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Iniziamo come sempre con l’attualità politica, economica e finanziaria della settimana, con l’improvvisa riscoperta dei concessionari autostradali come potenziali salvatori di Alitalia. Del resto, se si chiamava “Piano Fenice”, un motivo c’era. Segue commento sul dato di Pil statunitense del primo trimestre (occhio, è la prima di tre stime, e presenta anomalie una tantum che lo hanno oggettivamente gonfiato) e passiamo poi a discutere l’andamento di Quota 100 e Reddito di cittadinanza e dei “tesoretti” per falliti che pare produrranno.

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Sono sparite nel nulla le certezze spacciate per mesi sulla crescita italiana. Il Def, il documento di economia e finanza delle politiche di bilancio e di riforma del prossimo triennio, certifica infatti una crescita prossima allo zero, l’aumento del debito ma anche dell’Iva dal 2020. Non resta nulla del New Deal annunciato in Aula alla fine del 2018 dall’allora ministro Paolo Savona. Ne parliamo con Lorenzo Borga del think-tank Tortuga.

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È sempre viva l’ipotesi di un’imposta patrimoniale nel dibattito pubblico. L’ha rilanciata il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ma in realtà è un tema di riserva sempre presente ogni volta che si accenna agli sgangherati conti pubblici italiani.
Ne parliamo con Massimo Bordignon, docente di Scienza delle finanze all’Università Cattolica di Milano, collaboratore de Lavoce.info.

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Dopo tre anni di crescita, seppur modesta, l’Italia è entrata in recessione nel 2018. Le previsioni per il 2019 non destano alcun ottimismo. Il Centro studi di Confindustria e l’agenzia di rating Standard and Poor’s, per citare gli ultimi in ordine di tempo, prevedono infatti un Pil per il 2019 con una crescita allo zero o poco più.
Ne parliamo con Andrea Montanino, direttore del Centro studi di Confindustria.

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La sentenza della Corte dell’Unione europea che ha riabilitato l’intervento su Banca Tercas da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi, riscrive, più nella forma che nella sostanza, il fallimento delle quattro banche (Etruria, CariChieti, CariFerrara e Banche Marche). Nessuna via salvifica all’italiana in alternativa al bail-in si scorge all’orizzonte.