Viale MazziniE’ nato il primo blog gestito da (alcuni) giornalisti Rai. Si intitola, manco a farlo apposta, “Schiena dritta“, citando le parole rivolte tempo addietro, ed in ben altro contesto, agli operatori dell’informazione dal presidente Ciampi. Come recita il chi siamo del sito, gli animatori del blog sono professionisti che lavorano nell’informazione Rai, i cui valori di riferimento sono:

“l’autonomia della professione e l’indipendenza di un servizio pubblico all’altezza della sua missione sociale, così come previsto dal Contratto di Servizio. Il nostro scopo è avviare in collaborazione con l’Usigrai un dibattito il più possibile ampio e articolato sulla riforma della Rai, che coinvolga non solo gli addetti ai lavori ma tutti quei settori della società italiana convinti che un servizio pubblico libero, moderno e di qualità sia una risorsa per il Paese. In questa direzione proponiamo cinque idee guida:

1. La costituzionalizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo;
2. una riforma che ne garantisca davvero libertà e indipendenza;
3. l’impegno personale in difesa della nostra autonomia professionale contro ogni tentativo di censura, manipolazione, mistificazione delle notizie;
4. la pubblica denuncia agli organismi sindacali e professionali di qualsiasi tentativo di indebite influenze dall’esterno e dall’interno tese a limitare il diritto alla libertà dell’informazione attraverso il servizio pubblico;
5. un largo confronto sul servizio pubblico che coinvolga tutte le professionalità della Rai, gli utenti, le associazioni dei consumatori e della società civile.”

Dopo alcune settimane trascorse tra ultimatum, conciliaboli, estemporanee manifestazioni di piazza di attempati girotondini bercianti, minacce di scissione ed anatemi vari, è finalmente tornato il sereno nella caotica disUnione. Romano Prodi, dopo aver definito “un suicidio politico” la scelta di Rutelli di schierare il simbolo della Margherita nel proporzionale, e dopo aver minacciato la scissione di quel 20 per cento del partito che non aveva accettato la scelta di Rutelli, estrae dal cilindro un coniglio piuttosto spelacchiato, e trova la “quadra”: niente lista unitaria, e reintroduzione delle primarie per definire il candidato premier della coalizione. In tal modo, il Professore spera di ottenere quella mitologica investitura popolare che risulta necessaria per un leader politico che di fatto è privo di un proprio partito.

I risultati dell’autopsia, pubblicati mercoledì, dovrebbero suscitare un lieve imbarazzo in tutti gli agitatori ed i politici che hanno starnazzato nel doloroso caso di Terri Schiavo e del suo diritto a morire. Non è stata trovata prova delle nequizie che sono state attribuite al marito di Terri, ed è stato accertato che il suo cervello non aveva alcuna speranza di recupero. Le innumerevoli corti chiamate a pronunciarsi avevano quindi ragione a concludere che alla donna dovesse essere consentito morire dopo 15 anni di un persistente stato vegetativo senza speranza di ripresa. L’autopsia e le ampie investigazioni compiute dai medici legali della Florida lasciano inevitabilmente aperte alcune questioni. Ma l’esito dell’indagine lascia pochi dubbi in merito al fatto che la morte di Terri sia stata il pietoso esito di questo tragico caso.

Hu Jintao Tra i dati macroeconomici cinesi pubblicati questa settimana, segnaliamo l’indice dei prezzi al consumo, cresciuto in maggio dell’1.8 per cento su base annua. Un dato che conferma il minimo degli ultimi 19 mesi, e rafforza le aspettative che la banca centrale cercherà di sostenere la crescita della spesa dei consumatori astenendosi dall’alzare i tassi, che restano fermi al 5.58 per cento sulla scadenza benchmark a un anno, dopo l’ultimo rialzo, effettuato lo scorso ottobre. Il vice premier cinese Wu Yi ha affermato che il governo è fiducioso di poter pilotare l’economia verso un soft landing, dopo il rallentamento della crescita degli investimenti nel settore dell’acciaio, cemento e metalli non ferrosi, ottenuto attraverso misure amministrative di razionamento del credito.

Gianni Alemanno è talmente ansioso di ricostituire munizioni per alimentare il sottobosco elettorale ed elettoralistico del proprio partito, che non perde occasione per sbandierare ai quattro venti la propria ricetta di politica economica: aumentare la tassazione sulle attività finanziarie, che la vulgata propagandistica tradizionale definisce, da sempre, “rendite”. Anche stasera, nel corso di Ballarò, l’esponente della “destra sociale” di An non si è smentito: pesantemente rimbrottato nei giorni scorsi per aver cercato di sostituirsi a Siniscalco, sconfessato a più riprese dalle prese di posizione di Berlusconi, questa volta ha usato il suggerimento subliminale: