I due autori definiscono “occidentalismo” il quadro disumanizzato dell’Occidente tratteggiato dai suoi nemici. Il saggio si propone di analizzare questo nodo di pregiudizi, che non possono essere spiegati esclusivamente come un problema islamico, rintracciandone le radici storiche. L’occidentalismo non può essere ridotto a malattia mediorientale, non più di quanto lo si possa ridurre all’odio antioccidentale dei giapponesi di mezzo secolo fa. Secondo gli autori, che esprimono una posizione molto simile a quella presentata da Paul Berman nel libro “Terrore e liberalismo”, l’occidentalismo, il capitalismo, il marxismo ed altri “ismi” sono nati in Europa prima di essere esportati in altre aree del mondo. L’Occidente è stato la culla dell’illuminismo, del liberalismo, del secolarismo ma anche dei loro velenosi antidoti. Già nell’Ottocento e prima, il problema che si poneva a molte civiltà extraeuropee era quello di modernizzarsi, cioè in essenza produrre armi e tecnologia prevalentemente militare, imitando il modello sociale europeo e nordamericano senza contaminare le radici profonde dei propri modelli culturali. Questa discrasia ha prodotto alienazione e lo sviluppo di movimenti di pensiero e politici fortemente avversi all’Occidente.

Cuba, Zimbabwe ed Arabia Saudita faranno parte della sotto-commissione Onu sui diritti umani, denominata Gruppo di Lavoro sulle […]

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha conferito all’emittente libanese Al Manar il premio per i migliori programmi anti-fumo e […]

Parlando sul tema dell’odiosa prescrizione per gli autori della strage di Primavalle, Luciano Violante spreca l’ennesima opportunità per affrontare in modo responsabile il tema della giustizia in Italia.

Dopo aver invitato a “ricordare tutte le vittime di quegli anni, di destra e di sinistra” (ma è sempre stata la sinistra a negare anche la dignità della morte al “nemico”…), Violante si lancia in un’ardita opera di decontestualizzazione degli eventi dall’epoca in cui accaddero, e tenta di ascrivere i folli esiti di alcune sentenze della magistratura al più generale malfunzionamento della giustizia:

“La prescrizione? E’ una notizia che provoca sconcerto e indignazione, perché una strage di quel genere meritava una sollecitazione ben maggiore affinché i responsabili scontassero le condanne.

Tra le innumerevoli reazioni alle elezioni irachene, segnaliamo quella del vescovo di Bassora:

”La gente era felice di recarsi ai seggi, c’era un clima di festa”. Cosi’ commenta per la MISNA la giornata elettorale di ieri in Iraq monsignor Djibrail Kassab, arcivescovo dei caldei di Bassora, nel sud del Paese. Ricordando che nella sua città ha votato circa il 60% degli elettori e non si sono verificate violenze di alcun tipo, il presule ribadisce di aver visto persone andare ai seggi ”quasi come fosse un Carnevale; intere famiglie hanno portato con se’ i bambini, la gente sembrava soddisfatta e mostrava di non aver paura di eventuali episodi di violenza”. Monsignor Kassab aggiunge che, nelle prime ore del mattino, l’affluenza è stata scarsa, ma dalle 11 locali in poi i seggi si sono riempiti di gente in fila per consegnare il proprio voto.”

La democrazia rappresenta sempre un momento di festa, soprattutto quando è stata così a lungo negata…

I dati non sono ancora definitivi, ma sembra che la democrazia, questo concetto creato dalle forze del male neocon (in versione ebraica o evangelica, non è ancora appurato) sia stata avvistata in Iraq. Ancora una volta, l’Impero del Male amerikano ha colpito a morte le libere coscienze di dittatori e autocrati, segnatamente di quelli mediorientali. Con una brutalità senza precedenti, pare che otto milioni di “cittadini” (termine pericolosamente illuminista) iracheni siano stati indotti, sotto la minaccia delle armi di persuasione di massa del Grande Satana di Washington, a recarsi a deporre in un’urna, sotto l’intollerabile tutela della propria privacy politica e civile, la propria preferenza elettorale. Costernazione nelle principali cancellerie della Vecchia Europa. Il segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, atterrito dalla sconvolgente notizia, si è chiuso in un silenzio carico di dolore e disperazione.

Non ci sono ancora certezze sulle relazioni di causa-effetto tra presenza di discariche e patologie, ma di certo in 104 comuni della provincia di Caserta e 92 della provincia di Napoli i dati epidemiologici mostrano un “eccesso significativo”, rispetto quanto si attendeva a livello regionale, di mortalità generale, di mortalità per varie cause tumorali e di malformazioni. Lo dice uno studio pilota sul “Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana” condotto dall’Oms, l’Istituto superiore di sanità, il Cnr, l’assessorato alla Sanità e l’Osservatorio epidemiologico della Campania. Il rapporto, presentato oggi dal commissario straordinario per i rifiuti Corrado Catenacci e dal responsabile della Protezione civile Guido Bertolaso, analizza il periodo compreso tra il 1994 e il 2002. Sono state studiate 20 cause di morte, tra cui la mortalità per tutte le cause, quella legata ai tumori più diffusi (esofago, stomaco, retto, polmoni, mammella, vescica, rene e leucemie) e le cause maldefinite.