Qualche anno fa mi è capitato di leggere un commento di un esponente dei Ds (allora Pds). Si era nel pieno della trasformazione culturale del partito, cambiavano i modelli di riferimento, occorreva rielaborare la propria tradizione per rispondere a nuove sfide, all’accresciuta complessità di una società occidentale dove le categorizzazioni marxiste stavano perdendo significato, con la comparsa di un nuovo centro e di nuovi lavori. Questo esponente Ds diceva: “Non diventeremo mica un partito radicale di massa?”, quasi inorridendo di fronte a tale ipotesi. Questa considerazione mi ha molto colpito, e ancora oggi, a distanza di anni, continuo a rifletterci, soprattutto ora, che la guerra, e in definitiva il post-11 settembre, stanno così profondamente modificando le nostre visioni del mondo, e ci spingono a riflettere per costruirci un “nuovo ordine mentale”, prima che mondiale.