Francesco Boccia, presidente Pd della commissione Bilancio di Montecitorio, chiede che il piano di privatizzazioni che il governo si accinge a varare sia accompagnato dalla modifica della tassa sulle transazioni finanziarie.

«Se vogliamo attrarre capitali dall’estero ed investitori per le nostre aziende, non possiamo imporre a chi compra un’azione italiana una tassa di 0,10% (Tobin Tax) oltre alle commissioni medie di trading (0,05%) ovvero oltre lo 0,15% soprattutto perché comprare un’azione in Germania, Spagna, Grecia, Olanda costa all’incirca lo 0,05%, tre volte meno che nel nostro paese. È una differenza insostenibile», scrive Boccia in una nota (Reuters, 24 gennaio 2014)

Ah, però.

“Dobbiamo fare come Correa (il presidente dell’Ecuador, ndr) che ha detto ‘il debito che abbiamo contratto non lo paghiamo perché è immorale'”. Così scolpì il comico in servizio permanente effettivo Beppe Grillo alla Stampa Estera a Roma sul Fiscal Compact.
“Il Brasile gli ha detto non ti lascio solo, lo stesso hanno fatto Venezuela, Argentina, Bolivia. Si sono aiutati! E ora Correa scrive un articolo nel quale spiega che l’Ue è nella situazione in cui erano i Paesi sudamericani”. Come spesso gli capita, Grillo parla di argomenti che non padroneggia.

Parole e musica di François Hollande, l’uomo che si fece trovare ad un tornante della storia al momento sbagliato, scoprendo di essere contromano su una strada di montagna a fari spenti nella notte.

Chi sono, dove sono, quando sono assente di me? (cit.)

«Non sono stato conquistato dal liberismo [liberalisme in originale ma il senso è quello, ndPh.], è esattamente il contrario perché è lo Stato a prendere l’iniziativa e fare in modo che possiamo rinforzare il nostro patto produttivo»

Quando un paese ha smarrito la rotta, forse irrimediabilmente, e si trova percosso quotidianamente da eventi che sono la giusta punizione per essersi cullati in una sorta di pensiero magico ed aver liquidato le dissonanze cognitive come un complotto dei poteri forti (meglio se di oltre confine), capita che sulla scena arrivino personaggi che sono solidamente inconsistenti, biascicano filastrocche ruminate per anni e sono completamente clueless su quello che servirebbe fare per trarsi d’impaccio.

«A una certa età una sfida nuova è molto stimolante e fa sentire giovani. È forse anche per questo che non soffro e credo non soffrirò all’idea di rinunciare alla politica…» «È un anno che non lavoro per il partito» assicura Chiamparino, le cui uscite pubbliche «sono quasi tutte di carattere culturale». «Sto studiando, sto leggendo, mi sto preparando per la nuova avventura e sono perfettamente consapevole dell’incompatibilità con la politica. Ma, appunto, non è detto che questo mi dispiaccia» (Sergio Chiamparino, 10 marzo 2012)

«Se nei prossimi mesi si andrà al voto anticipato per la Regione Piemonte vi sarà la mia disponibilità a una eventuale candidatura alla Presidenza della medesima che, naturalmente, non dipenderà solo da me. Lo farò con lo stesso spirito di servizio col quale ho fatto il sindaco della nostra città e oggi faccio il Presidente della Compagnia di San Paolo. Istituzione che, come ripetuto più volte, eviterò di coinvolgere, direttamente o indirettamente, nelle vicende politiche della nostra Regione». Così l’ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, dopo la sentenza del Tar che ha annullato le regionali 2010 del Piemonte (Ansa, 10 gennaio 2014)