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title: 'Francia: gabella, espediente e olio di serpente'
date: '2026-09-13T10:30:00+02:00'
summary: 'Il governo francese, alla disperata ricerca di 30 miliardi per la legge di bilancio 2027, punta a "risparmi" e "offerte speciali" su alcune imposte. Nel frattempo, crescono le idiozie "italiane" sulla cancellazione del debito'
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# Francia: gabella, espediente e olio di serpente

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In **[Francia](https://phastidio.net/tag/francia/)**, cresce la febbre per la legge di bilancio 2027, mentre i dati di crescita segnano quello che viene definito *décrochage*, cioè lo sganciamento, della Francia dalla media dell’Eurozona. In altri termini, Parigi cresce meno delle attese, e ciò causerà l’inevitabile sforamento dei parametri di deficit-Pil. Nel frattempo, la classe politica, per il momento a sinistra, ha scoperto con una decina di anni di ritardo tutte le meravigliose idee italiane per abbattere il debito senza soffrire. Beata ignoranza assai poco innocente. 

## “Risparmi” cercansi

**Andiamo con ordine ma in ordine sparso**. **San Sebastiano Lecornu** e il suo ministro delle Finanze, **Roland Lescure**, cercano almeno 30 miliardi di euro di “risparmi”, intesi come minori spese, perché consapevoli che aumentare le entrate in un paese in cui la pressione fiscale è già a livelli patologici rischia di causare effetti molto spiacevoli, zavorrando ulteriormente la crescita. 

**Di questi 30 miliardi, almeno 6 devono venire dalle pensioni.** Come sapete se mi leggete con attenzione neppure troppo alta, questa voce di spesa contiene un potenziale di risparmi decisamente imponente. Ma che può essere “attinto” solo in caso di emergenza vera, una sorta di “rompere il vetro”. Non certo pianificato a tavolino, con gli interessati a rispondere “ma certo, prenda pure. C’è qualcosa in più: che faccio, lascio?”. 

**Sei miliardi dalle pensioni, si diceva. Che, guarda caso, è il costo della loro indicizzazione all’inflazione di quest’anno.** E come? Con la manovra classica: la deindicizzazione, totale o parziale. Oppure, il che è equivalente per importo, intervenendo sull’abbattimento fiscale del 10% di cui godono tutti i percettori di pensioni sino alla somma annua di 4.439 euro per nucleo familiare. La stampa transalpina ha già cominciato a echeggiare le frasi fatte di circostanza, del tipo “i più fortunati devono pagare di più”. Decisamente una fortuna, vivere in un paese in dissesto fiscale ma altrettanto convinto che il mondo sbagli candeggio nei suoi confronti. 

**Poi ci sono altri possibili interventi, in una sorta di sventagliata di gabelle grandi e piccole.** Una premessa: il concetto di “risparmi” viene usato dalla politica a sinonimo di minori spese, ma la distinzione con le maggiori entrate è ambiguamente futile. Ad esempio, dal primo ottobre aumenterà la quota di cosiddetta franchigia sanitaria, da 100 a 140 euro. Si tratta del ticket per visite mediche e farmaci, ripartito tra le due voci con contributi unitari per singola prestazione e confezione. 

**Si tratta, secondo la motivazione ufficiale, di un riallineamento all’inflazione di vent’anni della quota di franchigia**, dopo che la proposta iniziale di 200 euro è stata accantonata, e andrà a ridurre la voragine della Sécurité Sociale, ormai pari a 20 miliardi di euro annui, *and counting*. Curioso che, quando c’è da fare cassa, i governi usino questo gioco delle tre tavolette per cui si invoca l’indicizzazione all’inflazione quando si tratta di togliere soldi ai contribuenti mentre si accarezza l’ipotesi di deindicizzare altre spese. 

**Altre voci, palesemente fuori controllo e smentite dallo stesso Lécornu**, ipotizzavano anche l’assoggettamento a contribuzione del cosiddetto [risparmio salariale](https://www.service-public.gouv.fr/particuliers/vosdroits/N517), cioè dei premi di risultato aziendale versati ai dipendenti in un conto di risparmio, che oggi sono fiscalmente agevolati, entro dati limiti. Uno spoiler del futuro?

## Rubare gettito al futuro

**Nel frattempo, il povero Lécornu tenta di battere la via delle entrate quasi straordinarie**. Motivo per cui pare verrà proposta una [aliquota di favore per le donazioni](https://www.lesechos.fr/economie-france/budget-fiscalite/budget-2027-le-gouvernement-veut-donner-un-coup-de-pouce-aux-donations-familiales-2251250), con la motivazione di favorire la trasmissione del risparmio familiare alle giovani generazioni e “fare circolare il denaro nel momento in cui è più utile” senza aspettare il decesso dei genitori. Che generosità! Nello specifico, il programma ha già il suo bel nome, “*Transmission 2027*“, e prevede di alzare da 31.865 a 50 mila euro il massimo di somme che possono essere donate tra familiari in esenzione d’imposta, per chi ha meno di 80 anni e dona denaro a un minore, sia esso nipote e pronipote. 

- **Leggi anche: [Il menù italiano per il dissesto francese](https://phastidio.net/2024/09/25/il-menu-italiano-per-il-dissesto-francese/)**

**C’è poi una seconda misura sulle donazioni**, riguardante il “dono classico” della piena proprietà in seno alla cerchia familiare: la quota imponibile dopo applicazione degli abbattimenti beneficerebbe temporaneamente di un tasso unico del 6% entro il limite di 100 mila euro per donatore e beneficiario maggiorenne, rispetto all’aliquota ordinaria del 18,2%. 

**Direi che gli esempi bastano, e il concetto è chiaro.** Anticipare gettito, anche al costo di erodere quello futuro ad aliquota piena. Sono espedienti che anche noi italiani conosciamo bene. Pensate alla ricorrente imposta sostitutiva sulle rivalutazioni di cespiti aziendali, o al cosiddetto “affrancamento” delle plusvalenze su attività finanziarie. Solo che nel caso francese viene applicato alle donazioni. Per “fare arrivare i soldi ai giovani, prima del tempo”. Presto, ché è tardi. Non vorrete mica che qualche impaziente giovane si liberi anzitempo dei genitori, no? 

**Come si nota, la fantasia è l’unico limite. E la fantasia, sia pure tardiva, non difetta alla politica francese.** Soprattutto, a quella parte, al momento a sinistra, che ha scoperto quanti soldi si potrebbero fare cancellando il debito pubblico detenuto dalla Bce tramite Banque de France. Tutto è partito da ***La France Insoumise***, il partito rossobruno guidato dal tribuno **Jean-Luc Mélenchon**, che punta decisamente a egemonizzare il “campo largo” della sinistra “plurale” transalpina, e arrivare al ballotaggio alle presidenziali contro **Marine Le Pen**. 

## Italiani dieci anni dopo

**Per noi italiani è come ringiovanire di oltre un decennio**. Spuntano venditori di olio di serpente come se non ci fosse un domani. Le motivazioni sono fantasiose quanto basta, gli economisti da dopolavoro pullulano, come accaduto da noi ai tempi. Di solito si tende a confondere il Quantitative Easing, dove la banca centrale compra debito che resta in essere, con la cancellazione del medesimo, non è chiaro in base a quale equivalenza. 

**Ci sono poi anche dinamiche classiche, sempre a sinistra, per l’angolo del dilettante, tutte rigorosamente complottiste.** Spicca il compagno di partito di Mélenchon, **Éric Coquerel**. Che dapprima contesta l’emissione di debito pubblico indicizzato all’inflazione (“Costa di più!”), poi lancia sospetti di [complotto da parte di Banque de France](https://x.com/ericcoquerel/status/2098410089442869583). Perché lo stock di debito pubblico da essa detenuto è diminuito? Eh? Eh? 

**Forse perché, quando i titoli scadono, la banca centrale non ne acquista di nuovi, Monsieur Coquerel**, visto che è in atto il processo di riduzione dello stock di debito detenuto dalla banca centrale in quanto articolazione nazionale della Bce? Ah, saperlo. Queste scoperte mi ricordano quando, da noi, c’era chi accusava la Banca d’Italia di aver venduto nottetempo il nostro oro, il cui valore era diminuito. Solo per scoprire che quello era [l’effetto del prezzo, calato, su stock invariati](https://phastidio.net/2012/04/12/somari-dorati/). Non si inventa nulla, nemmeno le idiozie. Per tutto il resto, c’è la richiesta di più spesa pubblica contro la crisi, e di un bel tetto ai margini di raffinazione. 

- **Leggi anche: *[Francia, le trasparenti tasse temporanee](https://phastidio.net/2026/08/25/francia-le-permanenti-tasse-temporanee/)***

**Nel frattempo, il *décrochage* farà ridurre la crescita e ampliare il deficit**, ma il governo punta a confermare per il terzo anno consecutivo la misura “straordinaria” del prelievo aggiuntivo dalle società. Cosa potrà mai andare storto? Nel paese è già suonato l’allarme per le “cavallette” hedge fund, che scommettono contro il debito francese. Ma, date le premesse, pare solo un problema di “quando” e non di “se”. Il prossimo anno vedrà la resa dei conti per l’Esagono. Chiunque sarà l’inquilino dell’Eliseo, dovrà prendere atto del dissesto e mettere mano alle forbici, quelle vere. A quel punto, bisognerà scegliere: o una *[melonisation](https://phastidio.net/2025/01/21/i-disperati-di-francia-e-la-ghigliottina-di-bertoldo/)* oppure un bombardamento da parte dei mercati. A quel punto, persino gli *insoumis* scopriranno il momento in cui sottomettersi alla realtà. 

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