di Mario Seminerio – © LiberoMercato

I dati diffusi nei giorni scorsi dall’Istat su stime del prodotto interno lordo ed indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche per l’anno 2007 ci permettono di analizzare nei dettagli alcune dinamiche economiche e di gestione dei conti pubblici, oltre che di confutare alcuni luoghi comuni piuttosto radicati. Riguardo la crescita, lo scorso anno il pil è cresciuto del 3,8 per cento a valore nominale e dell’1,5 per cento reale (utilizzando il metodo chain weighted con anno-base il 2000), contro l’1,8 per cento (rivisto al ribasso) dell’anno 2006. Il raffronto con il 2006 è interessante soprattutto in termini di contributi alla crescita.

Il programma del Popolo della Libertà è articolato in sette “missioni”, ulteriormente suddivise in punti. Riguardo gli aspetti più propriamente economici la prima missione, “rilanciare lo sviluppo”, prevede la detassazione di straordinari, premi ed incentivi legati ad incrementi di produttività. Si tratta di proposte ancora troppo generiche per poter essere compiutamente valutate. Se il principio è condivisibile, restano problemi di attuazione pratica. Va definito il concetto di detassazione, in primo luogo: è totale o parziale? Non si dovrebbe poi dimenticare che non tutti i lavoratori dipendenti percepiscono straordinari: si pensi a quadri e dirigenti. In condizioni di debolezza congiunturale è poi verosimile attendersi un minore ricorso agli straordinari, che perderebbero così la funzione di leva strategica per l’aumento del potere d’acquisto dopo le imposte. Inoltre, la detassazione integrale degli straordinari implica il rischio che la creazione di nuova occupazione subisca un rallentamento, e che le imprese finiscano col contrabbandare aumenti retributivi imputandoli a straordinari. Ciò finirebbe col sottrarre materia imponibile.