di Mario Seminerio – Libertiamo

Prosegue il giro di consultazioni europee del premier Mario Monti, in attesa dell’Eurogruppo del 23 gennaio, ennesima tappa del processo che dovrebbe condurre alla realizzazione dell’accordo intergovernativo per realizzare quella “unione fiscale” fortemente voluta dai tedeschi ma che unione non è, essendo al momento sprovvista di qualsivoglia elemento di mutualità. Anche attraverso l’azione di Monti, e la sua capacità di intessere alleanze, saranno possibili cambiamenti che portino ad una definizione meno semanticamente orwelliana del concetto di unione, con o senza la maiuscola.

Prendendo spunto da un articolo di Sergio Rizzo (che sulla materia ha scritto il libro “La Cricca“) sulla capacità dei nostri parlamentari di aggirare leggi e norme sulle incompatibilità, è opportuno richiamare la legge che dovrebbe essere a presidio del contrasto del conflitto d’interessi dei parlamentari di questo paese, la numero 60 del 1953, che è parte di un più ampio corpus su ineleggibilità ed incompatibilità. Una legge molto avanzata, quando è stata scritta, e che ha mantenuto una discreta dentatura anche nel corso dei decenni.

di Mario Seminerio  – Libertiamo

Il lussemburghese Jean-Claude Juncker e l’italiano Giulio Tremonti, con un editoriale sul Financial Times, hanno proposto di affrontare la forte turbolenza in corso sui mercati del debito sovrano dei paesi periferici di Eurolandia attraverso la creazione di un bond sovranazionale europeo. L’ipotesi non è inedita, essendone Tremonti da sempre grande sostenitore, ma è la prima volta che esce dalla dimensione del pour parler per assumere un discreto grado di strutturazione operativa. Cerchiamo quindi di analizzare tale proposta.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha chiuso l’indagine conoscitiva su banche, assicurazioni e società di gestione del risparmio. I risultati li conoscevamo già prima che l’indagine avesse inizio, ma fa piacere leggere la certificazione che, (anche) nel settore dei servizi finanziari, l’Italia è un’oligarchia di culi di pietra, che collezionano gettoni di presenza nei consigli di amministrazione dei propri “concorrenti”. L’indagine si è concentrata su quattro aree: i modelli di governance, i legami tra concorrenti, il ruolo delle fondazioni bancarie, le banche popolari e le banche di credito cooperativo (BCC).

di Mario Seminerio

I prezzi del petrolio sono cresciuti drammaticamente negli ultimi sei anni. Il West Texas Intermediate (WTI), benchmark del mercato, ha superato i 126 dollari, a fronte di soli 19,9 dollari alla fine del 2001. Un aumento di oltre il 500 per cento. Il motivo fondamentale alla base del rally dei prezzi è dato dalla crescita della domanda, a cui l’offerta non è riuscita a stare al passo. Nel quinquennio 2003-2007 la domanda globale di petrolio è aumentata di 8,1 milioni di barili al giorno, mentre nel quinquennio 1998-2002 l’incremento è stato di soli 4,1 milioni di barili al giorno. La Cina è stata la principale fonte di tale domanda aggiuntiva: i consumi cinesi sono cresciuti di 2,5 milioni di barili al giorno (più 50 per cento) tra il 2002 ed il 2007, quando l’industrializzazione del paese è entrata in una fase di accresciuta dipendenza energetica (per lo sviluppo di industrie energivore quali costruzioni ed acciaio) ed il numero di veicoli per le strade è fortemente aumentato.