Il 12 agosto l’Istat ha reso noto il dato sulla variazione dell’indice dei prezzi al consumo nel mese di luglio. L’incremento registrato, riferito all’indice nazionale per l’intera collettività, comprensivo dei tabacchi, è stato pari allo 0.4 per cento mensile, mentre su base tendenziale annua (cioè rispetto allo stesso mese dello scorso anno) il costo della vita è aumentato del 2.1 per cento. Questo dato è stato reso noto all’indomani della pubblicazione, sempre da parte dell’Istat, di quello sulla variazione del prodotto interno lordo nel secondo trimestre, che ha visto un incremento dello 0.7 per cento sul trimestre precedente. Non commentiamo il dato sul pil, nel senso che non intendiamo unirci al coro di trionfalismi provenienti dalle fila della maggioranza. Le statistiche macroeconomiche dovrebbero essere sottratte per legge ai commenti politici, tali e tante sono le scemenze che si possono leggere ed ascoltare al riguardo. Questo rimbalzo è frutto della ripresa manifatturiera continentale, legata principalmente al precedente deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro, null’altro. Sul piano metodologico, poi, pur considerando che il dato è ottenuto attraverso destagionalizzazione e correzione per il numero di giorni lavorati nel trimestre, non si può mai escludere a priori una qualche distorsione indotta proprio dal trattamento delle informazioni. Attendiamo il dato definitivo del 9 settembre. Ma ci corre l’obbligo di segnalare l’ennesima impresa de l’Unità.

Chi di noi non vorrebbe avere un angelo custode? Una sorta di entità superiore, che possa guidarci nei nostri atti quotidiani, consigliarci ed impedirci di compiere sciocchezze di varia natura? Sfortunatamente, non tutti possono avere una simile guida al proprio fianco. Altri, più fortunati, dispongono di questo “benefit”. E’ il caso di Giovanni Consorte, presidente di quella Unipol che si accinge ad acquisire il controllo di Banca Nazionale del Lavoro, dopo aver messo in cantiere un aumento di capitale da far tremare le vene ai polsi di entità ben più robuste della pur solida cooperativa bolognese. Ma tant’è, anche a distanza di molti anni il fascino della bancassurance è sempre forte, malgrado risultati non propriamente eclatanti, perlomeno in Italia. E poi, quando il Partito chiama, i piani industriali sgorgano come ruscelli di montagna, rinfrescanti ed incontaminati. L’angelo custode di Consorte è niente meno che un magistrato, di quelli che scioperano contro il governo accusandolo, con la sua riforma della giustizia, di attentare all’indipendenza dell’ordine giudiziario.

Ricordate quel brano cantato (si fa per dire…) da Claudia Mori, parecchi anni fa? Era, molto banalmente, una storia di corna. C’era una lei che telefonava ad un lui, sfortunatamente impegnato ed impossibilitato, in quel momento, ad esternare appieno i propri sentimenti. Il poveretto era costretto a fingere, con tono assolutamente asettico, che all’altro capo del filo vi fosse un non meglio specificato “dottore”.
Questa canzone ci è tornata in mente rileggendo le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche tra Gian Piero Fiorani, amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, ed il suo arcigno controllore, il governatore della Banca d’Italia.

Sul sito web di Yahoo China si può leggere che agli utenti è fatto divieto di postare contenuti che “divulgano segreti di stato, sovvertono l’ordinamento di governo o minano l’unità nazionale”. Malgrado simili amenità, Yahoo ha investito, un paio d’anni fa, 120 milioni di dollari per acquisire un motore di ricerca cinese. Lo scorso anno la società di Sunnyvale ha avviato un sito di aste online, un mercato che in Cina genera 1,1 miliardi di dollari l’anno, e che quest’anno è atteso crescere del 30 per cento. Le restrizioni sui contenuti non hanno disincentivato le aziende americane dall’investire nel mercato cinese della tecnologia.

La Cina conta attualmente 94 milioni di navigatori internet, agevolati dall’ampia disponibilità di linee telefoniche: tra fisso e mobile se ne contano 667 milioni, una ogni 1.9 abitanti. Per poter accedere al promettente mercato cinese, compagnie quali Microsoft Networks, sussidiaria dell’azienda di Redmond, sono disposte a conformarsi alla legislazione sulla censura. Ad esempio, MSN ha costituito in maggio una joint venture con la società statale Shanghai Alliance Investment, per dar vita al portale MSN China, che fornisce anche servizi di blog. Quando un utente digita, nel titolo di un post, le parole cinesi che equivalgono a “libertà” o “democrazia”, ottiene un messaggio d’errore che recita: “Dovete inserire un titolo per il vostro contenuto. Il titolo non deve contenere linguaggio proibito. Si prega di digitare un titolo differente.”

La settimana appena trascorsa ha visto la pubblicazione di dati macroeconomici che confermano il rinnovato vigore della crescita statunitense, agevolata dal probabile completamento di un mini-ciclo delle scorte, e dalla ripresa dell’attività d’investimento, dopo la pausa indotta soprattutto da anticipazioni per finalità fiscali, che hanno condizionato il primo semestre dell’anno. Anche il settore automobilistico sembra essere riuscito a ridimensionare il proprio eccesso di scorte, anche grazie ad una politica di sconti sempre più aggressiva, che si riverbera favorevolmente sugli indici dei prezzi, alla produzione ed al consumo, e stimola, unitamente allo sviluppo di occupazione e reddito fin qui generati, la domanda di consumi delle famiglie.

Appena un giorno dopo che la leader dell’opposizione tedesca, e candidato alla Cancelleria, Angela Merkel, ha reso pubblica la propria piattaforma elettorale in vista delle elezioni anticipate, il probabile partner di coalizione della CDU-CSU ha avviato la propria campagna elettorale criticando aspramente uno dei capisaldi del programma: l’aumento delle imposte indirette. Il leader della FDP, Guido Westerwelle, ha dichiarato oggi alla Neue Presse di Hannover che una simile manovra si tradurrebbe in un onere aggiuntivo per i cittadini tedeschi. I sondaggi indicano che la CDU della Merkel, ed i suoi tradizionali alleati, i Cristiano-Sociali bavaresi, pur in vantaggio di una quindicina di punti percentuali sull’attuale coalizione rossoverde al governo, avranno con tutta probabilità bisogno di allearsi con i liberali per poter governare.
Merkel vorrebbe utilizzare le maggiori risorse fiscali ottenute portando l’aliquota Iva dal 16 al 18 per cento per ridurre gli oneri sociali, come l’assicurazione sulla disoccupazione, che gravano sul costo del lavoro, un problema presente anche in Germania, pur se non nella drammaticità che caratterizza invece il caso italiano.

Negli Stati Uniti, l’aumento di un quarto di punto del tasso sui Fed Funds (ora al 3.25 per cento), e la fraseologia utilizzata dalla Federal Reserve nel proprio statement sembrano suggerire che la banca centrale statunitense sia divenuta più ottimista circa l’espansione in atto. Come recita il comunicato finale, malgrado pressioni inflazionistiche potenziali che restano elevate, l’espansione “resta salda”, e le condizioni del mercato del lavoro continuano a migliorare gradualmente, pur in presenza di crescenti prezzi dell’energia. E’ inoltre reiterato che la restrizione monetaria potrà proseguire a “passo misurato”, e che la politica monetaria si mantiene “accommodative“, in presenza di aspettative inflazionistiche di lungo periodo che restano contenute. Il mercato ha mostrato di confermare la fiducia nella capacità della Fed di mantenere sotto controllo le spinte inflazionistiche, come dimostra la reazione successiva alla pubblicazione del comunicato, che del resto s’inscrive in un movimento di più lungo periodo caratterizzato da contemporaneo appiattimento della curva e discesa dei rendimenti nominali sulla parte lunga della stessa.