i pronunciamenti del presidente della Repubblica Federale, **Christian Wulff**, che ha accusato la Bce di debordare dalle proprie attribuzioni istituzionali e guidare un salvataggio tecnocratico dell’Eurozona. I tedeschi insistono molto sul tema della legittimazione democratica di ogni intervento di sostegno. Lo stesso ministro delle Finanze, **Wolfgang Schaeuble**, di fatto non ha rigettato il concetto di eurobond, ma ha detto che serve un processo decisionale democratico per giungervi, di certo di non breve periodo.

**Nel frattempo, Angela Merkel, ormai abbonata a cocenti sconfitte elettorali amministrative, ha categoricamente escluso ipotesi di rottura dell’Eurozona ed espulsioni dei paesi reprobi**, proprio mentre il maggiore banchiere tedesco, **Josef Ackermann**, confessava candidamente che le banche dell’Eurozona non riuscirebbero a sopravvivere ad una valutazione a livelli di mercato dei titoli di debito sovrano nel loro portafoglio. Questa è l’ipocrisia tedesca, alla fine: aver invocato rigore sui conti pubblici altrui anche e soprattutto al fine di impedire default che avrebbero travolto il sistema bancario tedesco, che di carta dei PIIGS è inzeppato. Da questa posizione, e dalla ripetuta fallacia secondo la quale la crisi deriverebbe da conti pubblici non in ordine (ma **Spagna** e **Irlanda** avevano ampi surplus di bilancio e basso debito, quando la crisi è esplosa), originano le contraddizioni del timoniere tedesco, così convinto della bontà della formula delle esportazioni come volano di crescita da pensare di imporlo a tutta l’Europa, dimenticando che per ogni esportatore deve pur esserci un importatore, da qualche parte.

**Come finirà? Una dissoluzione dell’euro sarebbe l’equivalente di un inverno nucleare**. Per tutti, tedeschi inclusi. Serve un colpo d’ala, di fantasia e di spirito europeo “nobile”; quello dei Padri Fondatori. Un gruppo di prominenti figure pubbliche, europee e non, tra cui **Tony Blair**, **Gerhard Schroeder**, **Mario Monti**, **Nouriel Roubini**, hanno invocato gli “Stati Uniti d’Europa”. Fuori dalla suggestione, che ci riporta ai tempi di **Helmut Kohl** e, prima di lui, di **Konrad Adenauer**, serve più integrazione politica, quindi fiscale. La strada è lunga, accidentata e dolorosa, molto dolorosa. Nel frattempo, la Bce potrebbe scoprirsi un po’ più americana e puntellare l’edificio con una nuova espansione monetaria, magari non convenzionale, piegando ancora una volta i trattati alle esigenze della *realpolitik* economica. Ma nessuno è autorizzato ad illudersi: andrà molto peggio, prima di andare meglio.

[Facebook](https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2011%2F09%2F07%2Ftedeschi-scettici-deuropa%2F)[X](https://x.com/intent/tweet?text=Tedeschi%20scettici%20d%27Europa&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2011%2F09%2F07%2Ftedeschi-scettici-deuropa%2F&via=Phastidio)[LinkedIn](https://www.linkedin.com/shareArticle?title=Tedeschi%20scettici%20d%27Europa&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2011%2F09%2F07%2Ftedeschi-scettici-deuropa%2F&mini=true)[Claude](https://claude.ai/new?q=Summarize%20the%20content%20of%20this%20URL:%20https://phastidio.net/2011/09/07/tedeschi-scettici-deuropa/)[Subscribe](https://phastidio.net/resta-aggiornato)[Email](mailto:?subject=Tedeschi%20scettici%20d%27Europa&body=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2011%2F09%2F07%2Ftedeschi-scettici-deuropa%2F)[Print](#)[Share](#)

