Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Vado pazzo per le Grexit ben riuscite

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Questa settimana, l’editoriale di Wolfgang Münchau sul Financial Times si dedica a suggerire alla Grecia come abbattere l’austero euro-regime. Ma non, come ci si attenderebbe, uscendo dalla moneta unica, bensì con una astuta manovra sul filo della presunta legalità europea. Ne esce un piano che sarebbe piaciuto molto a John Hannibal Smith dell’A-Team, quello del “vado pazzo per i piani ben riusciti”.

Münchau, il più antitedesco dei tedeschi, argomenta che, poiché la Grexit è l’opzione più estrema e rischiosa per Atene, serve un piano B. Che viene identificato nella creazione di “pagherò” (IOU, come li chiamano gli anglosassoni), secondo le indicazioni degli economisti statunitensi Robert Parenteau e John Cochrane. Secondo il primo, questi pagherò dovrebbero assumere la forma di “tax anticipation notes“, quindi titoli di credito garantiti dai futuri flussi di imposte, utilizzati negli stati Usa che ricorrono ad esse per finanziare il deficit in attesa che la congiuntura migliori. La proposta di Cochrane è più generica, e prevede di creare moneta per via elettronica per pagare pensioni ed altri trasferimenti, quindi come mezzo di scambio.

Secondo Münchau, con una simile levata d’ingegno sarebbe possibile per la Grecia fare default senza dover essere espulsa dall’Eurozona né dalla Ue, per “mancanza di mezzi legali” a farlo. Ma non è fantastico, tutto ciò? Purtroppo per l’astuto Münchau, e per il paese che tentasse questa operazione, le cose finirebbero assai male, e pure molto in fretta. Intanto, vediamo le tecnicalità. Da cosa sarebbero “garantiti” i nuovi pagherò? Nella versione Parenteau, come detto, dal futuro flusso di imposte. Il che, per un paese come la Grecia che, il mese precedente le elezioni, ha visto un mini-crollo del gettito, non pare promettere benissimo. La versione-Cochrane, invece, è proprio purissima fiat money, e come tale immaginiamo avrebbe l’immediato stigma (e sanzione) della illegalità.

Ma soprattutto, per quanto detto, per quale motivo la popolazione dovrebbe accettare un mezzo di pagamento garantito praticamente dal nulla? Verosimilmente, i greci correrebbero ad incettare euro (cosa che sta peraltro già avvenendo), considerati riserva di valore. La “nuova moneta-pagherò” si svaluterebbe immediatamente, e diciamo che questo potrebbe anche essere l’obiettivo di riequilibrare i fondamentali del paese. Peccato che, a quel punto, il sistema bancario greco finirebbe annientato dalle corse agli sportelli, a prelevare euro “veri”. Ah, e non scordate che, sempre a quel punto, la Bce avrebbe già tagliato l’autorizzazione alla banca centrale greca a stampare euro nell’ambito della Emergency Liquidity Assistance (ELA), essendone venuti meno i presupposti. A dirla tutta, i presupposti sarebbero venuti meno anche ora, visto che le banche greche sono insolventi (Yanis Varoufakis dixit). Quindi fischio finale, controlli sui capitali e creazione di una nuova moneta nazionale.

Cosa resta del geniale e “legale” piano di Münchau? Nulla, o forse un fumo denso e acre. Quello della Grexit. Perché il problema è ormai questo: il mondo è pieno di genietti e guru che ci raccontano come fare per risolvere ogni problema senza dolore, soprattutto quelli dell’Eurozona. Alcuni sono più tranquilli e riflessivi, altri decisamente più esagitati e napoleonici, a volte borderline. E’ il trionfo del controfattuale più avvincente, un vero e proprio contest di fiction. Peccato che si tratti -appunto- di controfattuali, e che le interpretazioni storico-analogiche lascino il tempo che trovano. Ma sono dettagli. Se anche Münchau si è ridotto così, significa che questa eurocrisi ha logorato davvero tutti, incluse le menti migliori.

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