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url: 'https://phastidio.net/2011/11/14/il-gioco-pericoloso-della-stabilizzazione-italiana/'
title: Il gioco (pericoloso) della stabilizzazione italiana
author:
  name: Mario Seminerio
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date: '2011-11-14T00:08:06+01:00'
modified: '2018-05-01T15:08:06+02:00'
type: post
categories:
  - Archivio
  - Discussioni
  - 'Economia &#038; Mercato'
  - Italia
tags:
  - Crescita-economica
  - Debito
  - Divulgazione-economica
  - Euro
published: true
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# Il gioco (pericoloso) della stabilizzazione italiana

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                   Un’utile infografica di ***Reuters*** [mostra](http://graphics.thomsonreuters.com/11/07/BV_ITDBT0711_VF.html) quale deve essere l’avanzo primario (cioè entrate meno spese, queste ultime al netto degli interessi sul debito) necessario per stabilizzare il rapporto debito-Pil di un paese a caso, il cui nome inizia con I.

Si ipotizza, semplificando, che tutto il debito in scadenza nell’anno venga rifinanziato al tasso che appare nello *slider* “Interest rate” (ma può benissimo trattarsi di una media delle aste in corso d’anno). La seconda variabile con cui giocare è il tasso di crescita nominale del Pil; la terza il rapporto debito-Pil.

Ora, se provate a fare scorrere in varia combinazione i valori delle tre leve riuscirete ad intuire che, *ceteris paribus*, il saldo primario di stabilizzazione è *relativamente* poco sensibile al costo del debito da rifinanziare il prossimo anno: questo deriva dal fatto che la vita media del debito italiano è (fortunatamente) piuttosto elevata, pari a circa 7 anni. Poi, scoprirete che **serve crescita del Pil nominale, per ridurre lo sforzo di stabilizzazione**. Attenzione: parliamo di Pil *nominale*, non reale. Il che vuol dire che, se vivessimo un *vacuum*, potremmo far fare il lavoro sporco ad una bella fiammata inflazionistica, meglio ancora se avessimo la possibilità di finanziarci a tassi reali molto bassi e finanche negativi.

**Da ultimo**, se fate scorrere da 120 a – diciamo – 1oo per cento il rapporto debito-Pil, magari a seguito di una bella patrimoniale straordinaria, *profumata* e salvifica, scoprirete che, se il costo del debito resta elevato e il Pil nominale cresce poco, ci servirà comunque un avanzo primario piuttosto pesante, per stabilizzare il rapporto debito-Pil. Un mondo difficile, dove serve soprattutto una cosa: la crescita. Certo, se la Ue, il governo tedesco e la Bce insistono che servono solo strette fiscali per risolvere tutto, alla fine ci troveremo a piangere calde lacrime, Monti o non Monti.

**Non ci credete?** Portate il tasso d’interesse di rifinanziamento a fine corsa a sinistra (3 per cento), e quello di crescita del Pil nominale al fine corsa di destra (5 per cento), e vedrete che, per stabilizzare il debito-Pil al 120 per cento avrete da *spendere* (si, spendere, non risparmiare) un bel 2,5 per cento di debito-Pil, con cui soddisfare le vostre clientele. Ovviamente, se non volete iniziare ad abbattere il rapporto sotto il 120 per cento, cosa che sarebbe invece assai consigliabile.

[Cliccare qui](http://graphics.thomsonreuters.com/11/07/BV_ITDBT0711_VF.html) per andare alla pagina dell’animazione e divertirsi con le varie ipotesi.

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