di Daniel Pipes
New York Sun
24 maggio 2005
Pezzo in lingua originale inglese: A Conspiracy Theory Spreads Polio

Una campagna mondiale avviata nel 1988 per debellare l’infezione della poliomielite stava per avere successo quando, all’inizio del 2003, una teoria cospirativa attecchì nella popolazione musulmana della Nigeria settentrionale. Quella teoria cospirativa è riuscita a far ritornare la poliomielite a delle proporzioni epidemiche.

Autore della teoria sembra essere un certo Ibrahim Datti Ahmed, 68 anni, medico e presidente del Consiglio supremo nigeriano per la legge della Shari’a. Ahmed, un islamista, accusa gli americani di correggere il vaccino con un agente che rende sterili le bambine (oppure, in base a un’altra teoria, che le infetta con l’AIDS) e li considera, come scrive John Murphy sul Baltimore Sun, “i peggiori criminali che esistono sulla Terra (…) Persino Hitler non fu malvagio quanto lo furono loro”.

(ANSA) – BERLINO, 25 MAG – La decisione dell’ex leader socialdemocratico Oskar Lafontaine di lasciare dopo 39 anni la Spd è stata commentata in termini positivi da Otto Schily, ministro dell’interno, e tra i più autorevoli esponenti del partito socialdemocratico tedesco.
”Lafontaine è una figura tragica. Ma lui ci dà una chance, quella di far capire più chiaramente alla gente che noi siamo un partito di centro”, ha detto Schily in dichiarazioni oggi al secondo canale pubblico Zdf.
Lasciando la Spd, Lafontaine ha annunciato la sua intenzione di voler lavorare per la formazione di un nuovo blocco unitario a sinistra del partito socialdemocratico, a cominciare dall’unione tra la Pds, il partito dei postcomunisti, e la WASG (Alternativa elettorale per il lavoro e la giustizia sociale), la nuova formazione della sinistra fondata da sindacalisti e dissidenti dell’ala sinistra Spd per protesta contro il programma di riforme del Governo di Gerhard Schroeder. Non è chiaro tuttavia se il poco tempo che resta fino alle elezioni anticipate consentirà la creazione di una tale nuova lista di sinistra.

Su LaVoce.info appare un solenne ed inacidito “appello” della redazione al ministro dell’Economia, Siniscalco. Più che di un appello, si tratta di un esplicito invito a dimettersi. Fin qui, non si tratta di un avvenimento destinato a lasciare profonde tracce nelle nostre esistenze. In Italia, per tradizione ancestrale, l’iniziazione alle tecniche dialettiche e retoriche avviene di norma chiedendo le dimissioni di qualcuno, come insegna l’unità primigenia di socializzazione politica del nostro paese, il condominio, dove abitualmente si svolge il rito di passaggio della richiesta di dimissioni dell’amministratore. Quello che tuttavia colpisce è il tono dell’”appello”, molto simile ad un anatema, e le argomentazioni utilizzate. Si parte con un incipit da Fine dei Tempi:

Si riapre pericolosamente lo spread fra Btp e Bund e, con la decisione Eurostat, il rapporto fra debito pubblico e Pil torna ad aumentare dopo 10 anni. Ci vorrebbero mani salde alla conduzione della politica economica. Ma non c’è spazio per i tecnici in questo governo. E non c’è controllo democratico su chi davvero decide. Inquietante.

E si sviluppa il tema, peraltro con scarsa coerenza:

Che volete farci, siamo assuefatti e spossati, dicono i pacifinti…

IMBARAZZO TRA I PACIFISTI. «I CORTEI? SIAMO STANCHI»
Il manifesto : «Giuliana aveva dietro una famiglia»

ROMA – Non è il momento di chiedere a che ora, e dove, e quando, ci sarà un corteo per invocare la liberazione di Clementina, perché i grandi capi del movimento pacifista italiano non sanno cosa risponderti, perché allargano le braccia e scuotono la testa: perché non hanno organizzato ancora niente, nemmeno un sit-in, nemmeno una fiaccolata.

Un’interessante notizia, qui nel lancio Ansa, poi ripresa da Informazionecorretta. Si tratta del primo tentativo organico di dare una definizione “operativa” di antisemitismo. Ci auguriamo che queste divengano presto le guidelines ufficiali all’interno dell’Unione Europea, e che i singoli paesi membri si dotino di normative repressive o integrino quelle eventualmente già esistenti. Si tratterebbe del primo caso di dirigismo europeo che ci trova incondizionatamente favorevoli…Al contempo, siamo piuttosto scettici circa la possibilità che questo documento possa effettivamente vedere la luce: analizzando attentamente gli “indicatori” di antisemitismo individuati, si nota che gran parte di essi rappresentano l’armamentario retorico classico della sinistra antagonista e di parte non trascurabile di quella più “moderata” (oltreché di ampia parte dell’Assemblea Generale dell’Onu…) verso Israele. Vedasi la vergogna, incancellabile, della Conferenza Onu di Durban sul razzismo, anni addietro, quando un’invereconda gazzarra terzomondista ed araba, con la benedizione dell’icona Mandela, fece deragliare la conferenza, mettendo Israele sul banco degli imputati di razzismo e apartheid. Un’altra medaglia per l’Onu targato Kofi Annan.

Giorni addietro, nel corso di una puntata di Otto e mezzo dedicata al tema del trasformismo nella politica italiana, Paolo Cirino Pomicino ha espresso alcuni concetti ampiamente condivisibili (ohibò!). Pomicino, che è stato di recente espulso dal partito etnico di Clemente Mastella, ma che continua a dirsi orgogliosamente democristiano, e in quanto tale iscritto all’eurogruppo parlamentare del Partito Popolare, ha richiamato le nuove anomalie italiane: “Ve lo immaginate, voi, se in Germania esistessero due partiti, o coalizioni, uno denominato ‘Forza Germania’ e l’altro ‘Uniti nel cipresso’? Senza alcun richiamo ad una delle grandi correnti politiche che altrove in Europa restano punto di riferimento imprescindibile per schieramenti e coalizioni”? Crediamo che Pomicino abbia colto nel segno: in Italia, nessuno dei quattro principali partiti politici supera il 20 per cento dei consensi. Esistono due coalizioni nominali, caratterizzate da forte competitività e disomogeneità ideologico/programmatica interne. Queste coalizioni appaiono la conseguenza “necessaria” del mattarellum, un’aberrante ed aberrata legge elettorale fintamente maggioritaria, che favorisce aggregazioni ex ante, sulla base di prevalenti desistenze, e divisioni ex post, basate sul potere di ricatto dei partiti minori.