Sostiene Timothy Geithner, neo Segretario al Tesoro e già presidente della Fed di New York:

“Abbiamo un sistema finanziario che è gestito da azionisti privati, gestito da istituzioni private, e dovremmo fare del nostro meglio per preservare quel sistema”

Beh, se il sistema è quello che ha prodotto le inenarrabili porcherie viste finora, ultimo in ordine di tempo il pervicace orientamento a drenare capitale dalle banche per pagare bonus milionari (a quale titolo, visti i risultati di bilancio, non è dato sapere), e ad avere un sistema-centauro dove i contribuenti mettono i soldi e quello stesso management che ha causato l’Apocalisse (sorretto da un nocciolino di azionisti privati non ancora spazzati via) continua a farsi amabilmente gli affari propri, sorge il dubbio che il processo di oligarchizzazione della finanza statunitense sia ormai senza ritorno, e con esso il destino del paese.

Obama e la finanza

di Mario Seminerio – © LiberoMercato

Nei giorni scorsi il team di Barack Obama ha preannunciato di voler procedere speditamente alla riforma del sistema regolatorio della finanza statunitense, stringendone le maglie. Poiché l’attuale amministrazione porta con sé un livello di aspettative fortemente sovradimensionate, questa semplice enunciazione ha già suscitato le critiche di quanti accusano Obama di non mantenere le promesse di cambiamento radicale, e di volersi invece muovere al margine di un contesto già fallito. Senza voler fare il processo alle intenzioni, e nella sostanziale assenza di atti concreti, è comunque opportuno tentare di analizzare le linee-guida della riforma della regolazione.

Su lavoce.info Enrico D’Elia analizza le ragioni del differenziale inflazionistico formatosi tra l’Italia ed Eurolandia, che avevamo segnalato tempo addietro. Secondo D’Elia esiste una sostanziale vischiosità al ribasso dei prezzi italiani rispetto alla media dell’Eurozona:

Se si guarda al differenziale di inflazione tra l’Italia e la zona euro, si osserva un restringimento sistematico nelle fasi di forti rincari e un successivo allargamento in quelle di riassorbimento delle tensioni.