L’istituto della fatwa, opinione legale proclamata dagli studenti islamici, ha conosciuto vasta diffusione nel mondo musulmano a partire dagli anni Ottanta, favorita da crescenti tassi di alfabetizzazione e dallo sviluppo di internet. La proliferazione di tali opinioni, alcune delle quali contraddittorie, sta alimentando un dibattito su chi sarebbe legittimamente abilitato ad emetterle, oltre ad allarmare i governi del Medio Oriente, poiché spesso tali decreti sono in aperto contrasto con le interpretazioni ufficiali dell’Islam che tali governi emanano. In un articolo comparso sulla versione online del NYT (è richiesta la registrazione gratuita al sito), l’analista politico Geoff D. Porter commenta una fatwa relativa al gioco del calcio. Tutto il testo dell’opinione è impegnato a rimuovere le “contaminazioni” occidentali (cioè create da quelli che vengono definiti eretici e politeisti) dalle regole del calcio. Dalla traduzione del decreto cogliamo fior da fiore:

Quando si discetta amabilmente di produttività del settore pubblico, magari legando ad essa incrementi retributivi, come nel più classico specchietto per le allodole dell’elettorato, occorrerebbe sempre avere sottomano dei dati statistici, che permetterebbero di esprimersi con maggiore cognizione di causa. Nel Regno Unito, da un’analisi delle statistiche ufficiali effettuata da una casa d’investimento emerge che, nel secondo trimestre di quest’anno, costi e prezzi riferiti al settore pubblico sono cresciuti del 5.5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2004, mentre l’inflazione riferita ai consumi domestici è stata del 2 per cento e quella calcolata sul più generale indice dei prezzi al consumo è stata del 2.4 per cento. Se l’inflazione prodotta dal settore pubblico avesse eguagliato quella del settore privato la crescita economica britannica, in termini reali, sarebbe stata superiore dello 0.7 per cento, dall’esile 1.5 per cento rilevato ad un più confortante 2.2 per cento.

La richiesta di amministrazione controllata (negli Stati Uniti la procedura si chiama Chapter 11) da parte di Delphi, il fornitore di componentistica nato nel 1999 dallo spin-off di General Motors, ha avviato un dibattito tra economisti e politici su squilibri e rischi del sistema-paese Stati Uniti. Secondo i pessimisti, il 2005 segna l’inizio dell’era dell’allontanamento dei flussi finanziari internazionali dalle attività denominate in dollari. Nell’anno in cui la Cina ha iniziato la tanto attesa (e temuta) Lunga Marcia verso la rivalutazione della propria valuta, sarebbe stato razionale attendersi che gli investitori internazionali si tenessero alla larga dalle attività espresse in dollari. Il riscontro è contraddittorio: mentre il dollaro ha retto molto bene, giungendo addirittura ad apprezzarsi, non altrettanto si può dire per azioni ed obbligazioni statunitensi.

Oggi rutilante manifestazione di piazza per l’Unione. Vedere un vecchio boiardo democristiano come Prodi trasformato in arruffapopolo suscita […]

Ivan Scalfarotto, candidato indipendente alla Primaria dell’Unione, è un giovanotto quarantenne che nella vita fa il responsabile delle Human Resources per la divisione Capital Markets europea di Citigroup. Vive a Londra, dove ha contribuito a fondare un club di Libertà & Giustizia, ipotetico think-tank collateralista progressista. Si tratta, quindi, di un esponente di quella leggendaria “società civile”che, per definizione, è tale solo se produce esponenti progressisti. Se un candidato indipendente del centrodestra provenisse dalla più importante investment bank del pianeta, avremmo visto scorrere fiumi d’inchiostro e letto inquisitorie articolesse di Serra, Maltese, Berselli, Giannini, Travaglio: chi ti manda? Chi ti paga? Chi hai dietro? Sei un esponente del complotto planetario demo-giudaico-massonico-pluto-pippo-e-paperino? Ma tant’è.

Il ddl sulle infrastrutture ha stabilito di abolire l’Ici sugli immobili della Chiesa anche quando questi siano adibiti ad uso commerciale. L’esenzione è applicabile per attività di assistenza e beneficenza, di educazione e cultura “pur svolte in forma commerciale se connesse a finalità di religione o di culto”.
In aula al Senato, dopo una richiesta di verifica, la commissione Bilancio ha dato parere negativo sulla copertura di un emendamento del senatore Lucio Malan (Fi) che proponeva di estendere le esenzioni anche alle altre componenti religiose riconosciute dallo Stato italiano.