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title: 'Rignano, secondo estratto'
date: '2016-09-01T11:16:06+02:00'
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# Rignano, secondo estratto

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**Tra le tecniche ormai consolidate di cui si avvalgono Renzi ed i suoi vi è la commistione tra dati effettivi e previsioni.** Così, ad esempio, la variazione annua del Pil passa da -1,9% a +1%, ma scopriamo che il dato di arrivo è l’ultima *previsione* governativa sul 2016, non un dato acquisito. Discorso analogo per il rapporto deficit-Pil, che a fine 2016 è previsto al 2,4% dal Mef. Un dato realmente positivo è quello relativo al numero di auto costruite in Italia, che grazie a Fiat è quasi raddoppiato e di fatto è ciò che sorregge la produzione industriale italiana da un paio d’anni a questa parte, a pari merito con il farmaceutico.

**Vi sono poi alcune perle, quali “numero di italiani che ricevono 80 euro in più al mese”, che si commenta da sola, oppure “famiglie che pagano le tasse sulla prima casa”; due preclari esempi di come buttare soldi pubblici nello sciacquone** e trovarsi a dover abbaiare alla luna ed alla Merkel per avere “flessibilità” con cui stringere la corda al collo di questa e delle prossime generazioni. Notevole anche la slide sul “costo” dei titoli di stato decennali, che poi sarebbe il rendimento ma i *behavioristi de noantri* di Chigi hanno pensato che vantarsi della discesa di un *rendimento*, in un paese di risparmiatori affetti da illusione monetaria, potesse indurre proteste e recriminazioni. E comunque, [grazie Mario](http://phastidio.net/2016/04/08/grandi-successi-del-governo-draghi/).

**Si potrebbe anche dire qualcosa sulla composizione della crescita dell’occupazione, che resta sbilanciata dal versante degli over 50, con tassi di occupazione stagnanti per le coorti primarie**, la 25-34 anni e soprattutto la 35-49 anni (in realtà il numero assoluto di occupati scende ma a causa di variazioni demografiche il tasso di occupazione regge o progredisce lievemente). E così via.

**Alla base di tutto resta la debole ripresa ciclica del paese, spinta da fattori in larghissima parte esogeni, e che sarebbe avvenuta anche se a Chigi vi fosse stato un macaco**. Non si trova traccia di slide sull’unico indicatore che serve per valutare se un paese sta progredendo sul piano della finanza pubblica: il rapporto debito-Pil, terminale della crescita o della mancanza di essa. Qui infatti non vi è nulla da festeggiare, visto che quel rapporto non flette, neppure durante un’espansione, e presto o tardi finirà col metterci nei guai.

**Ci sono poi alcuni mezzucci, presi dalla panoplia del perfetto venditore di fumo, come il *cherry picking* sui dati realizzato cambiando l’orizzonte temporale di riferimento**. Ad esempio, per il numero di occupati si fa riferimento al periodo febbraio 2014-luglio 2016 (cioè dall’insediamento di Renzi), mentre per quello sulla disoccupazione si utilizza il periodo da novembre 2014 (Renzi regnante da 8 mesi) a luglio 2016, per gonfiare il dato di “ieri”.

**Ma c’è soprattutto una slide che ha catturato la nostra attenzione:** è quella che viene indicata come “*indice di fiducia del cittadini*“, di “fonte Istat”, e che è passata da 94,5 a 109,2. Ora, è vero che la gente di solito lavora o ha altri legittimi problemi per la testa, tali da ridurne drasticamente l’attenzione. Ma definire “indice di fiducia dei cittadini” quello che invece è l’indice di [fiducia dei consumatori](http://www.istat.it/it/archivio/189922), è una forma di propaganda piuttosto becera. I cittadini sono anche consumatori, i consumatori sono per definizione cittadini, ma i due termini sono tutto fuorché sinonimi.

Altrimenti qualche giornalista, che va di fretta e non vuole rogne col fact checking (perché ‘sti termini inglesi alla fine sono sempre una fregatura), può uscirsene [come oggi sul *Corriere*](http://www.corriere.it/politica/16_settembre_01/trenta-slide-renzi-ecco-realta-numeri-governo-b70c3ff0-6fbe-11e6-856e-2cdca5568f05.shtml):

> «Cresce — stando al premier — anche l’indice di ***fiducia dei cittadini nei confronti dell’esecutivo*** (ieri al 94,5, oggi al 109,2)»

**Anche il titolo del pezzo (*Le trenta slide di Renzi, ecco la realtà dei numeri*) è tutto un programma**. A poco e nulla servono le precisazioni del tipo “stando al premier”, perché scrivere sul primo quotidiano italiano di “*fiducia dei cittadini nei confronti dell’esecutivo*” indica solo due cose: ignoranza o servilismo. In entrambi i casi, il direttore del Corriere ha assai poco di cui essere soddisfatto. Per tutto, il resto, c’è la realtà.

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