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title: Il buon giornalismo ed i tecnici pedanti
author:
  name: Mario Seminerio
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date: '2018-06-04T14:00:09+02:00'
modified: '2018-06-03T14:33:49+02:00'
type: post
categories:
  - Contributi esterni
  - 'Economia &#038; Mercato'
  - Italia
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  - Debito
  - Euro
  - Milena Gabanelli
published: true
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# Il buon giornalismo ed i tecnici pedanti

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Nella rubrica ***Data Room*** curata da **Milena Gabanelli** sull’edizione *online* del ***Corriere della sera***, è comparso di recente [un articolo](https://phastidio.net/2018/05/30/milena-gabaranzulla-e-il-manuale-di-istruzioni-per-luso-del-mondo/), con tanto di video divulgativo, che promuoveva una “soluzione per uscire vivi dal problema del debito e tornare a crescere”. A parte numerosi [passaggi fuorvianti o del tutto falsi](https://phastidio.net/2018/05/31/la-chiamavano-fact-checker/) di cui già si è detto su questi pixel, il pezzo ha destato numerose reazioni negative da parte di [accademici](https://twitter.com/SMerler/status/1001885887750426625) e operatori specializzati, cui è seguita una replica da parte della giornalista, che tuttavia [non è stata ritenuta particolarmente esaustiva](https://twitter.com/micheleboldrin/status/1002613820433592321) da chi aveva mosso i principali rilievi.

**Alla fine della fiera, agli occhi dei lettori, potrebbe passare un generico messaggio del tipo “hanno tutti le loro ragioni, forse i tecnici sono stati troppo pedanti, la povera giornalista voleva solo divulgare in buona fede, etc”**. Sforzandoci il più possibile di evitare tecnicismi e complicazioni teoriche appare opportuno almeno provare a sostenere una lettura un po’ diversa e meno favorevole alla testata e alla giornalista.

Sul principale quotidiano nazionale, una giornalista di chiara fama ha ritenuto opportuno pubblicizzare una proposta elaborata da studiosi autorevoli e “supportati anche in sede Ocse” che indica un modo per

- Uscire vivi dal problema del debito;

- Tornare a crescere;

Sotto il profilo della forma, la proposta che ha meritato l’attenzione del Corriere e l’*endorsement* della Gabanelli è risultata essere:

- Un [blogpost](http://media2.corriere.it/corriere/pdf/2018/economia/20171222_ZeroHedge.pdf) (che è un’opinione, una specie di editoriale) a firma si uno solo degli autori menzionati (gli altri al momento non commentano) e non un articolo scientifico pubblicato da una qualche rivista di rilievo;

- **Per niente supportata dall’OCSE,** dal momento che il [nominativo menzionato](https://tuac.org/people/ronald-janssen/) tra i sostenitori (ammesso e non concesso che confermi di sostenere la proposta) può al massimo aderire alla proposta ***a titolo personale*** e non certo spendere il supporto dell’istituzione menzionata come l’articolo lascia credere;

Nella sostanza, per dirla senza complicazioni illusorie la proposta prevede che:

- L’Italia esca viva dal suo problema del debito **a spese dei paesi più virtuos**i ([qui una spiegazione con esempio](https://www.ilfoglio.it/economia/2018/06/01/news/perche-il-problema-del-debito-non-si-risolve-con-operazioni-di-ingegneria-finanziaria-per-disperati-note-per-gabanelli-198294/)) – chi ha una storia di rigore, grazie alla quale ha conquistato una credibilità e il beneficio di potersi indebitare a tassi contenuti, dovrebbe cedere una parte di questo status al nostro paese per il fine superiore di avere tutti lo stesso costo del debito;

- L’Italia torni a crescere grazie una nuova entità (fondo salvastati) capace realizzare una (quasi) mirabile coincidenza tra gli opposti: investire in infrastrutture utili ai paesi destinatari ed ottenere anche un ritorno economico sull’investimento

Ora ci auguriamo che i lettori possano fare le loro considerazioni e valutare se i tecnici sono stati troppo pedanti o la giornalista troppo avventata **alla luce di tre fatti incontrovertibili e finora non contestati**:

- **Un editoriale a firma di un solo studioso è stato presentato come documento scientifico promosso da vari esperti** (che non hanno confermato) e supportato da un’organizzazione autorevole, che poi è risultata non aver dato alcun sostegno;

- Nel merito la proposta prevede che **altri stati accettino delle costose penalizzazioni** (perdere merito di credito significa pagare più interessi) per consentire all’Italia di migliorare la sua posizione – noi lo faremmo per qualcun altro, ad es per i Greci;

- Sempre nel merito, la proposta ipotizza che un fondo di nuova creazione riesca a fare nel paese della Salerno-Reggio Calabria investimenti produttivi in infrastrutture e che questi riescano addirittura a generare ritorni positivi – non solo infrastrutture utili, ma anche capaci di generare utili (altrimenti non avrebbero il valore economico positivo necessario per consentire al fondo di essere solvibile);

**Coloro che hanno criticato la giornalista e il Corriere ritengono che non esistano scorciatoie per risolvere i problemi del nostro paese e che l’ipotesi di raggiungere questo obiettivo a spese di altre nazioni sia quanto meno irrealistico**. Di conseguenza appare inopportuno che il primo quotidiano nazionale abbia dato spazio a idee così improbabili, scarsamente considerate in ambito istituzionale e scientifico e, soprattutto, che lo abbia fatto **presentandole con un’apparenza di credibilità eccessiva (un editoriale non è un articolo scientifico) quando non falsa (il sostegno OCSE non c’è).**

Ai lettori l’ardua sentenza se siano i critici troppo pedanti o la giornalista troppo entusiasta di un’idea alquanto improbabile.

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