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url: 'https://phastidio.net/2022/01/17/incubo-energetico-e-minaccia-competitiva/'
title: Incubo energetico e minaccia competitiva
author:
  name: Mario Seminerio
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date: '2022-01-17T15:35:36+01:00'
modified: '2022-01-24T18:27:49+01:00'
type: post
summary: 'L''attuale shock energetico può curarsi da solo con distruzione della domanda e riequilibrio con offerta, ma resta la grave minaccia alla competitività nazionale'
categories:
  - 'Economia &#038; Mercato'
  - Italia
  - Unione Europea
tags:
  - Energia
  - Sussidi
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published: true
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# Incubo energetico e minaccia competitiva

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Non accenna a placarsi la cosiddetta tempesta perfetta che sta soffiando sui costi dell’energia, soprattutto ma non esclusivamente in Europa. Una serie di concause che rischia di mettere in ginocchio la manifattura e le famiglie a causa dell’esplosione dei costi. A livello aziendale, nel nostro paese soffrono le piccole e medie imprese, che pagano di più l’energia. Ma la sofferenza più acuta, quella che rischia di abbattersi sul sistema paese, coinvolge le aziende cosiddette energivore.

**Acciaio, cemento, ceramica, fonderie, vetro, calcestruzzo, carta, chimica: la spina dorsale delle produzioni manifatturiere sta subendo uno shock senza precedenti**. Il settore energivoro genera ogni anno 88 miliardi di euro di valore aggiunto e impiega direttamente circa 350 mila persone, oltre ad essere la matrice dell’industria. È alle prese con rilevanti investimenti pluriennali di autoproduzione da rinnovabili, spesso dopo inenarrabili odissee burocratiche. 

#### Riequilibrio di mercato? 

**La fiammata dei costi del gas può essere gestita traslando a valle i maggiori oneri, ammesso che i compratori li assorbano**. A quel punto, l’esito è un aumento di inflazione al dettaglio, che tende a sopprimere domanda. Oppure le aziende energivore possono essere costrette a distruggere domanda direttamente, semplicemente cessando le produzioni per antieconomicità causata dai costi delle materie prime. 

**Nel mezzo, soluzioni adattive ma non risolutive come il ridisegno dei turni di lavorazione durante i giorni e le fasce orarie in cui l’energia costa meno, previo accordo coi sindacati**. Oltre al costo della materia prima, ci sono poi gli oneri legati al costo dei “permessi di inquinare”, cioè delle quote di CO2 che gli energivori devono acquistare.

**Il cui prezzo è decollato: oggi siamo non lontani dai 100 euro a tonnellata di CO2 contro i poco meno di 20 euro di fine 2020**. Anche da questi numeri si coglie l’assurdità di “proposte” come quelle [formulate da legislatori non troppo consapevoli](https://phastidio.net/2022/01/16/la-tazza-per-ambidestri-del-portavoce-crippa/): “chi inquina, paghi”, così riusciremo a trasferire risorse a imprese e famiglie. Avere una classe politica così tragicamente inadeguata è da molto tempo la maledizione di questo paese ma oggi, al crescere della complessità ambientale, rischia di essere letale.

#### Competizione internazionale 

**Come gestire la crisi? La risposta coinvolge le dinamiche competitive legate al sistema paese e alla sua capacità di esportazione.** Se, infatti, da un lato si può anche sostenere che non è la fine del mondo se le dinamiche di mercato fanno il loro corso, e quindi se la domanda viene distrutta sin quando vengono ripristinate condizioni di equilibrio con l’offerta, dall’altro lo shock impatta sulla competitività dei sistemi economici nazionali. 

**Il rischio è quello che paesi trasformatori possano beneficiare di alleanze geopolitiche con i produttori di energia, per creare emicranie a blocchi rivali**. Pare che ciò stia accadendo, almeno a sentire le affermazioni di **Giovanni Savorani**, presidente di Confindustria Ceramica, pubblicate oggi da ***Repubblica Affari & Finanza***: 

> I turchi hanno firmato qualche giorno fa con gli amici russi di Gazprom contratti in cui pagano il metano 30 centesimi al metro cubo, un terzo rispetto a noi.

**Ci sono diverse motivazioni alla base di questa fornitura a prezzo politico da parte di Mosca**, prime fra tutte quella di prendere al guinzaglio l’autocrate turco **Recep Tayyip Erdogan** e poterlo quindi controllare in caso si allargasse troppo su altri teatri, ad esempio in **Siria** o nel confronto-conflitto tra **Armenia** e **Azerbaijan**. Ma anche il desiderio di **dare una lezione alla Ue,** tenuta a dieta stretta con le forniture di gas. Come che sia, nulla di inedito né imprevedibile. 

#### Tasche profonde e aiuti di stato 

A parte queste incursioni extra-blocco da parte della Russia, è chiaro che i paesi che hanno le tasche più profonde potranno **non solo garantire la sopravvivenza dei propri energivori ma anche dare loro vantaggi competitivi sul mercato interno europeo**, magari dopo aver ottenuto dalla Commissione Ue un nuovo allentamento della deroga alle norme che vietano gli aiuti di stato. 

**Quello che pare certo è che la crisi non finirà presto, anche se la sua fine potrebbe essere accelerata (in parte) dalla distruzione della domanda e dagli adattamenti che lo shock di offerta provoca**. Oltre alla rimodulazione dei turni di produzione, già ora si segnala che i grandi utenti industriali cosiddetti interrompibili, che in virtù di questa clausola contrattuale ottengono condizioni migliori di fornitura, sono sul sentiero di guerra e si accingono a chiedere una [rivalutazione economica](https://www.ilsole24ore.com/art/energia-fonti-rinnovabili-non-bastano-europa-cresce-rischio-blackout-AEoDA87) del loro ruolo di “centrali di backup” per mettere in equilibrio il sistema. 

Sullo sfondo, un **mix energetico** in cui i paesi che dispongono ancora di generazione di nucleare e non lo stanno dismettendo come invece sta facendo la **Germania**, sono alle prese con interruzioni causate da importanti interventi di manutenzione a reattori ormai vecchi. 

**Da tenere presente anche il sistema di sanzioni per mancato conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni nella Ue**. Al quale si vuole (ovviamente) [assegnare una cogenza](https://www.euractiv.com/section/energy-environment/news/key-eu-lawmaker-wants-rules-to-prevent-countries-dodging-emissions-cuts/) che ricorda quella dei tempi che furono sugli scostamenti di deficit e debito, e che promette di alimentare robuste tensioni e rivendicazioni nazionali oltre che accuse di “neolocolonialismo energetico” ed economico. Sono tentato di scommettere su questi esiti.  

#### Alternative problematiche

**Superfluo (o forse no) enfatizzare che i tempi di costruzione di impianti nucleari di generazione corrente sono incompatibili con la situazione attuale di crisi.** Pare incredibile doverlo ricordare ma tant’è. Tacendo peraltro di costi e tempi di costruzione e della loro irresistibile lievitazione, vedasi [centrale francese di **Flamanville**](https://www.reuters.com/business/energy/edf-announces-new-delay-higher-costs-flamanville-3-reactor-2022-01-12/). Speriamo negli ***Small Modular Reactor*** (SMR), ma neppure quelli sono per domani o dopodomani, temo. 

**A tutto ciò si sommano condizioni avverse sull’eolico, come sta accadendo da qualche mese alla generazione del Mare del Nord**, in quelle che vengono definite condizioni di “[siccità eolica](https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-01-17/u-k-power-spikes-above-1-000-pounds-with-extreme-wind-lull?sref=2p5cOYry)“. Da ultimo, i sistemi di accumulo a batteria, che sono il *pivot* al quale sono appese le rinnovabili, ad oggi sono tecnologicamente inadeguati.

**Il mercato europeo dell’energia resta unico oltre che unito da interconnettori**. Ma nulla garantisce che, se la crisi dovesse peggiorare, quel mercato non vada in frantumi. 

**L’unica certezza è che, in ambito energetico molto più che altrove, dati i tempi coinvolti per gli investimenti, soprattutto in ricerca, non ammettono proiettili d’argento nel dibattito pubblico.** Malgrado ciò, quei proiettili continueranno inesorabilmente a essere fusi e non ci sarà sanzione del ridicolo per i responsabili.  

Foto di [Ralf Vetterle](https://pixabay.com/it/users/sd-pictures-3553481/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1761801) da [Pixabay](https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1761801)

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