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url: 'https://phastidio.net/2021/04/05/cina-carota-bastone-e-vaccino/'
title: 'Cina: carota, bastone e vaccino'
author:
  name: Mario Seminerio
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date: '2021-04-05T10:00:00+02:00'
modified: '2024-03-21T08:14:32+01:00'
type: post
summary: 'La Cina spinge la propria campagna vaccinale, con le buone o con le cattive. Come scoprire una banalità: le pandemie possono essere fonte di grande vantaggio competitivo per modelli totalitari'
categories:
  - Cina
  - Esteri
tags:
  - Pandemia
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published: true
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# Cina: carota, bastone e vaccino

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Mentre in Occidente si dibatte sugli aspetti giuridici del cosiddetto passaporto vaccinale, e sui rischi teorici di discriminazione che potrebbero derivare non solo e non tanto ai no-vax quanto alle persone che al momento non sono ancora vaccinate per motivi di ordine di priorità, la **Cina** sta prendendo tutt’altra direzione, secondo i propri peculiari principi di “guida” della popolazione. La cosa è tutto fuorché sorprendente ma è sempre utile ricordarne meccanismi e proiezioni di potere globale. 

**Sappiamo ad esempio che, per fruire di una corsia preferenziale nei visti di entrata nel paese, le autorità cinesi richiedono di essere [vaccinati con un prodotto realizzato in Cina](https://www.ft.com/content/5d4d494b-bbb8-4fd5-941e-bb93a9288a9f).** Ciò sta spingendo i manager di aziende che lavorano con la Cina a sottoporsi al vaccino locale, e la stessa cosa accade per i residenti di **Hong Kong**, che necessitano comunque di visto per entrare nel territorio della madre patria.

##### Visti e vaccini

A Hong Kong la scelta dei vaccini è tra il locale **CoronaVac**, prodotto da **Sinovac**, e** BioNTech**. Il primo ha una soglia di efficacia inferiore al secondo, oltre a non avere fornito dati validati a livello internazionale sui *trial* di fase 3. 

**Malgrado ciò, e stanti le necessità di entrare in Cina, in molti si fanno vaccinare col prodotto locale**. Ciò è destinato a sollevare problemi di mutuo riconoscimento a livello internazionale, quando i flussi di movimento di persone verranno progressivamente riaperti. Ad esempio, l’**Islanda**, tra i primi a consentire l’esenzione dalla quarantena per viaggiatori vaccinati, si limita ai prodotti riconosciuti dall’agenza europea del farmaco (EMA) e dalla Organizzazione Mondiale della sanità (OMS). 

**Ma la spinta all’utilizzo di vaccini locali sta crescendo anche sulla popolazione cinese**. Per rispondere alla forte accelerazione di inoculazioni negli Stati Uniti, [Pechino preme](https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-04-04/china-pushes-vaccine-on-bankers-colleges-to-catch-up-with-u-s?sref=2p5cOYry) su quadri del partito, dipendenti di aziende pubbliche e di università affinché si vaccinino. Il centro cinese per la prevenzione e il controllo delle malattie punta ad avere almeno il 40% della propria popolazione, 560 milioni di persone, vaccinato entro fine giugno. Il che significa somministrare almeno una dose a 460 milioni di persone in circa cento giorni: più del doppio dell’analogo obiettivo fissato dal presidente degli Stati Uniti, **Joe Biden**. 

##### Battere gli americani

**Il successo cinese nel contenimento dell’epidemia ha sin qui condotto a una campagna vaccinale in tono minore** ma ora il partito vuole evitare che monitoraggi e limitazioni legati alla prevenzione leghino mani e braccia all’economia del paese, nel confronto con gli Usa che ormai riecheggia apertamente la grande sfida tra Urss e Usa degli anni della Guerra Fredda. 

**La campagna vaccinale cinese è fatta quindi di immancabili richiami patriottici e, in alcuni casi, di premi distribuiti dalle autorità locali**, come buoni spesa o anche cesti di uova, come accade in alcuni quartieri di Pechino. Ma il messaggio a consolidare il “primato” mondiale sin qui raggiunto nella gestione della pandemia è forte e viaggia anche sui social, con appositi video. 

**Del resto, le infrastrutture fisiche per le campagne vaccinali di massa esistono e sono state testate anche in passato:** nel 2010 il governo ha somministrato in dieci giorni cento milioni di dosi di vaccino contro il morbillo, per schiacciarne una recrudescenza. 

**Se la persuasione non basta, sotto forma di pressione comunicativa e all’interno dei luoghi di lavoro, resta lo strumento cinese di elezione: le sanzioni**. Non desta sorpresa, ad esempio, che le autorità di una città dello Heinan abbiano esposto manifesti in cui i non vaccinati vengono minacciati di sanzioni come la sospensione dei sussidi, divieto di utilizzo di trasporto pubblici e altro.

##### Sanzioni per i non vaccinati

**La cosa non sorprende, in un paese così occhiuto, in cui la sorveglianza si esplicita per via elettronica e si stanno adottando [sistemi di rating sociale](https://phastidio.net/2017/10/26/rating-sociale-cinese-orwell-porta-spasso-cani-pavlov/)**. Anche le limitazioni agli spostamenti interni, da sempre in vigore nel paese per gestire una inurbazione che altrimenti avrebbe avuto conseguenze devastanti, rappresentano efficaci *gatekeeper* per campagne di vaccinazione di massa. 

**La corsa al vantaggio competitivo tra sistemi geopolitici avviene anche in questi modi.** Se poi si cerca il vantaggio competitivo anche **sfruttando la maggiore porosità delle società avversarie ai flussi di disinformazione**, ad esempio diffondendovi notizie su inefficacia o addirittura nocività dei vaccini locali, e alimentando campagne no-vax, oltre a trasmettere inusuali *soft power* nella forma di superiore potenza organizzativa, vera o presunta, di modelli come quello cinese, si comprende come le vere vittime di questo secolo delle “autocrazie di mercato” rischino di essere i sistemi socialmente e culturalmente aperti, plurali e policentrici, come quello europeo.  

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