La contrarietà della Lombardia al monopolio di Cai sulla tratta aerea fra Milano e Roma è ormai acquisita, ma oggi il governatore Roberto Formigoni è andato oltre, proponendo di mettere a gara la tratta se la società andrà avanti con il piano che prevede di ridurre Linate alla sola navetta per la capitale, aumentando solo simbolicamente i collegamenti con Malpensa.

Per la serie “val più un’immagine”, ecco il confronto storico delle perdite nette cumulative di occupazione in tutte le recessioni statunitensi del Dopoguerra, in percentuale dell’occupazione di picco (che non necessariamente coincide con l’inizio delle recessioni, così come datate dal National Bureau of Economic Analysis). E’ interessante notare che le due ultime recessioni sono state jobless recovery, nelle quali cioè il gap di occupazione, per quanto non drammatico come l’attuale, è stato colmato solo molto lentamente rispetto al passato.

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Il dato ufficiale della disoccupazione statunitense, pari al 7,6 per cento in gennaio, si raffronta ad un valore del 4,9 per cento lo stesso mese dell’anno precedente. Si tratta del maggior incremento annuale della disoccupazione dal 1975. Per quanti pensano che in fondo si tratti di un numero ancora nel complesso modesto, anche in prospettiva storica, può essere utile considerare la più ampia misura di disoccupazione, la cosiddetta U-6, che a gennaio ha toccato il 13,9 per cento, da 13,5 per cento di dicembre. Questo dato, che considera le persone che hanno smesso di cercare lavoro o che non riescono a trovare un impiego a tempo pieno, è il peggiore dall’inizio delle rilevazioni di questa serie, nel 1994.

Dall’audizione di ieri dei vertici della nuova Alitalia, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, è emerso soprattutto che il load factor (il coefficiente di riempimento degli aerei) a gennaio è sceso ad un miserevole 43 per cento. Un vero e proprio crollo verticale rispetto al load factor combinato di Alitalia ed Air One nel gennaio 2008. Una contrazione del coefficiente di riempimento di venti punti percentuali che si aggiunge ad un taglio del 42 per cento dei voli offerti dalla combinazione dei due vettori. Quindi, come segnala su Liberalizzazioni.it il professor Ugo Arrigo, un’Alitalia dimezzata rispetto allo scorso anno trasporta solo un quarto dei passeggeri. E lo fa potendo contare sulla soppressione della concorrenza sulla rotta domestica più remunerativa.