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title: Gotti Tedeschi ed il controcomplotto amerikano
author:
  name: Mario Seminerio
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date: '2016-02-05T14:48:06+01:00'
modified: '2017-08-31T21:24:49+02:00'
type: post
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tags:
  - Cospirazionismo
  - Ettore Gotti Tedeschi
  - Petrolio
published: true
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# Gotti Tedeschi ed il controcomplotto amerikano

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L’incipit è questa frase:

> «Le riporto le opinioni che io stesso ascolto da parte di esperti internazionali: c’è una corrente di pensiero, forte e autorevole, secondo la quale il calo del prezzo del petrolio, alla base di quanto sta accadendo in questi mesi e della bassa inflazione, sia stato causato non dai venditori, ma dai compratori, per rallentare le acquisizioni di aziende e banche quotate, effettuate in Occidente a prezzi di saldo con capitali dei Paesi produttori di petrolio»

**Interessante. Poiché il prezzo è la risultante di domanda ed offerta, per abbattere il prezzo serve o uno shock positivo di offerta (aumento), oppure uno negativo di domanda (diminuzione)**. Chiunque abbia presente questo schemino elementare non può che sobbalzare, leggendo queste dotte parole. I “compratori” hanno “cospirato” contro i produttori di petrolio, soprattutto gli arabi, abbattendosi la domanda, cioè facendo come il marito che si taglia i gioielli per far dispetto alla consorte? E come sarebbe stato attuato, questo geniale piano di cui Gotti Tedeschi è venuto a conoscenza per il tramite dei suoi autorevoli referenti internazionali?

**Proseguendo nell’intervista si comprende il senso di quella frase**. In pratica, secondo Gotti Tedeschi, dopo il crash post Lehman e la crisi delle banche americane, costrette a ridurre la propria leva finanziaria, si sarebbe posta l’esigenza di non fare comprare l’Occidente con i dollari delle petromonarchie. Uhm, e come fare, quindi? Con l’audace piano yankee descritto dallo stesso Gotti Tedeschi:

> «Il punto è che dal 2010, quando i valori di Borsa crollavano del 30-35%, si è temuto che grandi fondi sovrani potessero reinvestire i profitti petroliferi comprando di tutto, in tutto l’Occidente. E a questo punto – è una delle opinioni sostenute – che, attraverso la loro capacità tecnologica, gli Usa hanno programmato una nuova massiccia produzione di energia con l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza energetica in 3-4 anni. E cercando, molto opportunamente, di imporre lo stesso anche ai loro alleati. Spingendo di conseguenza i Paesi arabi a ridurre i profitti dal petrolio»

**Ecco! Gli amerikani rispondono alla minaccia araba “inventando” lo *shale oil*. Elementare, Gotti Tedeschi**. Quindi in realtà non è uno shock negativo di domanda ma positivo di offerta, anche se il Nostro ex banchiere di Dio ha evidentemente fatto confusione con le curve. Ed è da qui, dopo questa “invenzione” difensiva, che la strada per gli yankee è tutta in discesa:

> «Gli Stati Uniti hanno raggiunto l’autosufficienza energetica, e sono riusciti anche a reimportare un’importante quota di produzioni delocalizzate in Asia, creando posti di lavoro»

**Uhm, no, dottor Gotti Tedeschi, gli americani non hanno raggiunto l’autosufficienza energetica né è previsto la raggiungano: questo è un mito antico e duro a morire**. Oggi gli Usa importano il 40% del greggio che consumano. Tale numero è atteso diminuire nei prossimi decenni a poco più del 30%. Quanto al rimpatrio di produzioni (*reshoring*), esso è dipeso da più generali vantaggi comparati di costo, anche del lavoro, rispetto alla crescita del medesimo in molti paesi emergenti, Cina su tutti.

**La realtà è che, tra il 2010 ed il 2014, [la domanda di greggio era in forte aumento](http://www.vox.com/2016/1/12/10755754/crude-oil-prices-falling), conseguenza della ripresa globale; l’offerta era frenata da situazioni quali l’instabilità irakena, quella libica, l’embargo contro l’Iran**. I prezzi schizzarono sopra i 100 dollari al barile, rendendo convenienti le trivellazioni più costose, quali quelle artiche, le *deep water* e, appunto, lo shale. Una normale e banale reazione dell’offerta e ai prezzi. Dopo la quale, l’offerta ha superato la domanda, si è avuta qualche esitazione della congiuntura globale ed ecco il crollo, amplificato dalla finanziarizzazione.

**Però è sempre così attraente inventarsi azioni e reazioni cospirazionistiche, anche davanti alla banalità delle curve di domanda ed offerta, no?** E magari metterci dentro la frase ad effetto sul “supergoverno mondiale”, che serve ai giornali per farci i titoli. E vissero tutti congiurati e contenti. Ad ogni buon conto, a beneficio nostro, dei lettori e del dottor Gotti Tedeschi, vi omaggiamo di [una interessante scheda informativa sul *fracking*](https://www.vox.com/cards/fracking). Per quella sul controcomplotto amerikano contro le monarchie petrolifere, attendiamo i conoscenti del dottor Gotti Tedeschi.

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