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title: 'Tax expenditures, e proprio non ci arrivano'
author:
  name: Mario Seminerio
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date: '2013-10-17T12:00:40+02:00'
modified: '2013-10-17T12:00:40+02:00'
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tags:
  - Fisco
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# Tax expenditures, e proprio non ci arrivano

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                   Mentre attendiamo che la fantasmatica Legge di Stabilità venga sottoposta alle consuete ~~aberrazioni~~ licenze poetiche del percorso parlamentare, è utile richiamare l’attenzione su quello che pare diventato uno dei luoghi più comuni delle leggi di bilancio e delle manovre correttive italiane, già dai tempi dell’ultimo, nefasto governo Berlusconi: le cosiddette **clausole di salvaguardia**. Che poi altro non sono che dei segnalibro, a futura memoria di aumenti di pressione fiscale. Con l’occasione è parimenti utile ribadire un concetto sulle linee guida di una riforma fiscale virtuosa che da noi è rapidamente mutata in viziosa, complice la crisi ma non solo.

Come si può leggere da [questo articolo](http://www.corriere.it/economia/13_ottobre_17/tagli-sconti-fiscali-se-non-cala-spesa-bcaebeda-36e9-11e3-ab57-6b6fcd48eb87.shtml) del bravo **Mario Sensini** sul *Corriere*, la clausola di salvaguardia di questa legge di Stabilità (che poi altro non sono che i famosi “piloti automatici” che rassicurano la miopia della Commissione Ue e l’orientamento al breve termine dei mercati finanziari), è la previsione di **tagli alle detrazioni Irpef**. Si tratta della antica idea di eliminare i *tax loopholes* per ampliare la base imponibile e finanziare, attraverso il maggiore gettito che ne deriverebbe, la riduzione delle aliquote nominali d’imposta. Questa era l’idea virtuosa, di tipo *supply side*. Invece, vista la crisi e la continua contrazione di gettito, ecco che lo sfoltimento delle detrazioni d’imposta finisce col fare cassa, e di conseguenza ad aumentare la pressione fiscale complessiva.

**Dalla “razionalizzazione” di tali agevolazioni fiscali, da attuare entro il prossimo 31 gennaio, il governo punta a recuperare -si dice- intorno ai 500 milioni**. La clausola di salvaguardia prevede che, se non si deciderà quali detrazioni tagliare (ci sono mutui, spese sanitarie, rette scolastiche ed universitarie, erogazioni liberali), si arriverà al taglio lineare su tutto, e la detrazione d’imposta passerà dal 19 al 18% su tutto. Ma non finisce qui. Poiché è previsto che dalla razionalizzazione delle agevolazioni d’imposta derivi un risparmio di 3 miliardi nel 2015, che saliranno a 7 l’anno dopo, ecco che il rischio di altri tagli lineari alle agevolazioni rischia di essere una certezza. A meno che, entro il 31 marzo del 2014, vengano identificati equivalenti tagli di spesa sui saldi tendenziali, per mano del nuovo commissario alla *spending review*, **Carlo Cottarelli**. Auguri.

**Quindi, quando il premier Enrico Letta, in conferenza stampa, ha stimato una riduzione di pressione fiscale complessiva, è molto probabile che si riferisse all’aumento di gettito spontaneo** (quello a legislazione fiscale invariata) che deriverebbe da una ripresa del Pil. Più assurdo il fatto che personaggi di grande esperienza e supposta competenza in materia, quali il sottosegretario al Lavoro, **Carlo Dell’Aringa**, vadano a *Ballarò* e affermino candidamente che “il taglio delle tax expenditures è necessario, se ne parla da tempo”. Certo, se ne parla da tempo ma a pressione fiscale invariata, per ridurre le distorsioni dei *tax credit* e le aliquote nominali, non per chiudere buchi di bilancio!

**Questa sembra la stessa manfrina e la stessa fallacia del sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta**, che va in televisione a dire che l’aumento Iva “ce lo chiede l’Europa” (aridaje) per “spostare la tassazione dalle persone alle cose”, dimenticando che il gettito aggiuntivo dell’aumento Iva (se mai vi fosse) non andrebbe a ridurre l’Irpef o il cuneo fiscale, come dovrebbe avvenire, [ma a chiudere buchi di bilancio pubblico](http://phastidio.net/2013/09/02/memento-iva/), causati dalla crisi.

Allora, proviamo a riepilogare la sequenza, ad uso dei sottosegretari e non solo di loro:

- Se il Pil cresce, si crea un aumento “spontaneo” del gettito tributario, a legislazione invariata;

- Questo “extragettito” (o *tesoretto*, ad uso dei cleptocrati del tassa & spendi) in condizioni normali dovrebbe servire a ridurre le spese e/o tagliare le imposte;

- Invece, quando *c’è grossa crisi* ed il Pil si contrae, cala anche il gettito d’imposta e si aprono buchi nei conti pubblici che occorre colmare (“ce lo chiede l’Europa”) con aumenti di entrate e/o tagli di spesa;

- Da quanto sopra consegue che, nel breve termine, se l’economia si sta contraendo, anche tagli di spesa (e si, anche i famosi “sprechi”, che sono sempre quelli degli altri) esercitano un effetto di contrazione sull’economia.

E’ più chiaro, così? Ne dubitiamo assai.

**Aggiornamento** – Se siete preoccupati per le vostre detrazioni al 19%, rilassatevi. In alternativa al loro taglio lineare, è previsto un [bell’aumento delle accise](http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Manovra%2C+la+brutta+sorpesa%3A+tagli+alle+detrazioni+o+aumento+delle+accise&idSezione=22785) su carburanti e tabacchi.

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