Parlando di fronte al Parlamento europeo martedì scorso, il presidente francese Sarkozy ha denunciato lo stato di “crisi politica e morale” in cui l’Europa versa, proponendo la creazione di una commissione di saggi per discutere “senza tabù” e comprendere dove sta andando il Vecchio continente. Per Sarkozy, che riecheggia i toni “antimercatisti” di Giulio Tremonti (o viceversa, s’intende), la profonda crisi d’identità europea sarebbe legata “alla globalizzazione ed alla commercializzazione del mondo”, in un contesto in cui i valori economici sembrano aver fatto premio su tutti gli altri. “L’Europa può essere Europa davanti agli occhi di tutti gli uomini solo difendendo i valori spirituali e di civiltà, raccogliendo tutte le sue forze ed energie per difendere la diversità culturale”, ha proseguito il presidente francese, che è poi tornato sul tema che più gli è caro: la rivalutazione del concetto di protezionismo, termine che “non deve essere posto fuori legge”.

Le donne in Gran Bretagna possono riacquistare la propria verginità gratuitamente, grazie ad un intervento finanziato dalla mutua. Un’operazione sempre più in voga negli ultimi anni, richiesta soprattutto da immigrati o da donne asiatiche e mediorientali che volano apposta nel Regno Unito per arrivare intatte all’altare. Tra il 2005 e il 2006 i contribuenti hanno pagato 24 ricostruzioni dell’imene, secondo rivelazioni del tabloid Daily Mail. Lo stesso intervento effettuato in cliniche private costa, invece, 4mila sterline (6mila euro).

Ieri l’Unità online titolava: “Sgambetto di Dini sulla ricerca“. Che mai è successo? Forse che Dini e i suoi quattro amici al bar noti col nome di Liberaldemocratici avevano votato qualche odioso taglio ai danni della prostrata Università italiana? No, esattamente il contrario. E’ successo che il senatore di An Giuseppe Valditara ha presentato un emendamento che costituisce un fondo di 40 milioni di euro annui per il dottorato di ricerca. Valditara sostiene che la copertura vi sia, e vada ricercata nella leggendaria Tabella A, il calderone a cui si attinge per il (mal)funzionamento dei ministeri, che ha in dotazione 51 miliardi di euro, di cui 908 milioni da allocare. E così l’esponente di An, raccogliendo un composito consenso che va dalla CdL a Lamberto Dini e Giuseppe Scalera (Ld), Domenico Fisichella (Ulivo) e ai due “comunisti dissidenti” (perdonate l’ossimoro) Fernando Rossi e Franco Turigliatto, ha portato a casa il voto favorevole sull’emendamento, malgrado il parere contrario di maggioranza e relatore. E così, una delle bandiere della sinistra, quella del finanziamento della ricerca, è stata raccolta da un esponente del centrodestra. Pare che Valditara abbia ricevuto alcuni sms di esponenti della sinistra nei quali i medesimi confessavano di essere “dei coglioni”. L’autocoscienza è già un buon punto di partenza.