di Mario Seminerio – © LiberoMercato

L’Amministrazione Bush ha formalmente proposto al Congresso quello che potrebbe diventare il maggiore salvataggio finanziario della storia degli Stati Uniti, con una sintetica richiesta (contenuta in poco meno di tre pagine) di autorizzazione per il Tesoro ad acquistare fino a 700 miliardi di dollari di attivi collateralizzati, non solo da mutui. Per dare un’idea dell’ordine di grandezza dell’intervento basti pensare che 700 miliardi di dollari è l’importo finora speso in costi diretti per la guerra in Iraq, ed eccede la dotazione finanziaria annua del Pentagono. Il piano dà mani libere al Tesoro sull’operatività del fondo, con il solo obbligo di mantenersi in ogni momento entro il limite di spesa di 700 miliardi (quindi al netto delle rivendite di titoli), e di informare ogni sei mesi il Congresso su tale operatività. Ora inizia un negoziato che non si preannuncia facile perché i Democratici, che controllano il Congresso, hanno già chiesto di trasformare il provvedimento in una sorta di pacchetto-omnibus, inserendovi anche misure a sostegno delle famiglie che rischiano di perdere la propria abitazione e misure a sostegno dei disoccupati. Restano soprattutto interrogativi a cui occorrerà dare una risposta, ad esempio in termini di procedura di acquisto delle cartolarizzazioni. Mai come in questa circostanza il diavolo si nasconde nei particolari.

Il governo svedese ha annunciato tagli alle imposte sui redditi per 15 miliardi di corone (circa 1,5 miliardi di euro), che rappresentano poco più del 2 per cento del pil, con l’obiettivo di stimolare il mercato del lavoro. La proposta, che sarà presentata al parlamento il 22 settembre come parte della legge di bilancio del 2009, rappresenta il terzo modulo di un programma di tagli d’imposta introdotti nel gennaio 2007 per stimolare l’occupazione. Con l’approvazione di questo modulo, circa il 97 per cento dei lavoratori a tempo pieno otterranno riduzioni d’imposta di oltre 1000 corone al mese, rispetto al 2006.