Pietro Ichino, con una lettera al Corriere, risponde a quanti hanno espresso delusione per la sua dichiarata indisponibilità ad accettare l’offerta di Berlusconi a diventare ministro del Lavoro nel prossimo esecutivo. Lo fa con argomentazioni “istituzionali” ineccepibili, quali l’assenza di ambiti condivisi tra futura maggioranza e futura opposizione nella statuizione delle regole del gioco, prima ancora che di specifici provvedimenti di riforme strutturali, come quelli sul mercato del lavoro. Certo, la mancanza di un accordo bipartisan sulla nomina del successore di Franco Frattini a commissario europeo è tema importante, così come lo è la riapertura di un tavolo di lavoro comune sulla riforma della legge elettorale. Ma il dissenso sui principi di riforma del mercato del lavoro sarebbe impedimento realmente insuperabile.

E’ finanche esilarante, in questi giorni, assistere alle contorsioni dialettiche di alcuni pasdaran del centrodestra di fronte alla vicenda Alitalia. La parte più acritica e culturalmente deprivata, s’intende, non generalizziamo. E capita quindi che il vostro titolare, sull’aggregatore Legno Storto, nel giro di pochi giorni venga accusato di tutte le nequizie. Scriviamo delle pulsioni protezioniste di Tremonti? Veniamo accusati da due lettori, nel giro di pochi minuti, di essere, nell’ordine, crudeli ultraliberisti e (questa è pregevole) maccartisti alla rovescia, cioè “da sinistra verso destra”. Roba da kamasutra, a ben pensarci.

– Accordo raggiunto tra Pd e Idv per le elezioni del 13 e 14 aprile. L’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro si presenterà alle politiche con il proprio simbolo e proprie liste apparentate a quelle del Pd, quindi sottoscrivendone il programma e avendo come candidato premier quello del Pd, cioè Walter Veltroni. Subito dopo le elezioni, Pd e Idv daranno vita ad un unico gruppo parlamentare a Camera e Senato. L’accordo è stato trovato nel corso dell’incontro (durato meno di un’ora) che si è svolto al loft tra Di Pietro e il leader del Pd. (La Stampa, 13 febbraio 2008)

-“Il Popolo della libertà non è un partito ma, come dice il nome, è un’alleanza elettorale simile ad altre che tiene insieme partiti diversi. Infatti non si è sciolto alcun partito”. Lo ha evidenziato il leader del Pd Walter Veltroni, parlando questo pomeriggio in piazza Cairoli a Brindisi. (Adnkronos, 6 aprile 2008)

“In adesione alla forte e necessaria iniziativa di Berlusconi per salvare la compagnia aerea Alitalia, lancio il mio appello perché gli italiani all’estero ‘scendano in campo’ per dare la loro adesione ed il loro contributo”: parola di Mirko Tremaglia, esponente di An e del Pdl, (l’inventore di quella aberrazione da representation without taxation nota come “voto per gli italiani all’estero”, ndPh.) e Segretario Generale (con le maiuscole nel comunicato stampa) del glorioso Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (CTIM).