Gli euroburocrati sono attualmente impegnati, tra le altre cose, a scrivere un codice di condotta linguistica politicamente corretta, che verrà sottoposto alla valutazione dei leader europei, il prossimo giugno. Nella revisione terminologica, si sollecitano i governi ad evitare l’espressione “terrorismo islamico”, ed a sostituirla con “terroristi che invocano abusivamente l’Islam”.

Lapo Elkann, responsabile del brand promotion Fiat, ha delle innegabili doti di comunicazione, associate ad una grande ricchezza semantica. Tempo addietro disse che la Juventus non era simpatica perché non aveva lo smile, suscitando la risentita reazione dell’accigliosa Trimurti di corso Ferraris, che rimproverò immantinente alla Fiat di avere chiuso il portafoglio già in tempi andati. Poi, Lapo annunciò urbi et orbi che la Juve avrebbe “sicuramente” preso Cassano, ed abbiamo visto come è andata. Oggi, in occasione della presentazione della Grande Punto, il ragazzo sprizza energetico ottimismo da tutti i pori, e lo comunica al colto ed all’inclita, in bella prosa:

Giorni addietro ci è capitato di ascoltare un podcast prodotto dall’Associazione Articolo 21, la creatura di quell’impareggiabile agit-prop che è Beppe Giulietti. In 21 non casuali minuti, vi si narravano le ultime avventure di Vauro. Il Nostro era stato denunciato per aver detto “ricordati che devi morire” al conduttore di “Punto e a capo”, Giovanni Masotti. Vauro si è difeso affermando di essersi limitato ad una citazione medievale e millenaristica, il noto memento mori, e di esservi stato ispirato dall’incontenibile vanità di Masotti che, come noto, va in trasmissione con un’imbarazzante acconciatura ampiamente phonata, e fa largo uso di una gestualità che ricorda molto da vicino quella di Johnny Depp ne “La maledizione della Prima Luna”. Masotti ha letto nella singolare boutade una sorta di minaccia trasversale, ed è partita la carta bollata. Prosciolto dall’Ordine dei Giornalisti per la battuta, Vauro è stato nuovamente inquisito dal medesimo, per essersi presentato alla relativa audizione vestito da fraticello.

L’Italia, statistiche alla mano, è da sempre uno dei paesi più euro-entusiasti. A conferma di questa adesione ideologica al laissez faire ed ai precetti liberoscambisti che da sempre rappresentano le solide fondamenta dell’edificio europeo, è recentemente giunto il contributo di due dei principali attori della nostra vitale società. Dapprima i pizzaioli, per bocca del presidente di Confcommercio, Billé, si sono solennemente impegnati davanti al notaio Vespa a stabilire una tariffa di cartello per pizza e birra (7 euro); poi le associazioni dei consumatori hanno emesso il proprio immancabile decalogo anti-fregatura, per impedire che innocenti cittadini-consumatori cadano vittime dello sfrenato darwinismo capitalista e predatorio che da qualche tempo infesta l’Europa.