Quello che vedrete in calce a questo post è l’andamento sulla borsa statunitense di YPF, la compagnia energetica che il governo argentino ha espropriato un paio di anni addietro agli spagnoli di Repsol, e che ora il governo di Cristina Kirchner sta tentando di riportare nel consesso degli investitori internazionali, per ottenere capitali stranieri necessari a sviluppare gli apparentemente enormi campi di shale del paese sudamericano. Ma un nuovo problemino è comparso all’orizzonte.

Mercoledì scorso, la Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento al decreto “Destinazione Italia” che sospende le cartelle esattoriali per le imprese che vantano crediti verso la pubblica amministrazione. Su tale emendamento la Ragioneria Generale dello Stato aveva espresso parere contrario osservando che la sospensione delle cartelle “comporta minori entrate per il 2014 non quantificate e prive di copertura finanziaria”. Sollevando anche altri dubbi sulla misura, la Rgs ha quindi scritto che “la disposizione, nei suoi attuali termini, non può avere ulteriore corso”. Qualche riflessione si impone.

Oggi sul Corriere (a pagina 9) c’è una intervista di Lorenzo Salvia al procuratore per il Lazio della Corte dei conti, Angelo Raffaele De Dominicis, quello che vuole spezzare le reni alle agenzie di rating. Leggendola, si trasecola. Deve certamente essere uno scherzo di Carnevale, un complotto ai danni di De Dominicis medesimo, o un tiro giocato a Salvia da parte di qualcuno che si è spacciato per un alto magistrato contabile. O forse la Zanzara di Giuseppe Cruciani si è trasferita su carta stampata.

Bizzarra proposta fiscale del governatore (governatrice? Governatoressa? Governatora?) del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, in audizione in Commissione Industria del Senato. Occasione per qualche riflessione a più vasto raggio sulla crisi italiana e sulla drammatica penuria di risorse di welfare che ci attanaglia tutti, mentre guardiamo i teatrini televisivi in cui ci mostrano rutilanti reportage su famiglie felici tedesche ed i loro asili nido.

Poiché ogni giorno ha la sua farsa, oggi dobbiamo occuparci dell’iniziativa della Corte dei conti italiana, che ha notificato alle agenzie di rating che sta indagando su di loro per ingiusto declassamento dell’Italia nel 2011 e 2012, ipotizzando un danno erariale superiore a 117 miliardi di euro. Per non farci mancare nulla, s’intende.