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url: 'https://phastidio.net/2022/02/25/proiettili-dargento-contro-la-russia/'
title: 'Proiettili d&#8217;argento contro la Russia'
author:
  name: Mario Seminerio
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date: '2022-02-25T10:04:37+01:00'
modified: '2022-03-05T10:31:05+01:00'
type: post
summary: 'La spiacevole realtà e che non esistono soluzioni semplici e rapide per rispondere a Vladimir Putin, e che il mondo resta cocciutamente hobbesiano'
categories:
  - 'Economia &#038; Mercato'
  - Esteri
tags:
  - Energia
  - Russia
  - Ucraina
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published: true
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# Proiettili d&#8217;argento contro la Russia

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Dopo l’avvio dell’[invasione russa dell’**Ucraina**](https://www.bbc.com/news/world-europe-60506682), da molti esorcizzata come improbabile e frutto di  iperventilazione propagandistica americana, sono due i punti su cui gli occidentali (categoria [eterogenea e convenzionale](https://phastidio.net/2022/01/21/la-finzione-occidentale-sotto-scacco/), dietro la quale vi sono differenti obiettivi e interessi nazionali) stanno riflettendo: che fare *ora* e che fare *poi*. Dove il poi temo significhi uno scenario in cui tutto si è compiuto. 

**Esclusa, ovviamente, l’ipotesi di sostegno militare diretto su suolo ucraino**, come sarebbe una *no-fly zone* chiesta disperatamente dal presidente **Volodymir Zelensky**, perché tutto ciò equivarrebbe a una guerra con la Russia, ci si domanda quale sia l’*endgame* per Putin. 

**L’ipotesi di creare un governo-fantoccio in Ucraina, guidato da un Quisling locale, potrebbe scontrarsi con la resistenza della popolazione, eventualmente alimentata da risorse esterne.** Forse Putin ritiene che questo sia un rischio che vale la pena correre in quanto questo scenario gli appare a bassa probabilità di realizzo. Assai improbabile è anche l’ipotesi che l’attuale governo ucraino capitoli e firmi una resa incondizionata a Mosca. 

#### Quali sanzioni contro Mosca

**Per l’Occidente, resta la domanda: che fare? Temo che nessuno pensi di ripristinare lo *status quo ante*, e che di conseguenza l’Ucraina sia persa**. Ma come punire Putin? Le sanzioni economiche sono uno strumento di difficile gestione, con alti rischi di danni e conseguenze non volute su chi le impone.  

**Le prime mosse degli occidentali sono state [di tipo convenzionale](https://www.whitehouse.gov/briefing-room/statements-releases/2022/02/24/fact-sheet-joined-by-allies-and-partners-the-united-states-imposes-devastating-costs-on-russia/), con restrizioni al settore finanziario russo e inserimento di individui in *black list***. Tali elenchi non sono ancora arrivati a includere Putin né il suo ministro degli Esteri, **Sergej Lavrov**. Americani ed europei puntano anche degradare nel corso del tempo la capacità industriale russa, mediante blocchi alle esportazioni “*dual-use*“, quelle suscettibili di applicazioni industriali e militari. 

**Questa ipotesi temo si scontri col fatto che la Russia potrà più o meno agevolmente [triangolare con la Cina](https://www.ft.com/content/55d86391-2d05-4eb4-869c-83a7878b8942#myft:my-news:page)**, che ha tutto l’interesse a rendere la vita molto difficile agli americani ma anche evitare il collasso di un impero morente, ma proprio per questo molto pericoloso, che ha alle porte di casa. 

**Il trasferimento tecnologico Russia-Cina potrà quindi avvenire per questo canale, ed i rapporti economici sono destinati a irrobustirsi ulteriormente**. Si è molto parlato dell’uso della cosiddetta opzione nucleare da parte dell’occidente, cioè l’esclusione di Mosca dal sistema di messaggistica interbancaria [SWIFT](https://www.reuters.com/business/finance/eu-unlikely-cut-russia-off-swift-now-sources-say-2022-02-24/), di cui improvvisamente sono diventati tutti esperti. 

#### La sponda cinese

**La domanda qui resta la stessa: come pagherebbero le forniture di gas, petrolio e agricole, i clienti della Russia, non solo europei?** Ci sarebbero i modi, pur se macchinosi e lenti. Ma gli europei non intendono correre il rischio [letteralmente mortale](https://phastidio.net/2022/02/23/chi-cedera-prima-tra-putin-e-leuropa/) di perdere l’accesso alle risorse russe. Non è un caso se **Joe Biden** non ha sanzionato Gazprombank come invece fatto con le altre maggior banche russe. 

**Senza spingersi troppo in là nella fanta-politica e fanta-finanza, gli europei rischierebbero di dover mendicare gas e petrolio russo regolandolo con triangolazioni, ad esempio con la Cina.** Immaginate la disfatta multipla. Resta tra le sanzioni l’approccio centrato sulla natura cleptocratica e predatoria del regime russo, da sempre: l’esportazione di capitali e il loro riciclaggio internazionale. 

**Colpendo questi capitali e i loro possessori, si argomenta, si indebolirebbe Putin dall’interno, sino a far maturare le condizioni per la sua sostituzione**. Tutto molto suggestivo, sulla carta. I capitali russi si sono riversati un po’ ovunque ma soprattutto in Europa, [ad esempio in **Regno Unito**](https://phastidio.net/2022/02/02/pensavo-fosse-singapore-era-una-lavanderia/), dove Londra è stata beneficiata a partire dal collasso dell’Unione Sovietica.

**Questi capitali si sono lentamente fatti strada e istituzionalizzati, in parallelo alle naturalizzazioni di cittadini russi**. Certo, non tutti sono “figli di Putin” ed è verosimile che tra essi esistano “cleptocrati dissidenti”. Alcuni hanno oliato i meccanismi della politica locale spingendosi sino al processo legislativo, locale e nazionale. Il riciclaggio, dopo tutto, è il processo di istituzionalizzazione del denaro.

#### L’Internazionale degli oligarchi

**Ci sono studi che suggeriscono ipotesi scioccanti**. La contabilità nazionale ufficiale russa mostra forti surplus commerciali nel periodo 1990-2015, a cui [non corrisponde l’accumulazione di attivi esteri netti](https://gabriel-zucman.eu/files/NPZ2018.pdf). Ciò si può ricondurre al fenomeno di fuga dei capitali e costituzione di ricchezza *offshore*. Nella bilancia dei pagamenti, questo fenomeno tende a essere riscontrato nella voce “errori ed omissioni”, che per alcuni paesi è imponente. 

**In altri termini, l’oligarchia russa avrebbe sistematicamente depredato il paese della rendita energetica e delle materie prime**, con occultamento e fuga di capitali, poi riciclati nelle istituzioni finanziarie internazionali e usati anche per condizionare i processi legislativi dei paesi di destinazione.  

![ricchezza offshore](https://phastidio.net/wp-content/uploads/2022/02/Ricchezza-offshore-1024x527.jpeg)*Ricchezza offshore – [Fonte](https://twitter.com/gabriel_zucman/status/1496907029297844224/photo/1)*

**La logica delle sanzioni agli oligarchi, che pare essere il nuovo proiettile d’argento dell’occidente smarrito, è la ricostruzione di tali flussi e il congelamento dei loro stock**. Ma la matassa del riciclaggio di denaro è estremamente difficile da sbrogliare, ammesso e non concesso che sia possibile farlo.  

**C’è chi, come Paul Krugman, [sottoscrive questa linea d’attacco](https://www.nytimes.com/2022/02/24/opinion/russia-ukraine-sanctions-offshore-accounts.html) ma segnala l’estrema difficoltà, per usare un eufemismo, di portare alla luce interessi e fondi degli oligarchi**, perché alla fine questi ultimi sarebbero “protetti” dalle resistenze che altri oligarchi, di ogni parte del mondo, andrebbero a frapporre al tracciamento di tali stock di ricchezza.

**Come dire che esiste una “internazionale degli oligarchi”, e non è per nulla composta da soli russi (o cinesi).** Ci sono anche molti americani, che peraltro sin qui non hanno avuto bisogno di lasciare il loro paese per mettere al riparo le loro ricchezze. È bastato agire sul processo legislativo. 

#### Non esistono proiettili d’argento

**Tutto ciò evidenziato, si scopre che non esistono soluzioni semplici e rapide, malgrado la pulsione occidentale a forgiare proiettili d’argento.** Putin ha scelto il momento per lui migliore, per colpire: un’economia mondiale alle prese con molteplici shock, primo fra tutti quello energetico, che pone la Russia in condizioni di *leverage* strategico fortissimo.  

**E l’energia, a cascata e a matrice, impatta anche su altre materie prime di cui quella zona del mondo è stata benedetta**. Si pensi ai grani, e alle conseguenze sul mondo di un blocco protratto dei porti ucraini. In particolare, sui paesi poveri. Una tempesta mondiale che il Cremlino può sfruttare per vincere le resistenze dei nemici. 

**Per questo occorre capire che fare “dopo”.** Degradare l’economia russa è obiettivo astrattamente condivisibile, ma quando un paese ha una tale rendita da materie prime e la possibilità di giocare sullo scacchiere eurasiatico e non solo, questa rischia di essere un’illusione. 

**Non so se il rimbalzo di ieri della borsa americana sia un segnale. Mi pare davvero troppo presto. **Potrebbe essere stato frutto di chiusura di posizioni ribassiste molto spinte, in attesa di riaprirle. Il catalizzatore potrebbe essere stata la considerazione che il mondo subirà un forte rallentamento o una recessione che toglieranno dal tavolo l’ipotesi di strette monetarie aggressive da parte delle banche centrali. 

**Forse è davvero troppo presto per queste conclusioni**. Ma è difficile, anche ora, sfuggire alla sensazione che i mercati stiano avviandosi a prendere atto che l’Ucraina è persa e si debba voltare pagina per tornare al *business as usual*. Ribadisco, sono solo suggestioni ed estrapolazioni estreme. Altra volatilità agiterà le acque dei mercati. 

**Quello che credo servirebbe accantonare sono un paio di slogan che ci accompagnano dalla caduta del Muro di Berlino, che ora sta venendo ricostruito a Kiev**. Il primo, che postula “dove passano merci, non passano eserciti”, che è una rassicurante sciocchezza. Il secondo, che per molti aspetti discende dal primo, è che “nel ventunesimo secolo non può esserci posto per logiche belliche novecentesche”. Seguito dall’immancabile “signora mia”. Il mondo resta cocciutamente hobbesiano. 

I nostri pensieri angosciati sono con la popolazione dell’Ucraina. 

Photo by [Paul G](https://unsplash.com/@paulgbrs?utm_source=unsplash&utm_medium=referral&utm_content=creditCopyText) on [Unsplash](https://unsplash.com/s/photos/kremlin?utm_source=unsplash&utm_medium=referral&utm_content=creditCopyText)

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