La produzione industriale italiana è inaspettatamente calata in ottobre per il secondo mese consecutivo. Il calo è dello 0,3 per cento sul mese precedente, nel quale si era registrata una flessione dell’1,2 per cento (rivista al ribasso dall’originario calo dell’1 per cento). Interessante notare che le stime di consenso ipotizzavano un incremento dello 0,4 per cento. L’ascesa dell’euro ha trascinato al minimo da quasi due anni la fiducia delle imprese, con l’aumento dei prezzi delle materie prime che erode il potere d’acquisto di aziende e consumatori. Nel terzo trimestre il commercio estero ha sottratto crescita all’economia italiana, con l’import in aumento più dell’export, mentre il passo della spesa dei consumatori è ulteriormente rallentato, come segnala il dato del prodotto interno lordo pubblicato il 7 settembre.

A noi gli immaginifici termini utilizzati ogni anno dal Censis per affabulare il paese (su cose di cui i sociologi di De Rita hanno peraltro sempre capito assai poco) tutto sommato piacciono, non foss’altro che per l’utilizzo elegante di pennellate linguistiche che fanno del Rapporto una forma letteraria, in evidente supplenza di una cultura dei metodi quantitativi a supporto della ricerca che da sempre è il marchio di fabbrica delle chiacchiere da bar di questo paese. Quest’anno abbiamo la metafora della società-mucillagine e ci è pure andata bene, viste le potenziali alternative disponibili. Che aggiungere riguardo il resto dell’analisi? Di sicuro che non ci sono più le mezze stagioni, signora mia. Non ci siamo neppure accorti che “il boom silenzioso” prosegue, a colpi di revisioni al ribasso di un pil che è già il più ritardatario d’Europa.

Sul sito israeliano Palestinian Media Watch, creato per supportare la comprensione della società palestinese attraverso il monitoraggio di media e libri di testo palestinesi ed arabi, e per evidenziare la doppiezza di tali media quando si rivolgono alla propria audience domestica (in arabo) rispetto a quella internazionale (in inglese), si segnala la profonda ammirazione che i palestinesi nutrirebbero per la figura di Adolf Hitler. Ad esempio Voice of Palestine, voce ufficiale dell’Autorità Nazionale Palestinese, nei giorni scorsi ha trasmesso un quiz a valenza didattica che invitava a riconoscere quale personaggio storico si celasse dietro questa agiografica descrizione:

The Dalai Lama on Thursday said his current visit to Italy was not meant to cause embarrassment, as China cautioned Rome against meeting with Tibet’s exiled spiritual leader. The 72-year-old, who arrived in Milan on Wednesday for a ten-day stay, said he had no desire to create diplomatic difficulties for Italian politicians. ”My visit is not a political one,” he told reporters. ”I don’t want to make problems for the state and authorities of the countries I visit.

”I am here simply as a foreign visitor,” he added. The Dalai Lama’s trip has been greeted with reticence among political figures here.

An expected meeting with Pope Benedict XVI failed to materialize, Premier Romano Prodi will be abroad when the Dalai Lama is in Rome, and public talks with Milan Mayor Letizia Moratti, a former minister, fell through at the last minute.

The lukewarm official welcome is largely the result of Chinese hostility to the Dalai Lama’s visit, creating diplomatic difficulties for both Rome and the Vatican. Beijing sees the Dalai Lama as a ”political plotter” who aims to split the country. He does not recognise Chinese rule in Tibet and in 1989 won the Nobel peace prize for his non-violent opposition to it.