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url: 'https://phastidio.net/2023/09/18/francia-strategie-anti-inflazione-poco-raffinate/'
title: 'Francia, strategie anti inflazione poco raffinate'
author:
  name: Mario Seminerio
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date: '2023-09-18T10:15:00+02:00'
modified: '2023-09-23T14:55:09+02:00'
type: post
summary: 'La Francia medita di tassare gli extraprofitti delle proprie raffinerie per aiutare gli automobilisti. Ma il gettito sarebbe risibile. Incoraggiate anche vendite sottocosto di carburanti, ma c''è un motivo'
categories:
  - 'Economia &#038; Mercato'
  - Esteri
tags:
  - Fisco
  - Francia
  - Inflazione
image: 'https://phastidio.net/wp-content/uploads/2023/09/Station-service_TotalEnergies.webp'
published: true
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# Francia, strategie anti inflazione poco raffinate

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Anche la **Francia**, alla prese col caro carburanti che alimenta l’inflazione, si interroga su come contrastare la tendenza senza devastare i conti pubblici. In questi giorni sta riprendendo piede l’ipotesi di tassare gli extraprofitti delle raffinerie, applicando anche per il 2023 [il regolamento Ue](https://energy.ec.europa.eu/topics/markets-and-consumers/actions-and-measures-energy-prices_en), emanato durante la fase acuta della crisi energetica indotta dall’invasione russa dell’Ucraina. Quel regolamento tassava al 33% gli utili eccedenti di almeno il 20% la media del triennio precedente, e si applicava alle attività di produzione e raffinazione di energie fossili. Il gettito andava destinato a ridurre i costi dell’energia per i consumatori. 

##### Raffinerie francesi: mini-gettito da extraprofitti 

**Ora il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, presentando le linee guida del bilancio 2024, ha detto che [verranno prese decisioni sui margini della raffinazione](https://www.lesechos.fr/economie-france/budget-fiscalite/petrole-la-menace-dune-taxe-exceptionnelle-pese-a-nouveau-sur-les-raffineries-1978796)**, per evitare profitti eccessivi. Concetto confermato venerdì dal ministro del Bilancio, **Thomas Cazenave**, che ha detto che è prevista una contribuzione di solidarietà a carico del settore, analogamente a quanto fatto per i conti del 2022. 

**Tutto a posto, quindi? Non troppo**. Intanto, si tratterebbe di un prelievo strettamente limitato alla raffinazione effettuata entro i confini nazionali. È lo stesso ministero dell’Economia a stimare il gettito per quest’anno a soli 200 milioni di euro. Il nulla. Da confrontare con i 7,7 miliardi di euro di soldi pubblici spesi tra aprile e dicembre 2022 per ridurre le accise tra 10 e 30 centesimi al litro. A cui va sommato l’ulteriore miliardo speso nel 2023 per aiutare le famiglie in condizioni di maggiore bisogno. 

**Che fare, quindi?** In primo luogo, prendere consapevolezza che gli elevati margini di raffinazione sono globali e legati anche ai colli di bottiglia europei: leggasi la progressiva scomparsa di questi impianti dal continente, per motivazioni ambientali. Ma il governo francese non demorde e lancia appelli alla “solidarietà”. 

**Ai quali appelli ha sinora risposto TotalEnergies**, il gruppo petrolifero che gestisce anche 3.400 stazioni di servizio in Francia, [annunciando](https://www.reuters.com/business/energy/totalenergies-extends-cap-fuel-prices-beyond-dec-31-2023-09-12/) che la sua decisione di mettere un tetto al costo della benzina a 1,99 euro al litro, assunta a marzo, sarà prorogata oltre la scadenza del 31 dicembre ed estesa all’intera rete di distributori, rispetto ai 2.600 attualmente coinvolti. Lo stato francese controlla TotalEnergies per circa il 15% del capitale, suddiviso tra proprie articolazioni ed entità. Ma ovviamente l’influenza pubblica nella *supermajor* è ben superiore al semplice possesso azionario. 

##### Vendere carburanti in perdita

**Interessante sviluppo, da seguire soprattutto ora, visto che il prezzo della benzina è avviato a eccedere quel plafond anche in Francia**. Per ora, le quotazioni di TotalEnergies non sembrano aver risentito dell’iniziativa, forse perché appunto il tetto non è scattato. Non per caso ma per sinergia, la premier **Elisabeth Borne** [ha annunciato](https://www.lesechos.fr/economie-france/conjoncture/les-distributeurs-autorises-a-vendre-de-lessence-a-perte-1978836) che i distributori saranno autorizzati a vendere temporaneamente i carburanti in perdita, sospendendo un divieto di legge che data dal 1963. 

**Da notare che TotalEnergies può tentare questa operazione di immagine in modo indolore**, almeno sin quando i prezzi non strapperanno con decisione sopra i due euro al litro, perché è anche produttrice oltre che distributrice, e dispone di corposi margini globali per finanziarla. Altre catene di stazioni di servizio, che si limitano a commerciare carburanti, non hanno modo di fare nulla del genere e infatti lo stanno segnalando disperatamente, al netto di iniziative promozionali come la vendita a prezzo ridotto in alcuni giorni della settimana, spesso per sfruttare il *cross-selling* nelle catene della grande distribuzione. 

**Quanto può durare, un simile disperato palliativo, e con quali benefici tangibili?** Eppure, sono certo che dalle nostre parti presto si leverà alto il canto “Facciamo come la Francia!”

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