“Per principio, da sempre, sono felice per le assoluzioni e dispiaciuto per le condanne. Uguali sentimenti pre-politici e irrazionali affiorano sempre, e per qualunque imputato. Quindi anche ieri per Silvio Berlusconi e oggi per Marcello Dell’Utri. Passando dal sentimento alla ragione, però, le cose cambiano, e non poco.

Confesso di non riuscire ad appassionarmi a questo derby in cui entrambe le squadre mi sembrano poco meritevoli di supporto.

In nessun paese occidentale del mondo, infatti, avremmo a che fare con inquisitori così, che nulla hanno fatto e nulla fanno per celare un connotato apertamente politico della loro opera; e in nessun paese al mondo avremmo una opposizione desiderosa di liberarsi dei suoi avversari attraverso scorciatoie giudiziarie.

La ormai abortita riforma dell’ordinamento giudiziario, elaborata nella precedente legislatura dal guardasigilli Roberto Castelli prevedeva, tra le altre cose, un “colloquio di idoneità psico-attitudinale“, per valutare l’aspirante toga anche da un punto di vista psicologico. La controriforma Mastella, scritta sotto dettatura dell’Anm, ha provveduto a eliminare tale test. Pensate a come potrebbe commentare il tradizionale marziano appena atterrato in Italia, dopo aver parcheggiato l’astronave in seconda fila ed aver letto delle vicende del gip Clementina Forleo.

Sono 510 milioni i rapporti finanziari pervenuti all’archivio dei conti, il nuovo strumento per i controlli fiscali operativo da fine ottobre. ”Con l’archivio l’attività di controllo diventa più razionale e può contare sui vantaggi che offre l’informatica”, ha detto Massimo Romano, l’entusiastico direttore dell’Agenzia delle Entrate, nel corso di un’audizione davanti alla Commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria.

”Contrariamente a quanto si pensa – ha spiegato ancora Romano – le garanzie per i contribuenti vengono aumentate. Infatti, in precedenza, ogni qualvolta si procedeva a verifiche sui flussi finanziari l’amministrazione era costretta ad inviare comunicazioni per appurare l’esistenza di eventuali conti del contribuente sottoposto a controllo a tutte le banche e intermediari finanziari, informando di fatto tali soggetti dell’attività di controllo sul contribuente. Ora invece è sufficiente interrogare la banca dati per avere le informazioni risparmiando tempo e denaro pubblico e garantendo meglio il contribuente”.

Beh si, messa così è certamente un grande risparmio.

Su Panorama di questa settimana troverete un’intervista-ritratto di Stefano Lorenzetto a Renato Farina. Non entriamo nel merito delle argomentazioni di Farina, relative al suo rapporto col Sismi, il servizio segreto militare italiano. Ci preme solo rimarcare due punti. Nel primo, Farina lamenta un’ovvietà: che il Csm scambi Repubblica con le carte processuali:

Volendo commentare la puntata di ieri di Annozero, dedicata alle difficoltà economiche di molte famiglie italiane, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta. Mattatore indiscusso della serata è stato l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Il quale, tra le innumerevoli altre cose, non ha trovato di meglio che prendersela con i tempi della globalizzazione, a suo dire troppo rapidi. Come se fosse possibile gestire il timing delle trasformazioni socio-economiche planetarie. Tremonti ha sfoderato i suoi abituali cavalli di battaglia: l’euro, l’illiberalismo del modello economico cinese (e ha aggiunto pure di quello indiano), la voracità ed avidità senza scrupoli delle cattivissime banche italiane, il protezionismo “buono”, quello che ci protegge dalla “Nuova Compagnia delle Indie” chiamata Gazprom. A fare da sparring partner a Tremonti, Santoro ha pensato bene di chiamare un’anima popolana come Gianfranco Funari. Oltre, naturalmente, a mettercene del proprio, lamentando l’eccessivo apprezzamento dell’euro rispetto non solo al dollaro, ma anche allo yuan cinese. Un vecchio riflesso condizionato degli anni ruggenti delle svalutazioni competitive italiane di cui, abbiamo appreso ieri sera, destra e sinistra italiana sentono una struggente mancanza. A tentare di arginare questa rimpatriata di nostalgici bipartisan, l’eroico Alessandro De Nicola, presidente di The Adam Smith Society.

Sull’euro, Tremonti ha rilanciato:  non sarebbe stato comunque sufficiente il sistema del doppio cartellino di prezzo (in lire ed euro), per arginare la “speculazione” degli arrotondamenti e la scarsa dimestichezza dei cittadini, soprattutto anziani, con il valore delle monetine. Né sarebbe bastata l’introduzione della banconota da un euro. No, occorreva, in realtà la doppia circolazione monetaria tra valute nazionali ed euro. Ora, il doppio cartellino non è mai stato introdotto, ed al ministero dell’Economia, in quei tempi, c’era Tremonti. Certo, non sarebbe stato la panacea di tutti i mali, ma sarebbe servito. La doppia circolazione monetaria avrebbe causato la rapida dismissione dell’euro come valuta di uso comune, come facilmente intuibile, con problemi aggiuntivi legati al controllo della circolazione cartacea nel paese. Ma Tremonti, che ha sostenuto per quattro anni che i problemi dell’economia italiana erano pressoché esclusivamente imputabili all’attacco alle Twin Towers (salvo fare tardiva autocritica di fronte all’evidenza di paesi che avevano ristrutturato con successo la propria economia), ha evidentemente bisogno di tempo per elaborare la propria visione del mondo. Forse sarebbe stato meglio, nella preparazione alla moneta unica, intervenire nella liberalizzazione dell’economia italiana, ma Romano Prodi e Carlo Azeglio Ciampi, che quella fase gestirono, erano troppo intenti a bloccare il tiraggio di tesoreria delle amministrazioni locali, per abbattere artificiosamente il deficit e rientrare nel leggendario “tre-punto-zero”, per curarsi di questi dettagli.

Proclama del Ministro dell’Interno:

“Introdurre le norme per decreto legge significa esporre per 60 giorni al Parlamento un decreto che se non viene convertito muore per sempre. I termini sarebbero scaduti il 29 dicembre, in piena sessione di bilancio. Se il Parlamento non approverà il provvedimento noi il 29 dicembre faremo il decreto legge“.

E noi che avevamo pensato che l’utilizzo dei disegni di legge servisse solo come veicolo di propaganda, di fronte alle solite insuperabili divergenze esistenziali della nostra polifonica sinistra plurale. Honni soit qui mal y pense.