La richiesta di amministrazione controllata (negli Stati Uniti la procedura si chiama Chapter 11) da parte di Delphi, il fornitore di componentistica nato nel 1999 dallo spin-off di General Motors, ha avviato un dibattito tra economisti e politici su squilibri e rischi del sistema-paese Stati Uniti. Secondo i pessimisti, il 2005 segna l’inizio dell’era dell’allontanamento dei flussi finanziari internazionali dalle attività denominate in dollari. Nell’anno in cui la Cina ha iniziato la tanto attesa (e temuta) Lunga Marcia verso la rivalutazione della propria valuta, sarebbe stato razionale attendersi che gli investitori internazionali si tenessero alla larga dalle attività espresse in dollari. Il riscontro è contraddittorio: mentre il dollaro ha retto molto bene, giungendo addirittura ad apprezzarsi, non altrettanto si può dire per azioni ed obbligazioni statunitensi.

Oggi rutilante manifestazione di piazza per l’Unione. Vedere un vecchio boiardo democristiano come Prodi trasformato in arruffapopolo suscita […]

Ivan Scalfarotto, candidato indipendente alla Primaria dell’Unione, è un giovanotto quarantenne che nella vita fa il responsabile delle Human Resources per la divisione Capital Markets europea di Citigroup. Vive a Londra, dove ha contribuito a fondare un club di Libertà & Giustizia, ipotetico think-tank collateralista progressista. Si tratta, quindi, di un esponente di quella leggendaria “società civile”che, per definizione, è tale solo se produce esponenti progressisti. Se un candidato indipendente del centrodestra provenisse dalla più importante investment bank del pianeta, avremmo visto scorrere fiumi d’inchiostro e letto inquisitorie articolesse di Serra, Maltese, Berselli, Giannini, Travaglio: chi ti manda? Chi ti paga? Chi hai dietro? Sei un esponente del complotto planetario demo-giudaico-massonico-pluto-pippo-e-paperino? Ma tant’è.

Il ddl sulle infrastrutture ha stabilito di abolire l’Ici sugli immobili della Chiesa anche quando questi siano adibiti ad uso commerciale. L’esenzione è applicabile per attività di assistenza e beneficenza, di educazione e cultura “pur svolte in forma commerciale se connesse a finalità di religione o di culto”.
In aula al Senato, dopo una richiesta di verifica, la commissione Bilancio ha dato parere negativo sulla copertura di un emendamento del senatore Lucio Malan (Fi) che proponeva di estendere le esenzioni anche alle altre componenti religiose riconosciute dallo Stato italiano.

Se Gordon Brown è l’indiscusso erede alla successione della premiership di Tony Blair, gran parte del merito va alla sua provata abilità come Cancelliere dello Scacchiere. Il Labour ha impostato gran parte dell’ultima campagna elettorale enfatizzando (non senza ragione) i positivi risultati economici conseguiti in quasi un decennio. Tony Blair ha elogiato il suo collega, definendolo il miglior Cancelliere degli ultimi 100 anni. E Brown, a cui non difetta la considerazione di sé, ha rafforzato il concetto, sostenendo di aver presieduto al più lungo periodo di sostenuta crescita economica degli ultimi 300 anni. Ma tali rivendicazioni appaiono oggi ostaggio della sorte.

Nei giorni scorsi Stefan Tangermann, direttore del dipartimento Alimenti, Agricoltura e Pesca dell’Ocse, ha annunciato che la sua organizzazione ha quantificato l’entità dei trasferimenti totali dai governi al settore agricolo, nel 2003, a 92 miliardi di dollari negli Stati Uniti, lo 0.84 per cento del prodotto interno lordo. Per l’Unione Europea a 15 membri tale dato è ammontato, nello stesso anno, a 132 miliardi di dollari, ben l’1.26 per cento del prodotto interno lordo dell’Area. Tali trasferimenti includono i servizi governativi complessivi al settore agricolo, quali ricerca ed infrastrutture e, negli Stati Uniti, i sostegni alimentari rappresentati dai food stamps erogati ai meno abbienti. In particolare, il sostegno diretto ai coltivatori è stato pari, sempre nel 2003, a 36 miliardi di dollari negli Stati Uniti (il 15 per cento del reddito agrario), e a ben 118 miliardi di dollari nell’Euro-15, il 36 per cento del reddito di categoria. Si tratta, soprattutto relativamente all’Unione Europea, di un dato folle, che falsa pesantemente i mercati internazionali e rappresenta il principale ostacolo ai tentativi di favorire il decollo economico dei paesi poveri, produttori di commodities agricole.

Agghiacciante descrizione degli effetti del taglio dei trasferimenti agli enti locali, disposto dalla Finanziaria, sull’operatività del comune di Roma. Dopo la pavloviana premessa circa “una manovra che mette a repentaglio la coesione sociale e civile di questo Paese“, il sindaco Veltroni spiega che, se il governo non farà marcia indietro, l’amministrazione sarà costretta a spegnere 20 mila lampioni sui 150 mila esistenti in città, partendo da questa cifra curiosa per dare il via a un elenco lunghissimo di tagli.