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title: "La breccia a via Venti Settembre"
url: https://phastidio.net/2026/09/23/la-breccia-a-via-venti-settembre/
date: 2026-09-23
modified: 2026-09-23
lang: it
author: "Mario Seminerio"
description: "L'Italia resta in procedura per deficit eccessivo e non potrà scomputare la maggior \"flessibilità\" richiesta alla Ue. Ma, anche se escluso dalle statistiche europee, quel deficit aggiuntivo sarebbe rimasto tale"
categories:
  - "Economia & Mercato"
  - "Italia"
tags:
  - "Spesa-Pubblica"
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# La breccia a via Venti Settembre

Lo scorso 23 aprile pubblicavo un articolo intitolato "L'ultimo decimale nella bara italiana", commentando lo psicodramma della mancata discesa sotto il 3% del rapporto deficit-Pil, che ci avrebbe portato fuori, con un anno di anticipo, dalla procedura Ue per deficit eccessivo. Ieri **Istat** ha confermato che restiamo sopra quella soglia, e lo psicodramma ha avuto una recidiva potenziata. Rammarico governativo, accuse di fallimento da parte dell'opposizione, la cui petulanza comunicativa sta toccando vette inesplorate neppure ai tempi in cui all'opposizione c'era la sola **Giorgia Meloni**.

- **Leggi anche: *[L'ultimo decimale nella bara italiana](https://phastidio.net/2026/04/23/lultimo-decimale-nella-bara-italiana/)***

## Sforamenti vecchi e nuovi

**Qui servono alcune contestualizzazioni.** Per illustrare le quali ci serviremo, come spesso accade, di **Gianni Trovati** del *Sole* e **Luciano Capone** del *Foglio*, che di queste materie sono affidabili decodificatori. Intanto, il Superbonus, lo zombie italiano. Che non ha inciso sul tentativo di recupero di questi ultimi mesi. Nel senso che, lo scorso anno, ha pesato per circa 8,1 miliardi contro i 2 previsti dal governo (alla faccia delle previsioni). Dopo aver acquisito i dati definitivi, divenuti tali solo lo scorso 16 marzo, il governo si è messo a caccia di frodi e ne ha identificate, tramite l'amministrazione finanziaria, circa 4 miliardi. Ma, come scrive Trovati,

> [...] circa il 20% di questi falsi crediti d’imposta (800 milioni) non è riuscito a influire sul dato rivisto ieri per varie ragioni, legate anche alla tempistica delle contestazioni.

**La criticità vera è un'altra: tra aprile e ottobre 2025 sono comparse maggiori spese per investimento per 2,488 miliardi di euro**. Spuntate sotto il naso del MEF. Come segnala Trovati, queste spese in conto capitale sono riconducibili a due tipologie: 700 milioni di esborsi in più da Anas e Ferrovie e 1,3 miliardi alla voce "Partenariati pubblici e privati". Di che si tratta?

> I partenariati regolano i rapporti fra lo Stato o gli enti territoriali e i privati a queste affidano la costruzione o la gestione di opere pubbliche, come il termovalorizzatore di Roma, le linee 4 e 5 della metropolitana a Milano e vari ospedali in giro per l’Italia. Lo snodo più delicato, al centro anche di una ricca giurisprudenza italiana e comunitaria, è nella distribuzione dei rischi operativi fra soggetti pubblici e privati. In una sintesi brutale, quando il rischio è integralmente a carico del privato e il finanziamento pubblico è limitato, il PPP è «off-balance» e la sua spesa non incide su deficit e debito; altrimenti è «on-balance», e si fa sentire sui saldi di finanza pubblica. Ma questi confini non sono sempre tracciabili con precisione all’inizio: e se un partenariato prima «off» viene riclassificato come «on-balance», il disavanzo cresce.

**Il Pil del 2025 è stato rivisto al rialzo per circa 7 miliardi rispetto alle stime di aprile**. Di conseguenza, le entrate sono state superiori di quasi 2 miliardi (1.991 milioni) rispetto ad aprile. Con queste due revisioni, avremmo avuto il deficit-Pil al 2,97% e ora ci saremmo dovuti trovare un altro psicodramma. Ma la differenza tra le maggiori spese e le maggiori entrate ci ha regalato 350 milioni di deficit aggiuntivo, e addio uscita dalla procedura.

## Fuori dal radar

Dietro tutti questi numeri c'è una enorme criticità, e [la evidenzia Capone](https://www.ilfoglio.it/economia/2026/09/23/news/il-deficit-al-31-per-cento-non-e-un-complotto-dellistat-ma-un-errore-del-mef--408416):

> Ma la falla è gigantesca se si considerano le due revisioni nel complesso: tra la notifica sull’indebitamento di aprile, che ha rivelato una maggiore spesa in Superbonus di circa 8,4 miliardi, e la revisione dei conti nazionali di ieri, che ha scoperto maggiori uscite in conto capitale per circa 2,5 miliardi, si tratta di un errore complessivo di 11 miliardi di euro. **Vuol dire che lo stato ha speso 0,5 punti di pil senza rendersene conto**. Praticamente mezza manovra di bilancio fuori dai radar del Mef e della Ragioneria generale dello stato. 

**Queste considerazioni fanno il paio, su scala ridotta ma non troppo, col fatto che la tecnostruttura del MEF "non ha visto arrivare" l'esplosione della spesa per Superbonus, anni addietro.** E mal ce ne incolse. Urge quindi che il MEF affini gli strumenti di controllo, soprattutto in termini di tempestività. Così facendo, soprattutto quando si deve giocare coi decimali di norme europee francamente stranianti, si potrebbe raggiungere l'obiettivo.

- **Leggi anche: *[Ragioniere, scavi lei?](https://phastidio.net/2024/03/06/ragioniere-scavi-lei/)***

**Ora fatemi fare un paio di commenti: **l'Italia non esce dalla procedura per deficit eccessivo. Quindi, per le cervellotiche norme europee, le clausole di "flessibilità" su difesa ed energia non potranno essere scomputate dal rapporto deficit-Pil. Se dovessimo confermare quello scostamento, restando in procedura, il rapporto lieviterebbe e rischieremmo di restare in questa condizione ancora per anni.

## Sforiamo nei lieti deficit

**Ora, io mi chiedo e vi chiedo: se ci danno una percentuale di sforamento e non la includono nelle statistiche di monitoraggio europeo, possiamo dire che quello sforamento non si è verificato? Ovviamente no, è una ridicola finzione.** L'ultima parola ce l'hanno i mercati, non la Commissione Ue. I quali mercati possono serenamente dire, collettivamente: "Ma che ci frega dello 0,2% di deficit-Pil in più". Oppure il contrario, e bastonarci. Ma quello che dovrebbe essere chiaro è che queste norme sono soprattutto un problema psichiatrico.

**Attenzione**: non sto dicendo "e allora liberi tutti e si faccia debito *ad libitum*", come invece direbbe qualche saltimbanco della politica. Sto dicendo che, forse, con queste norme europee ci siamo tutti lievemente rincoglioniti.

**Altra considerazione:** visto che siamo a Cialtronia, ci siamo dovuti subire la "forte preoccupazione" di **Giuseppe Conte** per i numeri Istat, che a suo dire

> [...] confermano che 4 anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dal Governo lasciano l’Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo.

**Detto dal padre del Superbonus, è certamente degno di nota e considerazione.** Come altrettanto degno di nota e considerazione è quello che Conte vorrebbe fare con i soldi del ponte sullo Stretto:

> E sblocchiamo subito i 13 miliardi bloccati dalla propaganda sul Ponte dello Stretto (la prima pietra è stata un'inchiesta per corruzione).

**Qui non è chiaro cosa Conte intenda: "sblocchiamo" per usarli nel ponte o per fare altro?** Presumo la seconda che ho scritto. Ma in questo caso urge segnalare a Conte che quel denaro non esiste: deve essere stanziato e impegnato, cioè reperito. Quindi non sono soldi liberamente dirottabili altrove. La contabilità pubblica, questa sconosciuta. O forse fintamente sconosciuta, quando si è l'Avvocato del Populismo.

Al netto di questi decimali e delle zuffe da ballatoio, ricordiamo che l'unica cosa su cui tenere gli occhi è **la differenza tra crescita nominale e costo medio del debito**. E queste fiammate dei rendimenti non promettono nulla di buono, non solo per l'Italia, in termini di effetto palla di neve.