Possiamo, per una volta, essere d’accordo con Marco Follini? “E’ stata una bella manifestazione. E’ stata una manifestazione intensa e composta. Questa manifestazione ha messo insieme due cose: un sentimento umano votato alla liberazione di Giuliana Sgrena e un sentimento politico votato a chiedere una diversa posizione del nostro paese sull’Iraq. Condivido fino in fondo il sentimento umano, ho una diversa opinione politica. Non esserci è la conseguenza di questa diversa opinione”. Abbiamo seguito la diretta della manifestazione su Rai News 24, emittente satellitare ora presente anche sul digitale terrestre. Doveva essere la Cnn italiana (definizione fin troppo abusata e talvolta assolutamente offensiva nei confronti dell’emittente di Atlanta, come nel caso della definizione di “Cnn del Golfo” data ad Al-Jazeera), è invece un canale dall’orientamento ideologico ancora più distorcente ed unidirezionale del Tg3. Abbiamo sentito molte testimonianze, alcune condivisibili per la caratterizzazione umanitaria della richiesta di liberazione per Giuliana Sgrena (e come potrebbe essere altrimenti?), altre imbevute di disarmante ideologismo.

L’Ecofin ha approvato il programma di stabilità presentato dall’Italia.

Possiamo attenderci che questa notizia passerà prevalentemente sotto silenzio da parte di quella larga parte dei media italiani che sono convinti che questo paese abbia come responsabili di politica economica dei giocatori d’azzardo e pure un po’ bari. La grancassa ed il rigorismo vagamente autolesionistico scatenati sui conti pubblici italiani dalla sinistra e dai suoi “giornali di riferimento” sono piuttosto sconcertanti, se solo si cerca di analizzare e capire il perché delle attuali difficoltà dei conti pubblici italiani, e non solo.

L’economia italiana, dopo l’introduzione della moneta unica europea, è entrata in una crisi strutturale causata da produzioni industriali a generalmente basso valore aggiunto, eliminazione dell’abituale leva strategica delle svalutazioni del cambio, tessuto produttivo prevalentemente costituito da imprese piccole e molto piccole, per ciò stesso strutturalmente inadatte ad investire in ricerca. La moneta unica ha drammaticamente messo a nudo la fallacia dell’ovvietà culturale secondo la quale la “genialità imprenditoriale” italiana, oltre ad alcune peculiarità, quali il lusso, il turismo e la trasformazione agroalimentare, sarebbero state più che sufficienti a consentire al nostro paese un posizionamento strategico vincente.

Romano Prodi, in visita a Jacques Chirac, scolpisce: “Sull’atteggiamento post-elettorale la posizione è chiara : non un soldato, non una divisa, né di Francia, Germania e Spagna, né della Nato in Iraq».

Il messaggio del professore è quindi chiaro: l’Unione lavorerà per riportare l’Italia al centro del processo decisionale europeo che lui, chissà perché, tende ad identificare con Germania, Spagna e Francia, non con il Regno Unito di Blair che siede nell’Internazionale socialista ma è un nemico per i Bertinotti, Diliberto, Pecoraro Scanio che infestano la coalizione di sinistra-sinistra, con complemento d’arredo di qualche neo-doroteo alla Rutelli, e di qualche integralista di estrema sinistra catto-sociale alla Rosy Bindi.

UNIONE:FASSINO, RESPONSABILE CHIEDERE ANCHE VOTI OPPOSIZIONE

(ANSA) – ROMA, 11 FEB – Piero Fassino rinnova, alla trasmissione ‘Conferenza Stampa’, il concetto che il centrosinistra, se tornerà al governo, farà in modo di attuare il suo programma anche se dovesse, su alcuni temi specifici, mancare il consenso di tutta la maggioranza.
”Quando una maggioranza si trova di fronte al fatto che una sua parte non condivide una certa scelta, sia in politica estera o in altro – spiega Fassino – quella maggioranza ha due possibilità: la prima di non fare niente e dire ‘mi fermo’; e l’altra e’ di non sottrarsi alla propria responsabilità di governo. In questo caso si presenta in Parlamento, anche se non tutta la maggioranza e’ d’accordo e li cercherà i voti”.
”Questo – sottolinea il segretario dei Ds – vuol dire dare garanzia che non ci sottrarremo alle nostre responsabilità e se la nostra posizione e’ giusta può ottenere, nell’interesse del paese, i voti dell’opposizione”. (ANSA).

Giorgio Bocca
O della triste parabola discendente di una delle firme più prestigiose dello scorso secolo.

Resistere, resistere, resistere – “I veri resistenti in Iraq sono quelli che resistono (Monsieur De Lapalisse, ndr.) , caro Fassino, non quelli che la pensano come noi, i ricchi della Terra che, gira e rigira, la pensiamo come gli americani. Dire che i veri resistenti iracheni sono quelli che sono andati a votare significa che a nostro parere i resistenti armati, quelli che guidano le autobombe, che attaccano la polizia collaborazionista non lo sono, sono delle presenze demoniache indegne del nome di resistenti.” L’Espresso, 25 febbraio 2005

Eh si, gira e rigira la pensiamo sempre come gli americani…Otto milioni di collaborazionisti il 30 gennaio sono andati a votare…

Parlando sul tema dell’odiosa prescrizione per gli autori della strage di Primavalle, Luciano Violante spreca l’ennesima opportunità per affrontare in modo responsabile il tema della giustizia in Italia.

Dopo aver invitato a “ricordare tutte le vittime di quegli anni, di destra e di sinistra” (ma è sempre stata la sinistra a negare anche la dignità della morte al “nemico”…), Violante si lancia in un’ardita opera di decontestualizzazione degli eventi dall’epoca in cui accaddero, e tenta di ascrivere i folli esiti di alcune sentenze della magistratura al più generale malfunzionamento della giustizia:

“La prescrizione? E’ una notizia che provoca sconcerto e indignazione, perché una strage di quel genere meritava una sollecitazione ben maggiore affinché i responsabili scontassero le condanne.