di Mario Seminerio – © LiberoMercato

Oggi Eurostat, l’istituto di statistica dell’Unione Europea, ha comunicato la stima flash (cioè preliminare) dell’indice dei prezzi al consumo armonizzati per il mese di novembre. La variazione tendenziale (cioè rispetto al mese di novembre 2006) è pari al 3 per cento. Giova ricordare che l’indice euro-armonizzato di un paese può differire, nello stesso mese, rispetto a quello calcolato con metodologia nazionale, pur essendo entrambi calcolati dagli uffici statistici nazionali. L’Italia, secondo l’elaborazione Istat, in novembre ha un indice tendenziale nazionale del 2,4 per cento, ottenuto attraverso un aumento mensile (novembre 2007 su ottobre 2007) dello 0,4 per cento. Capita poi che il ministro dello Sviluppo Economico, Bersani, se ne esca con questo commento che è un ibrido tra il bar dello sport e i trionfalismi dei partiti politici dopo le elezioni, sempre vincenti. Sostiene Bersani:

Non nasconde la preoccupazione neanche il ministro Pier Luigi Bersani, che però trova il modo di consolarsi: l’Italia si conferma «più virtuosa dei suoi partner europei» e questo grazie alle «liberalizzazioni già attuate che hanno fatto da scudo alle tensioni internazionali sui prezzi delle materie prime (cereali e prodotti petroliferi) dovute anche a comportamenti speculativi», è il commento del ministro per lo Sviluppo Economico.

Bene. A beneficio di Bersani e dei lettori forniamo alcuni “dettagli” interpretativi del dato.

Sono 21 milioni le famiglie italiane che trarranno vantaggi dalla manovra finanziaria del governo per il 2008, circa l’85 per cento del totale, con un beneficio medio di 177 euro annui. Lo afferma l’Isae nel suo Rapporto su politiche pubbliche e redistribuzione. Saranno invece nulli, sempre secondo le proiezioni contenute nel Rapporto Isae, gli effetti per il 13,8 per cento dei nuclei: meno del 2 per cento è svantaggiato, a causa principalmente dell’aumento dei contributi sociali sui lavoratori parasubordinati che, come noto, appartengono alla fascia reddituale più agiata del paese ed è giusto che contribuiscano al celebre “risarcimento sociale” di cui la maggioranza favoleggia da sempre.

“Ieri sera ad Arcore si è parlato di un sistema elettorale con uno sbarramento attorno al 4%”, tale cioè da consentire alla Lega l’accesso. Lo ha affermato Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, ai microfoni di Repubblica Radio-Tv, parlando dell’incontro fra il Cavaliere e il leader del Carroccio Umberto Bossi. ”Le asticelle – ha però aggiunto il parlamentare azzurro – in questo gioco vengono sempre abbassate, non alzate” e dunque il 4% potrebbe anche ”cambiare”. Beh, si certo, l’asticella potrebbe cambiare. Magari, quando si parlerà con Clemente Mastella o Oliviero Diliberto o Alfonso Pecoraro Scanio si deciderà che l'”asticella” va posta all’1,5 per cento. E Gianfranco Rotondi, dove lo vogliamo mettere? Portiamo l’asticella allo 0,5 per cento, così magari anche ad Alessandra Mussolini riesce il ventrale o il fosbury.