La sollevazione a cui i francesi stanno assistendo, sbigottiti, da ormai dieci giorni viene da lontano e porta lontano. E’ stato alfine aperto il vaso di Pandora dello sradicamento rafforzato dall’autosegregazione sociale e culturale, dell’emarginazione come evidente sottoprodotto dell’assenza di una valutazione delle compatibilità socioeconomiche nei flussi migratori, dei fantasmi dell’Uomo Nuovo, della toutepuissance dello Stato Leviatano, il mito in cui si sono crogiolate generazioni di politici francesi. Per la Francia esistono problematiche specifiche, quali il retaggio del colonialismo, che ad esempio per l’Italia non sussistono, se non in misura del tutto trascurabile. L’unico vero problema italiano è l’ignoranza discernitiva di una classe politica incapace di compiere elaborazioni autonome, sempre in cerca di qualche compagno di banco da cui copiare il tema, con la voluttà di chi ritiene di aver trovato la scorciatoia per risolvere ogni problema.

Immagina di essere una donna. Quando nasce tuo fratello, le persone dicono: “E’ nato un bambino grazie a Dio!”. Quando nasci tu, invece, esclamano: “E’ una femmina, ma se questa è la volontà di Dio…”. Ti chiamano “bambina” – usando una forma di diminutivo – e sei la benvenuta al mondo se sei la prima o la seconda, l’importante è che poi non ci siano più figlie femmine, perché ciò non sarebbe auspicabile per la madre. Mentre i tuoi fratelli sono sempre bene accetti: più sono e meglio è.

La ragione dell’elevato costo dell’assicurazione sanitaria individuale risiede in quella che gli economisti chiamano “selezione avversa”. Questo fenomeno, che è alla base dei casi di fallimento del mercato, si verifica ogni volta che uno dei due potenziali contraenti dispone di informazioni migliori rispetto all’altro. Quest’ultimo tenterà di difendersi facendo cose che di solito impediscono alle parti di concludere la transazione in modo soddisfacente. Immaginate di essere un soggetto giovane e sano, interessato ad acquistare un’assicurazione sanitaria. Ed ipotizzate quindi che la vostra compagnia di assicurazione stimi in 1000 euro l’anno il costo della spesa sanitaria per soggetti della vostra età. In questo caso, vi verrà richiesto un premio di 1000 euro. Tuttavia, se voi siete soggetti sani, e sapete che la vostra spesa sanitaria annuale è certamente inferiore ai 1000 euro, rinuncerete a comprare la polizza. Ma questo è esattamente ciò che squilibra il sistema. Le compagnie di assicurazione hanno bisogno dei 1000 euro di premio pagato dai soggetti sani per riuscire a pagare i 30.000 euro annui necessari, ad esempio, alle cure dei pazienti oncologici. A questo punto, per cercare di mantenere in equilibrio i propri conti, l’assicurazione dovrà portare il premio annuo a 1500 dollari. Ma così facendo, gli assicurati “quasi sani”, cioè quelli che spendono ogni anno meno di questo importo, pur non avendo una spesa sanitaria nulla, cesseranno di rinnovare la propria polizza. E così via, in un circolo vizioso che gli economisti chiamano “adverse selection death spiral”.

Le conclusioni del rapporto Onu sull’assassinio dell’ex premier libanese Hariri, avvenuto lo scorso 14 febbraio, appaiono indicare un’elevata probabilità di coinvolgimento dei servizi segreti siriani e libanesi, pur suggerendo la prosecuzione delle indagini, che dovrebbero essere auspicabilmente affidate alle autorità libanesi. Quest’ultime, secondo la relazione del tedesco Detlev Mehlis, sembrano in grado di condurre l’inchiesta in modo “efficace e professionale”, anche se il rapporto caldeggia l’istituzione di una piattaforma di assistenza e collaborazione tra comunità internazionale ed autorità di Beirut, per rafforzare la self-confidence del popolo libanese nei confronti della costruzione del proprio sistema di sicurezza. Abbiamo volutamente utilizzato una terminologia asettica e non ultimativa proprio per rispetto del processo di accertamento della verità. Si tratti o meno di garantismo, riteniamo che il modo migliore per giungere a conclusioni realmente probanti consista nel procedere con grande cautela e rigore.

Quale è il legame tra fascismo e socialismo? Secondo Ludwig Von Mises, essi rappresentano stadi di un continuum di controllo economico, che inizia con l’intervento sul libero mercato, si muove verso irregimentazione e rigidità crescenti, marcia verso il socialismo al crescere dei fallimenti dell’intervento pubblico, e termina in dittatura. Ciò che ha caratterizzato la variante fascista dell’interventismo è stato l’affidamento sull’idea di stabilità per giustificare l’estensione del potere dello stato. Le grandi imprese ed il sindacato si allearono con lo stato per ottenere stabilità contro quelle che Murray Rothbard chiamava fluttuazioni del ciclo economico, gli alti e bassi di particolari mercati, frutto di cambiamenti nelle preferenze dei consumatori. Imprese e sindacato ritenevano, ingenuamente, che il potere dello stato potesse sostituire la sovranità del consumatore con la sovranità dei produttori sulle proprie industrie, mantenendo al contempo l’elevata produttività creata dalla divisione del lavoro.

Dopo aver visto le immagini degli scontri tra polizia e contestatori no-global a Bologna, innescati dal tentativo del sindaco Cofferati di ripristinare condizioni minimali di legalità in città, riteniamo utile compiere alcune riflessioni. In primo luogo, ci chiediamo sino a che punto sia possibile ricondurre episodi come quello di ieri alla logica del confronto dialettico e democratico tra posizioni divergenti. E fino a quando quella parte dell’elettorato centrista che ritiene di dover votare per una coalizione dove le posizioni oltranziste ed estremiste hanno potere di ricatto ed interdizione continuerà a fingere di non vedere la realtà?