Sarà che le acque stagnanti e reflue della politica italiana non favoriscono analisi ed approfondimenti, sarà che il nuovo slogan della manomorta partitica sull’economia si chiama “tutela dell’interesse nazionale“, sta di fatto che oggi ci è toccato di leggere uno stiracchiato proclama di Alleanza Nazionale a favore dell'”italianità” di Alitalia, che recita stancamente:

“Ci auguriamo che la posizione univoca del centrodestra in merito alla vicenda Alitalia faccia riflettere il Governo su una scelta che più passano i giorni e più penalizza l’interesse nazionale”. Lo affermano il portavoce di An, Andrea Ronchi, e il capogruppo dei deputati di An, Ignazio La Russa, a proposito della vicenda Alitalia. “Il centrodestra – aggiungono – valuterà nelle prossime ore ulteriori iniziative tese a dimostrare l’importanza che il vettore resti italiano”

L’Italia spende attualmente fino a un milione di euro alla settimana, 200mila euro al giorno, per smaltire la parte dei rifiuti campani inviata in Germania. E’ quanto emerge da un articolo pubblicato oggi dal settimanale tedesco Der Spiegel nella sua edizione online. Il settimanale cita un manager della società Ecolog (Gruppo Ferrovie dello Stato), che ha parlato a condizione di mantenere l’anonimato, e scrive che attualmente partono dall’Italia alla volta della Germania due treni al giorno pieni di rifiuti campani.

Abbiamo (quasi) tutti letto, nei giorni scorsi, della non-intervista di Alessandro Gilioli (l’Espresso) a Beppe Grillo, in relazione alla preparazione del V2-Day, il prossimo 25 aprile, contro la “casta dei giornalisti”. Ora, come la pensiamo qui su Grillo dovrebbe essere noto. Fa strategie di comunicazione mirate ad un target culturalmente medio-basso, cioè populismo, neo-qualunquismo e cospirazionismo all’amatriciana. Fa tenerezza vedere i politici affannarsi dietro alle sue intemerate, lisciargli il pelo e tentare di ridurre i danni mentre i più “riflessivi” tra i suoi adepti si fanno intervistare esibendosi nella scimmiottatura di Flores D’Arcais e dichiarando, con involontario umorismo, “noi siamo cittadini pensanti”.