Prendiamo spunto da un interessante articolo di Piercamillo Falasca apparso nei giorni scorsi su Epistemes per analizzare le motivazioni economiche che dovrebbero giustificare la concessione di crediti d’imposta ai contribuenti che effettuano erogazioni liberali alle Onlus. In altri termini, tenteremo di capire quali dovrebbero essere le tipologie di organizzazioni no-profit meritevoli di essere sussidiate attraverso il fisco. Ciò risponde anche all’esigenza di evitare abusi e distorsioni nella definizione della platea di Onlus che possono beneficiare di tali sussidi fiscali. Ricordiamo che ogni tax credit rappresenta un ridimensionamento della base imponibile, e che in base al fondamentale precetto di semplificazione fiscale occorre limitare l’utilizzo dei crediti d’imposta per ampliare al massimo la base imponibile e ridurre (a parità di gettito) le aliquote nominali, stimolando la crescita economica. Per compiere tale analisi ci baseremo sull’esperienza del fisco statunitense nella gestione delle donazioni alle charities.

Proseguendo l’analisi dei miti legati al signoraggio, in questo post tentiamo di rispondere alle più comuni domande sull’assetto istituzionale ed il funzionamento della nostra banca centrale. Cenni storici, formazione e destinazione dell’utile, cambiamenti previsti dal legislatore nella compagine proprietaria. L’obiettivo, come sempre, è quello di divulgare per demistificare.

Firework fans in Naples have named the latest addition to their New Year arsenal ‘The Budget‘ because of its hard-hitting effect, like the budget law.
”It costs 250 euros and can blow up a whole building,” said a doctor leading a prevention scheme in Italy’s most firework-mad city.
The latest rockets and firecrackers – now mostly made in China – named Bin Laden, Ratzinger and Maradona Bomb, are ”extremely dangerous”. ”These are full-blown explosives”, doctors said.

Intervistato da Time sulla figura di Vladimir Putin ed il futuro delle relazioni tra Stati Uniti e Russia, Henry Kissinger tratteggia un ritratto del leader del Cremlino e fornisce alcune indicazioni per la gestione delle relazioni tra Stati Uniti e Russia, improntate ai canoni classici del realismo: la tutela degli interessi nazionali, il rifiuto di utilizzare la prescrittività morale e moralistica nelle relazioni internazionali, pur non rinunciando a perseguire quella che Kissinger definisce “inclinazione missionaria” della politica estera statunitense, cioè il suo idealismo. Per Kissinger il fatto che il 64 per cento della popolazione abbia votato per Putin non equivale ad affermare che la Russia sia una dittatura. Sembra un paradosso, magari guidato dal bizzarro senso dell’umorismo di cui Kissinger ama talvolta dar prova, ma il concetto viene meglio precisato quando l’ex Segretario di Stato di Nixon sostiene che obiettivo di Putin è l’accumulazione dello stock di potere necessario per consolidare la reputazione internazionale della Russia e la sua sicurezza, minata dalle conseguenze del crollo dell’Unione Sovietica.

Questo articolo rappresenta un tentativo di spiegare cosa è il signoraggio, come si produce ai nostri giorni, quale è la fondamentale differenza tra signoraggio nominale, reale ed imposta da inflazione, quale è il ruolo delle banche commerciali nel processo di creazione della moneta, attraverso il meccanismo del moltiplicatore dei depositi indotto dalla riserva obbligatoria. L’imperfetta conoscenza dei meccanismi economici alla base del processo di creazione della moneta ha concorso ad alimentare alcuni miti intorno al concetto di “moneta fiduciaria”. Riteniamo quindi opportuno e necessario tentare il debunking di tali miti.

Poco più di due anni addietro abbiamo dato conto dell’operazione finanziaria imbastita dal diessino Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano ed ex sindaco di Sesto San Giovanni, la leggendaria “Stalingrado d’Italia”. La Provincia, già azionista di controllo dell’autostrada Milano-Serravalle con il 36 per cento decise, all’epoca, di rilevare un altro 15 per cento, per raggiungere la maggioranza assoluta ed ottenere l’effetto collaterale di estromettere dal controllo della società il Comune di Milano dell’odiato rivale Gabriele Albertini. Penati chiese ed ottenne un prestito di 238 milioni di euro da Banca Intesa, e concluse l’affare con il costruttore Marcellino Gavio. A distanza di due anni, che è stato di quella bislacca operazione? Ce lo racconta un articolo di Laura Maragnani per Panorama.