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title: "Ue, buoi fuggiti e bazooka inutilizzati"
url: https://phastidio.net/2026/10/13/ue-buoi-fuggiti-e-bazooka-inutilizzati/
date: 2026-10-13
modified: 2026-10-13
lang: it
author: "Mario Seminerio"
description: "Concordato un tetto annuo all'import Ue di auto ibride cinesi, calcio d'inizio di un negoziato dove l'Europa non ha leverage ma passa il tempo a progettare bazooka difensivi che restano inutilizzati"
categories:
  - "Cina"
  - "Economia & Mercato"
  - "Esteri"
  - "Unione Europea"
tags:
  - "Commercio"
  - "Manifattura"
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# Ue, buoi fuggiti e bazooka inutilizzati

L’**Unione europea** e la **Cina** hanno raggiunto un’intesa che prevede un limite alle importazioni di automobili ibride nel mercato europeo. La misura, che potrebbe entrare in vigore già dal prossimo dicembre, punta a contenere la crescita delle vendite dei costruttori cinesi e rappresenta un primo tentativo di affrontare più ampiamente gli squilibri commerciali tra le due economie.

Prima di proseguire, per la serie "poi non dite che non ve lo avevo detto" (nel 2024):

- **Leggi anche: *[Auto, un futuro ibrido ma sempre cinese?](https://phastidio.net/2024/09/06/auto-un-futuro-ibrido-ma-sempre-cinese/)***

**Secondo un [documento visionato da Bloomberg](https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-11/eu-to-cap-chinese-hybrid-vehicle-imports-at-350-000-each-year), il limite sarà fissato a 350.000 veicoli cinesi all’anno per il primo anno di applicazione**, contro attese per 800 mila veicoli cinesi ibridi venduti quest'anno in Ue. A partire dal secondo anno, la quota aumenterà del 6% annuo. Le misure avranno una durata complessiva di quattro anni e saranno accompagnate dall’impegno di entrambe le parti a rispettare le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO).

## Tutti contingentati

**Il provvedimento riguarderà sia le ibride tradizionali sia le ibride plug-in.** Per rispettare il principio di non discriminazione previsto dalle regole WTO, il limite si applicherà alle importazioni europee di queste vetture indipendentemente dal Paese di provenienza, e non soltanto a quelle cinesi. La quota assegnata alla Cina non potrà essere inferiore a quella riconosciuta a qualsiasi altra fonte di importazione. Sono previste esenzioni per i Paesi dello Spazio economico europeo e alcuni Paesi in via di sviluppo con una quota di mercato ridotta. Il documento non chiarisce, tuttavia, se le importazioni eccedenti le quote saranno soggette a dazi oppure se il limite costituirà un tetto rigido.

**Prima considerazione epidermica:** va bene rispettare le norme della defunta WTO, che Pechino usa come un vero e proprio scudo difensivo retorico, ma questo sistema di quote generalizzate rischia di avere un solo sconfitto: il consumatore europeo.

**L’intesa risponde alla rapida espansione delle vendite di automobili cinesi in Europa**. Le case automobilistiche di Pechino hanno aumentato sensibilmente l'export verso l’Unione europea, anche per compensare la debolezza del mercato interno. Nel 2026, a tutto agosto, le importazioni di auto dalla Cina erano aumentate di quasi tre quarti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ad agosto, inoltre, le vetture prodotte in Cina rappresentavano circa un quarto delle vendite europee di auto ibride e circa un terzo delle plug-in hybrid. Una disfatta senza pari.

[![China Car Invasion](https://phastidio.net/wp-content/uploads/2026/10/China-Car-Invasion.png)](https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-11/eu-to-cap-chinese-hybrid-vehicle-imports-at-350-000-each-year)

**La crescita è stata favorita anche dal fatto che le ibride cinesi non erano state interessate dai dazi europei introdotti nel 2024 sulle auto elettriche**. Se continuate a leggere, qui sotto tento di ipotizzare il perché. Il successo delle ibride cinesi si inserisce in un contesto molto difficile per l’industria automobilistica europea: **Mercedes-Benz** ha registrato un calo delle vendite dell’8% nel terzo trimestre, mentre **Volkswagen** ha ridotto le proprie previsioni di profitto, dopo un analogo *warning* da parte di **BMW**.

## Un negoziato complessivo e complesso

**Il limite alle importazioni di auto ibride è soltanto una componente dell’intesa, il "calcio d'inizio**". La Cina si è impegnata a eliminare i dazi su alcuni componenti automobilistici e a dimezzare quelli applicati a determinate categorie di prodotti, tra cui scarpe, gelati e olio d’oliva. Le concessioni, anch’esse temporanee, riguarderanno esportazioni per un valore complessivo di circa 4 miliardi di euro. Questa tipologia di esenzioni conferma una dinamica caratteristica degli ultimi anni: il forte dislivello di valore aggiunto nell'interscambio, e l'abbiamo già vista nel caso della **Spagna**.

- **Leggi anche: *[Sanchez il cinese: pragmatismo o dipendenza?](https://phastidio.net/2026/04/21/sanchez-il-cinese-pragmatismo-o-dipendenza/)***

**In pratica, l'Europa sembra un paese in via di sviluppo, nel *pattern* di interscambio con Pechino**. Forse una riflessione su questo aspetto andrebbe fatta, a Bruxelles e in altre capitali. La Ue, consapevole che la Cina può tornare a puntarle alla tempia l'arma di terre rare e magneti, ha ottenuto di discutere di possibili modalità per allentare i controlli su esportazioni e procedure di autorizzazione, ma è bene essere consapevoli che queste "intese" rischiano di essere scritte sull'acqua, se qualcosa dovesse andar storto.

**Come che sia, questo è il risultato dei colloqui tra il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, e il ministro cinese del Commercio, Wang Wentao.** Gli ambasciatori dei Paesi membri dell’Ue hanno accolto favorevolmente i risultati dei negoziati, pur sottolineando che si tratta soltanto di un primo passo verso il riequilibrio delle relazioni commerciali. C'è preoccupazione che i risultati dei negoziati arrivino troppo lentamente rispetto alla dimensione dello squilibrio commerciale.

**La questione delle auto ibride si inserisce infatti in un problema ben più ampio**. Il deficit commerciale dell’Ue nei confronti della Cina ha raggiunto i 360 miliardi di euro nel 2025. Secondo Sefcovic, il disavanzo supera ormai il miliardo di euro al giorno ed è diventato insostenibile per l’industria europea. Bruxelles vuole contrastare le conseguenze della sovracapacità produttiva cinese e delle importazioni di beni a basso costo, spesso sostenute da sussidi, che esercitano pressioni sui produttori europei.

- **Leggi anche: *[Il piano quinquennale per demolire la Ue](https://phastidio.net/2026/05/12/il-piano-quinquennale-per-demolire-la-ue/)***

**La Commissione europea dovrebbe presentare entro la fine dell’anno una serie di strumenti per diversificare gli approvvigionamenti e affrontare lo squilibrio commerciale**. Se il meccanismo di salvaguardia adottato per le auto ibride si dimostrasse efficace, misure analoghe potrebbero essere prese in considerazione anche per altri comparti industriali. Sempre che i cinesi siano d'accordo, s'intende, e se altri fornitori per conseguire l'agognata diversificazione esistano. Ma se è vero che gli europei non hanno grande *leverage* negoziale, è altrettanto vero che la Cina si è messa in una condizione di eccesso di capacità produttiva di proporzioni abnormi e che quindi la sua autonomia strategica è per ironia dipendente dalla capacità del resto del mondo di continuare ad assorbirla senza fiatare né lamentarsi per la deindustrializzazione che essa produce.

**La posizione europea si sta irrigidendo. **Prima dei colloqui con Pechino, **Francia** e **Germania** avevano chiesto di [ampliare significativamente i poteri di risposta economica dell’Ue](https://www.dw.com/en/merz-macron-seek-tougher-eu-measures-against-unfair-trade/a-79554905), fino a contemplare la possibilità di interrompere i rapporti commerciali con Paesi responsabili di guerre commerciali. I due governi vogliono anche indagini sulle importazioni sovvenzionate che potrebbero danneggiare settori come la chimica e la plastica, aprendo la strada a ulteriori dazi. La posizione più assertiva di Berlino è significativa, perché in passato la Germania aveva mostrato maggiori resistenze a misure commerciali particolarmente aggressive.

**Questa assertività tedesca deriva dal fatto che Berlino sta perdendo il mercato cinese, non solo dell'auto, e di conseguenza ora ha minori incentivi a resistere a misure di protezione contro le esportazioni di Pechino**. I buoi sono scappati a bordo di un'auto ibrida e il Cancelliere Merz, parlandone da politicamente vivo, può fare la voce grossa senza timore che i suoi costruttori gli ordinino di tacere. Ma è sempre un sentiero molto stretto.

## Una collezione di bazooka mai usati

**C'è però da dire che la Ue sta accumulando strumenti difensivi che, al dunque, restano inutilizzati.** Pensiamo allo [strumento anti coercizione](https://phastidio.net/2024/01/22/ue-lo-scudo-bucato-dagli-interessi-nazionali/) o al [regolamento sui sussidi stranieri](https://phastidio.net/2024/05/14/lo-strumento-ue-contro-i-sussidi-di-troia/). Ora, se mai vedrà la luce un ulteriore strumento, non tratteniamo il respiro in attesa di vederlo impiegato contro la Cina o chicchessia. Per citare il filosofo contemporaneo **Mike Tyson**, "tutti hanno un piano sin quando non prendono un pugno in bocca".

**Ora, per rispondere alla domanda: ma perché mai la Ue ha imposto dazi solo sulle elettriche cinesi e ha lasciato il gigantesco *loophole* delle ibride?** Ve l'ho detto: perché nel 2024 i costruttori tedeschi speravano ancora di sopravvivere in Cina. E vi dico anche altro, non solo per provocazione: ora i costruttori cinesi potrebbero fiondarsi sulle auto con motore a combustione interna e alluvionare l'Europa in esenzione di dazi, cogliendo al volo [la nuova iniziativa di Merz e Macron](https://www.ft.com/content/af0a5da6-abc7-41ab-85cf-da806fc7a6e5?syn-25a6b1a6=1) per rallentare la messa al bando del motore termico.

**Che accadrà?** Probabilmente verranno inizialmente dirottate verso l'Ue le ibride cinesi prodotte fuori dalla Cina, anche se verranno sottoposte a controlli sulle regole d'origine. Poi verranno accelerati gli insediamenti diretti (Ungheria, Spagna), che non potranno essere impianti-cacciavite sempre per vincoli d'origine. Ma se quelle saranno isole cinesi in Europa, con la relativa produttività, per i nostri costruttori *legacy* l'orizzonte resterà fosco.