Nasce ufficialmente La Destra, il partito dello statalismo nero (o almeno grigiastro), originato dalla fuoriuscita di Francesco Storace da An. Nasce un altro partito destinato ad aumentare l’eterogeneità e la degenerazione spartitocratica di due coalizioni che tali non sono più da tempo. Nasce per effetto di un “disegno dei meccanismi” di una legge elettorale che doveva, diabolicamente, fare esplodere tutte le contraddizioni di una coalizione unita solo dal comune odio antiberlusconiano, e che per contrappasso ha finito con l’infettare anche il centrodestra di quello stesso frazionismo, figlio illegittimo di ideologie polarizzanti ma figlio naturale di una casta che punta solo ad autoriprodursi.

E così, mentre si attende che la Torre di Pisa del governo Prodi cada, evento che a nostro avviso potrà essere determinato solo dall’economia, anche nel campo del centrodestra è iniziata la moltiplicazione di pani, pesci e sigle partitiche. E che accadrebbe se si tornasse a votare con il porcellum? Che si ripeterebbero gli estenuanti negoziati tra soggetti della stessa coalizione, senza alcuna variazione sul tema, a meno di una vittoria talmente schiacciante del primo partito della coalizione, tale da annientare il pernicioso virus del mastellismo, da sempre tabe bipartisan del sistema politico italiano. Evento, questo del 51 per cento a Forza Italia, eufemisticamente improbabile. Pensate che tasso di liberalismo e liberismo riuscirebbe ad esprimere una coalizione infarcita di fratellini di Follini e di specialisti di spesa sanitaria pubblica. Sostituiremmo ad Epifani la Polverini, e tutto finirebbe lì. Ma Berlusconi, che è geneticamente ottimista, è convinto di riuscire a trovare la sintesi. Per ora, si limita a far vibrare il suo cuore per un partito che di liberale non pare aver moltissimo. I bookmakers, invece, quoterebbero molto bassa la puntata sulla riproposizione dello stesso teatrino, stanti le premesse di reiterazione della solita liturgia dell’opposizione italiana, con qualsiasi opposizione.

Confermare anche per il prossimo anno un extragettito fiscale netto da 10 miliardi di euro ”non è un gioco”. Lo ha detto il vice ministro all’Economia Vincenzo Visco parlando a un convegno delle Dogane.

”Non sono tranquillo – ha sottolineato Visco – sul fatto che ogni anno sia possibile incassare un gettito extra netto di 10 miliardi di euro, come è avvenuto negli ultimi due anni. Spero di farlo anche di 20 miliardi – ha aggiunto spiegando la sua situazione – ma non è un gioco. Se si parte da livelli dove è facile recuperare si ottiene molto. Via via diventa più faticoso e mantenere gli incrementi è difficile”

Dura la vita.

“Per principio, da sempre, sono felice per le assoluzioni e dispiaciuto per le condanne. Uguali sentimenti pre-politici e irrazionali affiorano sempre, e per qualunque imputato. Quindi anche ieri per Silvio Berlusconi e oggi per Marcello Dell’Utri. Passando dal sentimento alla ragione, però, le cose cambiano, e non poco.

Confesso di non riuscire ad appassionarmi a questo derby in cui entrambe le squadre mi sembrano poco meritevoli di supporto.

In nessun paese occidentale del mondo, infatti, avremmo a che fare con inquisitori così, che nulla hanno fatto e nulla fanno per celare un connotato apertamente politico della loro opera; e in nessun paese al mondo avremmo una opposizione desiderosa di liberarsi dei suoi avversari attraverso scorciatoie giudiziarie.

La ormai abortita riforma dell’ordinamento giudiziario, elaborata nella precedente legislatura dal guardasigilli Roberto Castelli prevedeva, tra le altre cose, un “colloquio di idoneità psico-attitudinale“, per valutare l’aspirante toga anche da un punto di vista psicologico. La controriforma Mastella, scritta sotto dettatura dell’Anm, ha provveduto a eliminare tale test. Pensate a come potrebbe commentare il tradizionale marziano appena atterrato in Italia, dopo aver parcheggiato l’astronave in seconda fila ed aver letto delle vicende del gip Clementina Forleo.

Sono 510 milioni i rapporti finanziari pervenuti all’archivio dei conti, il nuovo strumento per i controlli fiscali operativo da fine ottobre. ”Con l’archivio l’attività di controllo diventa più razionale e può contare sui vantaggi che offre l’informatica”, ha detto Massimo Romano, l’entusiastico direttore dell’Agenzia delle Entrate, nel corso di un’audizione davanti alla Commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria.

”Contrariamente a quanto si pensa – ha spiegato ancora Romano – le garanzie per i contribuenti vengono aumentate. Infatti, in precedenza, ogni qualvolta si procedeva a verifiche sui flussi finanziari l’amministrazione era costretta ad inviare comunicazioni per appurare l’esistenza di eventuali conti del contribuente sottoposto a controllo a tutte le banche e intermediari finanziari, informando di fatto tali soggetti dell’attività di controllo sul contribuente. Ora invece è sufficiente interrogare la banca dati per avere le informazioni risparmiando tempo e denaro pubblico e garantendo meglio il contribuente”.

Beh si, messa così è certamente un grande risparmio.

Su Panorama di questa settimana troverete un’intervista-ritratto di Stefano Lorenzetto a Renato Farina. Non entriamo nel merito delle argomentazioni di Farina, relative al suo rapporto col Sismi, il servizio segreto militare italiano. Ci preme solo rimarcare due punti. Nel primo, Farina lamenta un’ovvietà: che il Csm scambi Repubblica con le carte processuali: