Un’infografica particolarmente eloquente: il valore degli investimenti in attivi irlandesi effettuati da banche europee. Le banche belghe hanno investimenti irlandesi in misura pari all’11,5 per cento del Pil di Bruxelles, quelle britanniche per quasi il 10 per cento del Pil (per effetto della vicinanza geografica e culturale tra i due paesi), ma anche le banche tedesche non scherzano, possedendo asset irlandesi in misura pari a poco più del 4 per cento del Pil della Germania.

Dal 29 ottobre a questa mattina alle 10.30, il differenziale di rendimento sul titolo governativo decennale tra Italia e Germania è passato da 142 a 174 punti-base (un allargamento di circa il 20%), quello spagnolo da 169 a 215 (più 27%), quello portoghese da 343 a 482 (più 40%), quello irlandese da 440 a 638 (più 45%). Quello francese da 39 a 47 punti-base. E’ pochissimo, ma è pur sempre un allargamento del 20%, giusto? Riguardo le correlazioni, quella tra Italia-Germania e Spagna-Germania, nello stesso periodo, è passata da 0,69 a 0,61. Quella tra Italia-Germania e Irlanda-Germania da 0,48 a 0,46.  Come si leggono tutti questi dati?

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi, a seguito delle pressioni franco-tedesche, i ventisette membri dell’Unione europea hanno accettato di emendare il Trattato di Lisbona per rendere permanente il Fondo Europeo di Stabilizzazione Finanziaria (che oggi ha scadenza al 2013), e di prevedere una “procedura ordinata” di ristrutturazione del debito pubblico degli stati della zona Euro. E proprio queste decisioni rischiano di innescare un fenomeno tellurico entro l’Eurozona, di cui anche il nostro paese potrebbe fare le spese.

Per quale motivo un risparmiatore dovrebbe tenere i propri fondi in un banca irlandese, quando è possibile avere un conto denominato in euro in una banca tedesca o inglese? E’ quanto si chiede Tyler Cowen sul suo blog, giungendo alla conclusione che, se l’indebitata costruzione europea dovesse collassare, i cittadini dei singoli stati membri si ritroverebbero con in mano un euro che non sarebbe più un “vero” euro.