Le elezioni presidenziali palestinesi (o meglio, le elezioni che dovranno scegliere il presidente dell’autorità nazionale palestinese) rappresentano un […]

Apprendiamo dal sito Memri che la televisione iraniana ha iniziato a trasmettere un serial, ambientato nei territori palestinesi, […]

La vicenda delle polemiche sulla “insufficiente” contribuzione da parte degli Stati Uniti all’aiuto umanitario per le popolazioni colpite dai catastrofici eventi asiatici può essere letta in molti modi. La strumentale ed artificiosa polemica del rappresentante Onu, Egeland, che a poche ore dall’evento non trovava di meglio che polemizzare con l'”avarizia” di europei e (soprattutto) americani può certamente essere interpretata come l’orgoglio degli onusiani, che cercano riscatto dalle polemiche e dalle accuse di burocratismo, inefficienza e corruzione mostrando una reattività sconosciuta ai singoli governi nazionali.

Nel centrosinistra si consuma l’ennesimo psicodramma. L’Udeur di Clemente Mastella esce dalla Grande Alleanza Democratica, denominazione ormai ufficialmente menagramo, oltre che palesemente priva di senso del ridicolo. Prima quella che Mastella ha definito un’aggressione ai suoi danni alla Camera, dove il malcapitato si è permesso, nella sua veste di presidente di turno, di interpretare alcuni regolamenti di voto in modo difforme dai diktat dell’ayatollah Violante, che ha immediatamente emesso una fatwa contro il povero statista sannita (“Ho visto l’odio in quegli occhi, una ferocia inaudita. C’è stato un assalto contro di me: sono arrivati fin sotto la presidenza con insulti tremendi, mi hanno detto da “venduto” a “m…” Sembravano visitor, hanno gettato la maschera e ho capito: hanno un retropensiero su di me“); poi la convocazione del Consiglio Nazionale, il 27 dicembre, che ha approvato la relazione/suggerimento di Mastella, sancendo lo strappo dal fu-Ulivo.