Come da noi già segnalato, pare che anche nell’austero e moralisteggiante mondo del centrosinistra italiano stia rapidamente affermandosi la più italiana delle attività: la moltiplicazione dei posti di sottogoverno, con annessi costi, a carico della collettività. Se ne è accorto anche Gian Antonio Stella, che in un gustoso commento sul Corriere di oggi, passa in rassegna l’intensa produttività di alcune giunte regionali di centrosinistra. In Campania hanno deciso che il Mediterraneo non è un mare, bensì uno stato d’animo, ed hanno pensato bene di sdoppiare la relativa commissione. Poi, memori dei precetti folliniani, secondo i quali “un sistema elettorale che ‘addolcisce’ lo scontro politico rende meno forte la pressione nelle aree più critiche e aiuta il paese a ritrovare se stesso”, hanno deciso di nominare “capo dell’opposizione” l’avversario di ‘O Governatore alle ultime regionali, Italo Bocchino, (con tanto di ufficio apposito con dotazione di personale, auto e autisti), e di creare sei commissioni da assegnare all’opposizione.

La settimana appena trascorsa ha visto la pubblicazione di dati macroeconomici che confermano il rinnovato vigore della crescita statunitense, agevolata dal probabile completamento di un mini-ciclo delle scorte, e dalla ripresa dell’attività d’investimento, dopo la pausa indotta soprattutto da anticipazioni per finalità fiscali, che hanno condizionato il primo semestre dell’anno. Anche il settore automobilistico sembra essere riuscito a ridimensionare il proprio eccesso di scorte, anche grazie ad una politica di sconti sempre più aggressiva, che si riverbera favorevolmente sugli indici dei prezzi, alla produzione ed al consumo, e stimola, unitamente allo sviluppo di occupazione e reddito fin qui generati, la domanda di consumi delle famiglie.

Giornata intensa per il segretario ds. Improvvisamente assalito dalla realtà, il flip-flopper de noantri decide di riconoscere e segnalare la valenza strategica delle questioni che egli definisce “tipicamente sensibili” (quali quelle che riguardano la vita e la morte, la famiglia e la sessualità), nell’elaborazione programmatica del centrosinistra:

”Non potremo più limitarci, come avvenuto in passato, ad attenzioni sporadiche ed episodiche. Men che meno ci si può illudere, tanto più dopo il referendum, di ricacciare temi come questi nel limbo della libertà di coscienza. Sarebbe un’illusione, tanto più insostenibile in presenza del centrodestra che intende fare del tema dei ‘valori’ un vessillo da battaglia”

Posta in questi termini, non è chiaro se egli sostenga la necessità di maggiore sintonia con i leggendari “moderati” del paese che, secondo Berlusconi, sarebbero quel 75 per cento che non ha votato al referendum sulla procreazione assistita (ce li immaginiamo tutti e 38 milioni, dal primo all’ultimo, pensosamente assorti a meditare sull’eugenetica e sulla teleologia dell’umana esistenza), oppure se intenda la questione in termini di maggiore spinta propulsiva su temi libertari (chiediamo venia per l’impresentabile vocabolo…) da parte di un partito irriducibilmente progressista.

Ricevendo al Quirinale l’emiro del Qatar, il presidente Ciampi ha colto l’occasione per ribadire il proprio mantra sulle misure preventive più efficaci nella lotta al terrorismo:

“La lotta contro il terrorismo internazionale, incluso quello riconducibile all’estremismo islamico è responsabilità preminente di tutta la comunità internazionale. E’ indispensabile operare con unitarietà di intenti, nella prevenzione, nella repressione, nella rimozione delle cause profonde che alimentano la minaccia terrorista. Anche dalla capacità di avviare a soluzione la crisi israelo-palestinese, di realizzare la pacificazione dell’Iraq dipende la possibilità di sottrarre larghe fasce di popolazione alla propaganda fondamentalista”.

L’emiro del Qatar, proprietario di quel modello di giornalismo investigativo e di denuncia civile chiamato al-Jazeera, a sua volta ha scolpito:

“Il terrorismo richiede la solidarietà di tutti, cosa indispensabile per arrivare a combatterlo alla radice, la soluzione del conflitto in Medio Oriente contribuirà a stabilizzare la regione. Bisogna mettere il popolo palestinese in grado di costruire un proprio stato con capitale Gerusalemme, secondo quanto stabilito dalle Nazioni Unite, sul territorio attualmente occupato” da Israele.

Appena un giorno dopo che la leader dell’opposizione tedesca, e candidato alla Cancelleria, Angela Merkel, ha reso pubblica la propria piattaforma elettorale in vista delle elezioni anticipate, il probabile partner di coalizione della CDU-CSU ha avviato la propria campagna elettorale criticando aspramente uno dei capisaldi del programma: l’aumento delle imposte indirette. Il leader della FDP, Guido Westerwelle, ha dichiarato oggi alla Neue Presse di Hannover che una simile manovra si tradurrebbe in un onere aggiuntivo per i cittadini tedeschi. I sondaggi indicano che la CDU della Merkel, ed i suoi tradizionali alleati, i Cristiano-Sociali bavaresi, pur in vantaggio di una quindicina di punti percentuali sull’attuale coalizione rossoverde al governo, avranno con tutta probabilità bisogno di allearsi con i liberali per poter governare.
Merkel vorrebbe utilizzare le maggiori risorse fiscali ottenute portando l’aliquota Iva dal 16 al 18 per cento per ridurre gli oneri sociali, come l’assicurazione sulla disoccupazione, che gravano sul costo del lavoro, un problema presente anche in Germania, pur se non nella drammaticità che caratterizza invece il caso italiano.

I governi occidentali si interrogano su come contrastare l’attività terroristica sui propri territori, soprattutto quella relativa a reclutamenti, comunicazioni e logistica, senza restringere e coartare i fondamentali diritti civili di tutta la popolazione. In Italia il ministro dell’Interno, Pisanu, illustrerà domani alla Camera le iniziative allo studio del governo. L’impressione è che il titolare del Viminale ed il governo sceglieranno la linea del dialogo con l’opposizione, e che non verrà fatto pesante ricorso alla legislazione emergenziale, come invece avvenne ai tempi delle Brigate Rosse. Quindi nessuna Superprocura antiterrorismo, e nessuna dichiarazione di “stato di guerra”, come invece vorrebbe la Lega, i cui dirigenti hanno evidentemente deciso di avviare un contest a chi le spara più grosse.
Operativamente, sembra che Pisanu sceglierà una strategia “incrementale”, ad esempio basata sul raddoppio dei tempi del fermo di polizia (da 12 a 24 ore), un inevitabile maggior controllo sul territorio (ma questo weekend a noi Roma è parsa non particolarmente militarizzata, ferma restando l’estrema difficoltà operativa a proteggere questa ed altre realtà), e l’eventuale utilizzo dei “colloqui investigativi” in carcere, in assenza di avvocati difensori: strumento integrato da una legislazione premiale, ad esempio con la concessione di permessi di soggiorno per quegli immigrati che forniranno informazioni utili a scopo preventivo. L’intero pacchetto-sicurezza potrebbe poi essere presentato sotto forma di disegno di legge, con tempi di implementazione quindi molto più lunghi rispetto al decreto-legge, sempre per favorire il dialogo bipartisan su temi così delicati. L’attività di intelligence dovrebbe poi essere potenziata tentando di infiltrare cittadini islamici nei phone center e nelle moschee, dove è più facile reperire informazioni su quanto si muove nel mondo dell’integralismo. Come facilmente intuibile, si tratta di temi molto delicati, che investono direttamente il tema delle libertà individuali. Il ministro dell’interno britannico, Clarke, ha ad esempio proposto di aumentare il periodo in cui compagnie telefoniche ed internet providers dovranno conservare i dati relativi ad email e traffico telefonico. Proposto anche il potenziamento dell’attività di Europol, soprattutto in temini di coordinamento e uniformazione degli standard di raccolta e scambio di informazioni.
Ma tutte queste proposte meritano alcune riflessioni, metodologiche e “filosofiche”.