di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Da alcuni giorni i paesi emergenti sono oggetto di forti vendite sui mercati di cambi, azioni ed obbligazioni. L’India ha visto una drammatica accelerazione del deprezzamento della rupia, un rialzo dei rendimenti obbligazionari e forti ribassi dei corsi azionari. Considerazioni analoghe valgono anche per Indonesia, Thailandia e, fuori dall’Asia, per Brasile, Sudafrica e Turchia.

Pare che il sole picchi forte anche nel paese del Sol Levante, in questo periodo dell’anno. Come commentare altrimenti la “proposta” di uno dei consiglieri economici del premier Shinzo Abe, che suggerisce di contrastare il previsto aumento dell’Iva con un corrispondente aumento di spesa pubblica? In alternativa alla spesa, si richiede che la banca centrale giapponesi intensifichi il suo già folle passo di acquisto di debito pubblico. Che poi, a ben vedere non è una alternativa ma sempre lo stesso corso d’azione, come vedremo tra poco. Abbiamo il crescente sospetto che tutta questa vicenda non finirà bene.

Oggi su l’Unità c’è un’intervista molto agostana al ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato. Si parla, tra le altre cose, di come rilanciare la crescita applicando un precetto di puro buonsenso: l’equiparazione delle condizioni competitive delle nostre imprese a quelle medie europee su cinque dimensioni: fiscalità, burocrazia, costo del lavoro, dell’energia e del denaro. Un lavoro di lunga lena, ovviamente, ammesso e non concesso di cominciarlo. Zanonato si concentra sul costo dell’energia, e presenta la sua idea.

Sul New York Times, un pezzo che spiega in modo molto comprensibile quello che sta diventando un enorme problema per l’economia (e la società) cinese: lo sboom immobiliare, dopo l’ubriacatura di credito facile. Dalla Cina, le scosse si propagano al mondo, soprattutto ma non esclusivamente agli altri paesi emergenti, ed incrociandosi con la tendenza al rialzo dei rendimenti obbligazionari negli Stati Uniti rischiano di produrre un periodo di forte instabilità sociale e politica in ampie parti del mondo.

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il tormentone di questa asfittica estate italiana continua ad essere quello del rischio di caduta del governo e di elezioni anticipate, a causa del braccio di ferro tra Pdl, che chiede ossessivamente la salvifica cancellazione dell’Imu prima casa, ed il Pd, con complemento del ministro dell’Economia, che ritengono l’operazione non particolarmente equa (infatti è e resta regressiva, anche se in molti continuano ad arrampicarsi sui vetri per sostenere il contrario).

E’ di oggi la notizia che nel Regno Unito il numero di mutui prima casa erogati nel secondo trimestre di quest’anno ha toccato il massimo dal 2007. Nel solo mese di giugno le erogazioni di mutui prima casa sono aumentate del 30% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Nel frattempo, i prezzi delle case sono ai massimi dal 2008. Prima di entusiasmarvi per una economia “che funziona”, leggete tutta la storia.

Interessante intervista a l’Unità del presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini, pubblicata ieri. In essa Bassanini parla di alcune ipotesi per il cosiddetto “allargamento del perimetro” di attività della Cassa, a sostegno dell’economia, dopo la presentazione del nuovo piano industriale 2013-2015. Di tali ipotesi, e delle linee guida ad esse sottostanti, occorre una valutazione piuttosto rigorosa, visto quanto è concupita, oggi più che mai, la poderosa dotazione finanziaria della Cassa, e quali e quante situazioni di difficoltà economica, ad ogni livello, esistono oggi in Italia.