---
url: 'https://phastidio.net/2021/08/06/nuovi-ammortizzatori-sociali-chi-paga/'
title: 'Nuovi ammortizzatori sociali, chi paga?'
author:
  name: Mario Seminerio
  url: 'https://phastidio.net/author/phastidio/'
date: '2021-08-06T11:59:23+02:00'
modified: '2024-09-13T13:42:13+02:00'
type: post
summary: Le linee guida di una attesa e necessaria riforma non ne quantificano il costo. Il rischio aggiuntivo è ingessare l'economia
categories:
  - 'Economia &#038; Mercato'
  - Italia
tags:
  - Lavoro
  - Welfare
image: 'https://phastidio.net/wp-content/uploads/2024/09/Ingranaggio.webp'
published: true
---

# Nuovi ammortizzatori sociali, chi paga?

[
Facebook](https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2021%2F08%2F06%2Fnuovi-ammortizzatori-sociali-chi-paga%2F)[X](https://x.com/intent/tweet?text=Nuovi%20ammortizzatori%20sociali%2C%20chi%20paga%3F&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2021%2F08%2F06%2Fnuovi-ammortizzatori-sociali-chi-paga%2F&via=Phastidio)[LinkedIn](https://www.linkedin.com/shareArticle?title=Nuovi%20ammortizzatori%20sociali%2C%20chi%20paga%3F&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2021%2F08%2F06%2Fnuovi-ammortizzatori-sociali-chi-paga%2F&mini=true)[Claude](https://claude.ai/new?q=Summarize%20the%20content%20of%20this%20URL:%20https://phastidio.net/2021/08/06/nuovi-ammortizzatori-sociali-chi-paga/)[Subscribe](https://phastidio.net/resta-aggiornato)[Email](mailto:?subject=Nuovi%20ammortizzatori%20sociali%2C%20chi%20paga%3F&body=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2021%2F08%2F06%2Fnuovi-ammortizzatori-sociali-chi-paga%2F)[Print](#)[Share](#)
Lunedì 9 agosto il ministro del Lavoro, **Andrea Orlando**, presenterà alle parti sociali i principi guida della attesa [riforma degli ammortizzatori sociali](https://www.repubblica.it/economia/2021/08/04/news/lavoro_ecco_la_bozza_di_riforma_degli_ammortizzatori-312947605/amp/). Il ministro segnala che la riforma sarà improntata al principio detto dell'”universalismo differenziato”, cioè una rete di protezione praticamente per tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi, variabile in funzione delle dimensioni d’impresa. Tutto molto condivisibile, in astratto, ma come sempre il diavolo è nei dettagli. Soprattutto uno.

**La cassa integrazione ordinaria viene estesa anche alle aziende oggi escluse, quella straordinaria raggiungerà anche chi ora non ne beneficia e vedrà due nuove fattispecie**: la “prospettata cessazione dell’attività” e la “liquidazione giudiziale”. Impossibile non vedere, soprattutto nella prima, la cristallizzazione di quanto già oggi accade dopo gli annunci di chiusura di impianti e sedi da parte di alcune aziende, nelle more della solitamente elusiva “reindustrializzazione”, che di solito è [un calcio alla lattina e ai contribuenti](https://phastidio.net/2021/07/09/la-triste-storia-dellinganno-embraco/). 

**Basterà quindi questa situazione per avviare la procedura di cigs, nelle durate definite dalla riforma**. Il rischio di questa misura è quello di restare bloccati attendendo Godot e la reindustrializzazione, con abituali oneri per il bilancio pubblico. 

#### Nuova spremitura per la fiscalità generale?

**I [fondi di solidarietà bilaterali](https://www.altalex.com/documents/news/2019/03/22/fondi-di-solidarieta-bilaterali) saranno estesi anche alle piccolissime imprese**, quelle che occupano da 1 a 5 dipendenti, e la contribuzione sarà prerequisito al rilascio del Durc per la partecipazione alle gare pubbliche. 

**Qui la domanda sorge spontanea: siamo certi di voler appesantire il costo del lavoro delle microimprese con la contribuzione così creata?** Ovviamente, non lo siamo affatto. E infatti, già girano voci di un rilevante onere, per il primo triennio della riforma, **indicato a 7-8 miliardi di euro e da porre a carico della leggendaria fiscalità generale,** cioè di chi, in questo paese, paga le tasse, volente o nolente. 

**Ancora una volta, il rischio è quello di creare oneri di sistema nel tentativo di prolungare il rapporto di lavoro e ritardare l’accesso alla condizione di disoccupato e ai relativi istituti**. Peraltro, in una logica assicurativa, pare sia prevista una riduzione della contribuzione per le aziende che non ricorrono alla cassa integrazione. 

**Che va benissimo, nella misura in cui nell’economia ci sono contemporaneamente settori in espansione e altri in recessione**. Ma, quando la recessione settoriale o aziendale diventa declino irreversibile, il rischio resta quello di ingessare l’economia e ritardare la reimmissione al lavoro, oltre a richiedere più soldi dei contribuenti per tenere in equilibrio il sistema.

**A questo proposito, sarà dirimente la quantificazione della durata massima di accesso nel cosiddetto “periodo mobile”.** Ad esempio, in una precedente bozza della riforma, si prevedevano 12 mesi di cigo e cigs nel quinquennio mobile per le imprese sino a 15 dipendenti, 30 mesi per le aziende industriali e artigiane di edilizia e affini e 24 mesi per tutte le altre. Intanto, è scontato che l’avvio della riforma porterà con sé un bel reset-giubileo del periodo mobile. 

#### Quando il lavoro non c’è (più)

**Questo per quanto riguarda gli ammortizzatori nella fase in cui il lavoro “c’è”, o almeno ci si convince che ci sia ancora**. Sarà dirimente non ingannarsi su questo aspetto, perché tutte le risorse legate a questa fase sono di fatto sottratte a quella in cui il lavoro non c’è davvero, tipicamente la Naspi. 

**Qui la riforma prevede, almeno nelle sue assai generali linee guida, prive di quantificazione degli oneri, un allentamento delle rigidità di accesso e fruizione dell’indennità di disoccupazione**. Ad esempio, si prevede che il cosiddetto *décalage* (o *phase-out*, se siete anglofili e non francofili) della Naspi, cioè l’avvio del processo di progressiva riduzione dell’assegno, oggi pari al 3% mensile, decorra non più dal quarto mese di percezione dell’indennità ma successivamente. Secondo alcune fonti dal sesto mese ma non c’è ancora certezza, al momento.

**La riduzione non dovrebbe interessare i soggetti a maggior difficoltà di reinserimento nel lavoro, identificati negli over 55.** Qui, visto che la fine della Naspi diverrebbe un tragico gradone o più propriamente una rupe, è facile ipotizzare deroghe su deroghe e nei fatti uno scivolo lungo verso la pensione. Al netto della non rioccupabilità di alcuni, il rischio è quello di creare forti incentivi all’inattività precoce. 

**È prevista poi l’attenuazione dei requisiti soggettivi di accesso alla Naspi**: sarebbe (si dice) eliminato il requisito delle 30 giornate di lavoro negli ultimi 12 mesi, pur mantenendo quello delle 13 settimane negli ultimi quattro anni. 

**Ovviamente, questi ammortizzatori rinnovati sono o dovrebbero essere posti al servizio delle politiche attive, auspicabilmente meglio di quanto non sia stato fatto con l’equivoco chiamato reddito di cittadinanza**. Pare, infatti, che sia prevista l’estensione del misterioso programma Gol (Garanzia occupabilità lavoratori), di fatto una sorta di Garanzia giovani per meno giovani, [mai partito](https://www.studiocataldi.it/articoli/40870-gol-ecco-cos-e-e-come-funziona.asp), a favore anche dei lavoratori delle aziende in cigs per prospettata cessazione, indirizzandoli ai fabbisogni formativi del territorio.

#### Quanto costa un sistema sbilenco nei decenni 

**Anche qui: ottimi e razionali intenti ma grande incognita nella loro applicazione operativa**. Non basta dire “facciamo formazione”; chi dice il contrario è in malafede, non sa di cosa parla o probabilmente non ha mai lavorato e letto troppi libri sui massimi sistemi socio-economici. 

**Bene, almeno in linea di principio, la previsione di tutele per i lavoratori autonomi. **Forse è la volta buona che si comprenderà che moltissimi di loro non sono “evasori fiscali” ma vittime necessarie e necessitate di un sistema che prevede ancora saldamente un nucleo di *insider* tutelati, in via di restringimento per esaustione biologica e sotto i colpi della realtà, e una crescente fascia di *outsider* flessibilizzati a sangue, per permettere a politica e sindacato di poter sentenziare, nelle occasioni ufficiali, che “c’è ancora moltissimo da fare per combattere il precariato”. 

**Come detto, il rischio più grande è duplice ma in realtà sono le due facce della stessa medaglia: irrigidire ulteriormente il mercato del lavoro e incentivare inattività e sommerso.** Quanto all’onerosità, sulla fiscalità generale pende l’ennesima spada di Damocle. Sono cose che accadono in paesi che da sempre hanno un welfare sbilenco e ferocemente iniquo, dove ad esempio conta solo la spesa pensionistica o quasi, e dove alla fine si comprende che senza interventi si rischia una catastrofica esplosione sociale. Salvo scoprire che non ci sono risorse fiscali. Il tappeto, sotto cui si è spinta la polvere di decenni, ci rovina addosso. 

[Facebook](https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2021%2F08%2F06%2Fnuovi-ammortizzatori-sociali-chi-paga%2F)[X](https://x.com/intent/tweet?text=Nuovi%20ammortizzatori%20sociali%2C%20chi%20paga%3F&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2021%2F08%2F06%2Fnuovi-ammortizzatori-sociali-chi-paga%2F&via=Phastidio)[LinkedIn](https://www.linkedin.com/shareArticle?title=Nuovi%20ammortizzatori%20sociali%2C%20chi%20paga%3F&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2021%2F08%2F06%2Fnuovi-ammortizzatori-sociali-chi-paga%2F&mini=true)[Claude](https://claude.ai/new?q=Summarize%20the%20content%20of%20this%20URL:%20https://phastidio.net/2021/08/06/nuovi-ammortizzatori-sociali-chi-paga/)[Subscribe](https://phastidio.net/resta-aggiornato)[Email](mailto:?subject=Nuovi%20ammortizzatori%20sociali%2C%20chi%20paga%3F&body=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2021%2F08%2F06%2Fnuovi-ammortizzatori-sociali-chi-paga%2F)[Print](#)[Share](#)

