A metà settembre il governo italiano dovrà fornire risposte al Commissario Ue alla concorrenza, McCreevy, in merito a due procedure di messa in mora con le quali l’Unione Europea sta meritoriamente tentando di assestare una picconata al sistema dei tariffari minimi obbligatori di avvocati, architetti ed ingegneri italiani, nell’inane sforzo di aumentare il grado di concorrenza nel mercato dei professionisti di questo disgraziato paese.
Secondo McCreevy, la normativa italiana in materia sarebbe in violazione dell’articolo 49 dei trattati Ue, che tutela la libera prestazione dei servizi in Europa. Nel caso di ingegneri ed architetti si ipotizza anche la violazione dell’articolo 43, che tutela la libertà di stabilimento.
Nel caso degli avvocati, Mc Creevy osserva che i tariffari italiani sulle attività stragiudiziali (previsti dalla legge 794/ 1942 e dalla 31/ 1982) costituiscono “un ostacolo alla libera prestazione di servizi rispetto sia al destinatario del servizio (il cliente) che al prestatore (l’avvocato)”.

Ospitiamo con piacere un intervento dell’amico M N sul tema delle rendite finanziarie, e sulla faciloneria con cui molti “esperti” discettano di esse. M N è economista di formazione, imprenditore per professione, consulente finanziario indipendente per hobby 🙂

    Tutto lo straparlare di tassazione delle “inaudite” rendite finanziarie non permette alla semplice ragione di emergere e di razionalizzare qualcosa di intrinsecamente semplice.
    Il sistema fiscale italiano, ma più in generale i sistemi fiscali mondiali, hanno una vistosa tendenza a tassare il capitale di rischio (l’investimento azionario) a tutto vantaggio del capitale di debito (il prestito bancario/obbligazionario). Infatti, per ogni euro di reddito prodotto dal capitale investito dalle aziende, il primo subisce decurtazioni barbare, mentre il secondo viene invece addirittura detassato, perché gli interessi passivi abbattono l’utile.

Il 12 agosto l’Istat ha reso noto il dato sulla variazione dell’indice dei prezzi al consumo nel mese di luglio. L’incremento registrato, riferito all’indice nazionale per l’intera collettività, comprensivo dei tabacchi, è stato pari allo 0.4 per cento mensile, mentre su base tendenziale annua (cioè rispetto allo stesso mese dello scorso anno) il costo della vita è aumentato del 2.1 per cento. Questo dato è stato reso noto all’indomani della pubblicazione, sempre da parte dell’Istat, di quello sulla variazione del prodotto interno lordo nel secondo trimestre, che ha visto un incremento dello 0.7 per cento sul trimestre precedente. Non commentiamo il dato sul pil, nel senso che non intendiamo unirci al coro di trionfalismi provenienti dalle fila della maggioranza. Le statistiche macroeconomiche dovrebbero essere sottratte per legge ai commenti politici, tali e tante sono le scemenze che si possono leggere ed ascoltare al riguardo. Questo rimbalzo è frutto della ripresa manifatturiera continentale, legata principalmente al precedente deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro, null’altro. Sul piano metodologico, poi, pur considerando che il dato è ottenuto attraverso destagionalizzazione e correzione per il numero di giorni lavorati nel trimestre, non si può mai escludere a priori una qualche distorsione indotta proprio dal trattamento delle informazioni. Attendiamo il dato definitivo del 9 settembre. Ma ci corre l’obbligo di segnalare l’ennesima impresa de l’Unità.

Chi di noi non vorrebbe avere un angelo custode? Una sorta di entità superiore, che possa guidarci nei nostri atti quotidiani, consigliarci ed impedirci di compiere sciocchezze di varia natura? Sfortunatamente, non tutti possono avere una simile guida al proprio fianco. Altri, più fortunati, dispongono di questo “benefit”. E’ il caso di Giovanni Consorte, presidente di quella Unipol che si accinge ad acquisire il controllo di Banca Nazionale del Lavoro, dopo aver messo in cantiere un aumento di capitale da far tremare le vene ai polsi di entità ben più robuste della pur solida cooperativa bolognese. Ma tant’è, anche a distanza di molti anni il fascino della bancassurance è sempre forte, malgrado risultati non propriamente eclatanti, perlomeno in Italia. E poi, quando il Partito chiama, i piani industriali sgorgano come ruscelli di montagna, rinfrescanti ed incontaminati. L’angelo custode di Consorte è niente meno che un magistrato, di quelli che scioperano contro il governo accusandolo, con la sua riforma della giustizia, di attentare all’indipendenza dell’ordine giudiziario.

Ricordate quel brano cantato (si fa per dire…) da Claudia Mori, parecchi anni fa? Era, molto banalmente, una storia di corna. C’era una lei che telefonava ad un lui, sfortunatamente impegnato ed impossibilitato, in quel momento, ad esternare appieno i propri sentimenti. Il poveretto era costretto a fingere, con tono assolutamente asettico, che all’altro capo del filo vi fosse un non meglio specificato “dottore”.
Questa canzone ci è tornata in mente rileggendo le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche tra Gian Piero Fiorani, amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, ed il suo arcigno controllore, il governatore della Banca d’Italia.

Sul sito web di Yahoo China si può leggere che agli utenti è fatto divieto di postare contenuti che “divulgano segreti di stato, sovvertono l’ordinamento di governo o minano l’unità nazionale”. Malgrado simili amenità, Yahoo ha investito, un paio d’anni fa, 120 milioni di dollari per acquisire un motore di ricerca cinese. Lo scorso anno la società di Sunnyvale ha avviato un sito di aste online, un mercato che in Cina genera 1,1 miliardi di dollari l’anno, e che quest’anno è atteso crescere del 30 per cento. Le restrizioni sui contenuti non hanno disincentivato le aziende americane dall’investire nel mercato cinese della tecnologia.

La Cina conta attualmente 94 milioni di navigatori internet, agevolati dall’ampia disponibilità di linee telefoniche: tra fisso e mobile se ne contano 667 milioni, una ogni 1.9 abitanti. Per poter accedere al promettente mercato cinese, compagnie quali Microsoft Networks, sussidiaria dell’azienda di Redmond, sono disposte a conformarsi alla legislazione sulla censura. Ad esempio, MSN ha costituito in maggio una joint venture con la società statale Shanghai Alliance Investment, per dar vita al portale MSN China, che fornisce anche servizi di blog. Quando un utente digita, nel titolo di un post, le parole cinesi che equivalgono a “libertà” o “democrazia”, ottiene un messaggio d’errore che recita: “Dovete inserire un titolo per il vostro contenuto. Il titolo non deve contenere linguaggio proibito. Si prega di digitare un titolo differente.”

La settimana appena trascorsa ha visto la pubblicazione di dati macroeconomici che confermano il rinnovato vigore della crescita statunitense, agevolata dal probabile completamento di un mini-ciclo delle scorte, e dalla ripresa dell’attività d’investimento, dopo la pausa indotta soprattutto da anticipazioni per finalità fiscali, che hanno condizionato il primo semestre dell’anno. Anche il settore automobilistico sembra essere riuscito a ridimensionare il proprio eccesso di scorte, anche grazie ad una politica di sconti sempre più aggressiva, che si riverbera favorevolmente sugli indici dei prezzi, alla produzione ed al consumo, e stimola, unitamente allo sviluppo di occupazione e reddito fin qui generati, la domanda di consumi delle famiglie.