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title: Tra illusioni e previsioni
author:
  name: Mario Seminerio
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date: '2012-04-26T14:40:36+02:00'
modified: '2012-04-26T14:40:36+02:00'
type: post
categories:
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tags:
  - Crescita-economica
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published: true
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# Tra illusioni e previsioni

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                   Parlando oggi a Bruxelles allo *European Business Summit*, il premier **Mario Monti** ha precisato la posizione italiana su crescita e rigore, e lo ha fatto in modo molto equilibrato e complessivamente condivisibile, pur senza accorgersi di qualche lieve incoerenza.

Premesso che l’evento è stato impreziosito da un [delizioso tweet](https://twitter.com/#!/euHvR/status/195452189043470336) del presidente del Consiglio europeo, **Herman Van Rompuy**, in cui si sostiene che “il tema della crescita non è mai stato assente, solo meno visibile” (sic), il nostro premier ha ribadito il suo no a politiche “vecchio stampo, keynesiane, che favoriscono l’espansione in deficit del bilancio”, perché tali politiche “vanno contro la disciplina fiscale recente senza nessun vantaggio a medio termine per l’economia europea e quella nazionale”. Bisogna invece investire sulle “riforme strutturali” mentre le “spese a deficit” produrrebbero un effetto “effimero”.

**Il concetto è corretto, la definizione spregiativa “keynesiane” forse un po’ affrettata**. Monti ribadisce l’importanza di un approccio *supply-side*: “Ora l’Europa ha bisogno di aumentare il potenziale di crescita attraverso riforme strutturali”. Ma è molto importante anche il fatto che Monti riconosca che riforme strutturali e rigore di bilancio non possono nulla da soli perché,

> «*Se non c’è domanda per i prodotti la crescita non si materializza*, tutte le politiche di consolidamento sono deflazionistiche, non portano crescita automaticamente»

**Di qui la necessità di agire “velocemente” a sostegno della crescita attraverso più domanda** di “un certo tipo, quella cioè che contemporaneamente allarga la capacità produttiva dell’economia, quindi più investimenti infrastrutturali soprattutto a livello comunitario, le interconnessioni e le reti di comunicazioni, energetiche e di trasporto”.

**Anche questo è del tutto condivisibile** pur se Monti, nella sua “operazione twist” su domanda e offerta, dimentica che **affermare (molto correttamente) che oggi c’è un buco di domanda che va colmato con investimenti infrastrutturali  è *esattamente  *una analisi ed un approccio keynesiano**, oltre ad essere un plateale *endorsement* a forme di eurobond, pur se non finalizzati a finanziare i debiti sovrani. Che poi è quello che sostengono da sempre i francesi, prima **Sarkozy** ed oggi **Hollande**, con quest’ultimo che sta già mandando messaggi molto espliciti in cui precisa che lui non è per far saltare il rigore ma vuole anche la crescita. Senza dimenticare che una *balance sheet recession* come l’attuale tende effettivamente a produrre drammatici buchi di domanda. In realtà finora ciò in Europa è stato proprio dimenticato, ma si può sempre rimediare.

**Quanto alle politiche illusorie, però, una piccola critica al premier noi ce l’avremmo**: inserire nel decreto *Cresci-Italia* stime di aumento del Pil dell’1 per cento annuo per dieci anni come effetto delle liberalizzazioni per poi [ridimensionarle](http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003027.html) poche settimane dopo, nel Def, ad un più “terrestre” più 0,3 per cento è certamente un contributo a combattere le illusioni. A patto che chi le combatte non sia lo stesso soggetto che le produce.

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