Mentre attendiamo fiduciosi che il premier, il ministro dell’Economia o qualcuno che ne abbia titolo ci illumini sulla tassazione dei frutti del risparmio, e mentre  si susseguono senza posa “prese di posizione” da parte dei “progressisti” di turno, è utile ricordare alcuni effetti collaterali di questa aberrante segmentazione fiscale sulle persone fisiche. Non che da questi pixel non sia stato già fatto, più e più volte, ma serve da controcanto a tutte le leggende metropolitane di crassa e querula ignoranza che leggiamo ed ascoltiamo in questi giorni. Ed in omaggio qualche considerazione in più sulla strategia finanziaria del governo Renzi.

A conferma del fatto che in Italia contano i simboli e non la sostanza, e che questo dettaglio resta alla base della nostra miserrima condizione e del nostro ancor più gramo destino, oggi vi diamo conto della certificazione di purezza ideologica che la boss della Cgil, Susanna Camusso, ha dato di almeno una delle misure renziane. Non conta essere, né avere, bensì apparire. Siamo nella società dell’immagine, dopo tutto.

Ebbene si, signori. Il dossettiano che regge sulle spalle il peso del governo Renzi ha sentenziato che “andiamo in Europa”. Un po’ come per le squadre di calcio di provincia, quando si appalesa la possibilità di farsi eliminare al primo turno di Europa League, la stagione successiva. Solo che nel caso specifico siamo di fronte ad un mix pericoloso di ignoranza e malafede.

Oggi sul blog di Beppe Grillo c’è un post che canta le lodi degli eurobond. Ma non è per questo motivo che ve lo segnaliamo bensì perché in esso sono contenuti “concetti” che sono un purissimo distillato di follia: siamo in pratica alle colonne d’Ercole dell’ignoranza, nella terra incognita dove la malafede politica incrocia il delirio.