Il motivo di ciò che abbiamo fatto

di Oscar Giannino – © LiberoMercato

Carissimi lettori, è amaro farlo mentre l’economia domina l’informazione, ma vi devo salutare. Questo è l’ultimo numero di LiberoMercato con foliazione autonoma. Da domani esso viene assorbito organicamente da Libero, e cessa la mia funzione di direttore. Non l’ho scelto io, ma le aziende decidono secondo proprie valutazioni, guardando ai conti, alla situazione generale dell’editoria e della pubblicità, che è quella che è. Ed esprimono anche valutazioni su chi hanno ingaggiato, sul prodotto che ha realizzato e sulla sua omogeneità con lo stile e gli obiettivi della casa. In questo caso, si tratta di me e del mio operato.

di Andrea Gilli

In uno dei suoi ultimi articoli Christian Rocca ripete, come una sorta di Honecker del nuovo secolo, che c’è una sola via alla Salvezza: la “Dottrina Bush”.

Bistrattata dalla storia, abbandonata dai suoi stessi sostenitori (intellettuali – come Robert Kagan, nel suo ultimo libro) e politici (Bush in primis), la Dottrina Bush è ormai divenuta una delle tante pratiche riposte nel cassetto della storia. Ha creato tanti danni che nessuno la prende più seriamente in considerazione – tranne uno, lui, il tetragono Rocca, the scholar of neoconservatism, l’uomo che ha solennemente promesso a sé stesso di non dire mai “ho sbagliato”, cascasse il mondo.

di Mauro Gilli

Leggiamo spesso il blog di Christian Rocca. E’ un modo come un altro per distrarci dalle cose serie. Ultimamente, ha anche deciso di svolgere il ruolo di guida gastronomica, indicando i piatti prelibati serviti da alcuni ristoranti newyorkesi scelti per noi dal “pensatore newyorkese” Franco Zerlenga, dandoci così utili indicazioni per le nostre frequenti sortite a New York da Chicago, dove viviamo.

di Andrea Gilli

Suona quasi strano dirlo, ma per una volta siamo d’accordo con Camillo. Specifichiamo: non perché abbiamo cambiato idea, ma perché Rocca ha detto cose sensate.

Nel suo ultimo articolo, il Nostro racconta infatti la composizione del team di politica estera di Barack Obama rilevando come, con sorpresa di molti, il presidente-eletto si stia spostando verso destra, drammaticamente verso destra.

di Perla

Se non ci fossero state le quote rosa in Alaska ma col piffero che oggi la candidata vice alla Casa Bianca si chiamerebbe Sarah!
Non sappiamo se Sarah Palin sia arrivata a governare il suo paese grazie a un posizionamento favorevole nella lista dei Repubblicani, imposta dalle donne candidate per il cinquanta per cento in quota rosa nel partito o se, come riempitivo alla quota stessa, si era lasciata assegnare un posticino, rispettando supinamente l’ordine alfabetico.
Se così fosse bisognerà ammettere che, data l’iniziale P, la futura vicepresidente degli Stati Uniti è stata premiata al di là della sua stessa volontà.
Facile ironia a parte, con la governatrice dell’Alaska si conferma che sono la passione politica, l’intelligenza, la determinazione e l’energia vitale che portano le donne ai vertici del potere, di qualunque potere si tratti.

di Galatea

Di economia non capisco una cippa. Come molti laureati in lettere – ok, diciamo come la maggior parte dei laureati in lettere – ho nei confronti di formule matematiche, percentuali, calcoli in genere una forma di assoluto pregiudizio, o meglio un approccio improntato alla massima diffidenza: diciamo che, a voler essere buoni, con i numeri cerco di limitare i contatti sociali a ciò che proprio non si può evitare: il calcolo della spesa quotidiana, il conteggio dei minuti, le somme e le sottrazioni dal dare e avere del conto corrente. Per me le oscillazioni di borsa sono oscure quanto le influenze astrali nel tema natale dell’oroscopo, se mi parlano di bond penso che si riferiscano ad un agente segreto, e l’indice Dow Jones, a quanto ne so, potrebbe benissimo essere il nome proprio del dito di un non meglio identificato signore di origine anglosassone.

Quindi, quando l’autore di questo sito, che di economia ne capisce, mi ha chiesto di scrivere qualcosa per Phastidio, confesso che mi sono venuti i capelli ritti in testa: e di che cavolo parlo, io che di economia non so nulla? Poi, da brava donna comune assolutamente digiuna di scienza economica, ho aperto il tiggì, e – miracolo miracolo! – l’idea per un post mi è germinata immediatamente nel cervello: poi dicono che la tv ammazza la vena speculativa del pubblico, ‘sti impuniti.